Storia
Il silenzio di Abram. Mio padre dopo Auschwitz
di Marcello Kalowski
editore: Laterza
pagine: 162
Ogni volta che posso chiedo a mio padre di parlarmi di Lodz, della sua famiglia, di Auschwitz. Nel farlo sollevo automaticamente la manica della sua camicia, mettendo a nudo il numero tatuato sul suo braccio. Mentre mi parla continuo a fissare quel numero che diventa uno schermo capace di trasformare istantaneamente le sue parole in immagini. Le poche cose che mi racconta, della sua infanzia felice, dell'abbrutimento nel ghetto che aveva prosciugato persino le lacrime che sarebbe stato giusto versare per la morte del padre, dell'ultimo sguardo rivoltogli dalla madre, degli incubi che popolavano le notti ad Auschwitz, me le dice sorridendo. Per i pochi che sono riusciti ad uscirne vivi, e sicuramente per mio padre, dopo Auschwitz è iniziata un'altra esistenza che in nessun caso è riuscita a costruire un ponte sospeso che li collegasse alla vita precedente. Sono io che debbo costruire quel ponte, perché la sua esistenza, subita e vissuta con coraggio, e le contraddizioni, le incertezze, le angosce, le sue debolezze acquistino il senso e la dignità che meritano.
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Fare lo Stato per fare gli italiani. Ricerche di storia delle istituzioni dell'Italia unita
di Guido Melis
editore: Il mulino
pagine: 304
Fra i maggiori esperti della macchina statale italiana, cui ha dedicato numerose e innovative ricerche, Guido Melis ha raccolto in questo volume i suoi più importanti contributi su tre aspetti cruciali di storia istituzionale: la nascita e lo sviluppo del sistema amministrativo nei primi decenni preunitari, indagati tanto nell'opera di riforma quanto negli uomini e nelle strutture; la condizione delle istituzioni pubbliche nel Ventennio, ossia la misura del loro adeguamento al regime fascista; infine il ruolo complessivo che il sistema amministrativo ha avuto e ha nella storia del nostro paese.
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L'olocausto
di Engel David
editore: Il mulino
pagine: 206
Un evento che vide coinvolti 66 milioni di tedeschi e 9 milioni di ebrei, e che ebbe come esito finale lo sterminio di due ter
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Le istituzioni della democrazia. Un viaggio lungo cinquant'anni
di Giuliano Amato
editore: Il mulino
pagine: 472
Storia costituzionale e forma di governo, crescita della democrazia ed espansione delle libertà, mercato e interesse pubblico, costruzione europea e prospettive sovranazionali: sono i percorsi lungo i quali si è venuta articolando, nell'arco di cinquant'anni, la riflessione giuridica di Giuliano Amato. Un impegno instancabile e fecondo, dedicato non solo a innovare ricerca e saperi ma anche a coniugarli con le domande via via più urgenti poste dalle nostre democrazie, sempre fragili e non sempre in grado di affrontare le sfide dei tempi. Analisi fini e penetranti che hanno avuto come stella polare la realizzazione compiuta di una democrazia pluralista, partecipata, solidale e responsabile, e che trovano ora in questo volume un loro ordine. Augusto Barbera, Sabino Cassese, Maurizio Fioravanti, Giulio Napolitano contribuiscono ciascuno con un proprio commento a illustrare le tappe di questo viaggio intellettuale.
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Pro Armenia. Voci ebraiche sul genocidio armeno
editore: Giuntina
pagine: 140
Quattro testimonianze sul genocidio armeno che ne ricostruiscono la storia, ne chiariscono le peculiarità e ne descrivono gli
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Cittadinanza e mestieri. Radicamento urbano e integrazione nelle città basso medievali (secolo XIII-XVI)
editore: Viella
pagine: 411
Di gruppi numerosi e di singoli, interna ed esterna, a lungo e a medio raggio, temporanea, stagionale o definitiva, l'immigrazione ha connotato nel passato e ancora connota la storia e la cultura italiana. Nel Basso Medioevo, la categoria "straniero" comprendeva gran parte degli "altri", giacché ogni città costituiva un'entità politica autonoma, nonostante i tentativi di unificazione dei territori e di parificazione giuridica dei "sudditi", perseguiti con maggiore o minore abilità dai signori. Stranieri erano dunque tutti coloro che abitavano in una città diversa dalla propria. In questo volume si studiano la cittadinanza e i mestieri come strumenti del radicamento dei forestieri, nel tentativo di comprendere se e quanto abbiano contribuito alla loro integrazione. Rintracciare le modalità di inserimento degli immigrati nel tessuto politico, sociale ed economico costituisce una chiave di lettura peculiare, utile a meglio comprendere il complesso fenomeno dell'emigrazione.
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Chi ha ammazzato l'agente Iozzino? Lo Stato in via Fani
di Carlo D'Adamo
editore: Pendragon
pagine: 174
Roma, 16 marzo 1978, via Mario Fani. Il presidente della Democrazia Cristiana, l'onorevole Aldo Moro, viene sequestrato e i cinque uomini della sua scorta freddamente trucidati. Studiando attentamente le fotografie di tre automobili presenti quella mattina sul luogo dell'agguato, e incrociando i dati del Pubblico Registro Automobilistico con quelli catastali, con quelli delle Camere di Commercio e quelli emersi dalle inchieste indipendenti - nonché intervistando i testimoni ancora vivi disponibili a rispondere alle sue domande - l'autore ha ricostruito con pazienza e lucidità la presenza dello Stato sulla scena del crimine prima, durante e dopo la strage e il rapimento. Un libro-inchiesta che, partendo dalla domanda: "Chi ha ammazzato l'agente lozzino?", muove un passo avanti nella ricerca della verità.
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L'ultimo degli ingiusti
di Claude Lanzmann
editore: Skira
pagine: 128
Dopo "Shoah", nel 2013 Lanzmann decide di realizzare un film su Benjamin Murmelstein, l'ultimo decano del Consiglio Ebraico del ghetto di Theresienstadt (o Terezin) recuperando la lunga intervista filmata che gli aveva fatto quando era esule a Roma. Theresienstadt, detto anche il "ghetto modello", apparentemente era una stazione termale che Hitler aveva "regalato" agli ebrei. In realtà era uno specchietto per le allodole per le potenze straniere e la Croce Rossa Internazionale e un campo di concentramento e di smistamento. Murmelstein fu a lungo accusato di collaborazionismo e non poté mai mettere piede in Israele. Lanzmann, con le sue domande risolute, ottiene da Murmelstein una confessione sincera e talvolta quasi politicamente scorretta, ma mai in contraddizione con una vita di raro coraggio e con la decisione di non fuggire quando avrebbe potuto, restando invece tra la sua gente per fare tutto il possibile.
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La scuola dell'odio. Appunti sulla storia dell'antisemitismo in Europa
di Renzo Fracalossi
editore: Ancora
pagine: 320
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La storia della conquista del mondo. La più autorevole fonte sulle invasioni dei Mongoli
di Ata Malik Juvaini
editore: Ghibli
pagine: 390
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Squadrismo e squadristi nella dittatura fascista
di Matteo Millan
editore: Viella
pagine: 308
Roma, 1° novembre 1922. Sono passate solo poche ore dalla marcia su Roma, e il neo-presidente del Consiglio Benito Mussolini promette l'immediata smobilitazione di tutte le squadre in nome del ripristino più rigoroso dell'ordine pubblico. In realtà, la conquista del potere non segna affatto la fine dello squadrismo né della violenza. Sia che vengano arruolati nelle unità della nuova Milizia Volontaria oppure che agiscano sotto le spoglie dei circoli rionali o dei gruppi sportivi, gli squadristi continuano a giocare un ruolo decisivo nella scena politica italiana. E quando il regime, anche per merito delle sue camicie nere, sarà abbastanza forte da imporre una dittatura a viso aperto, squadrismo e violenza non verranno mai meno. Attraverso il ricorso a nuove fonti, questo libro propone una visione innovativa del ruolo dalla violenza squadrista negli anni centrali della dittatura mussoliniana. Le vicissitudini dei protagonisti dello squadrismo sono indagate a tutto tondo: dalle camicie nere condannate al confino di polizia, al pari dei tanto odiati antifascisti, a coloro che sulla pratica della violenza e sul mito dello squadrismo hanno scommesso tutta la loro vita.
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