Storia
Il confine occidentale. Dalla langue d'oc al movimento No Tav
di Michele Pellegrini
editore: Oltre Edizioni
pagine: 278
Secondo volume della "Tetralogia del confine" (a febbraio 2013 era uscito "Il confine occidentale" di Giorgio F. Siboni) al quale faranno seguito "Il confine settentrionale" e "Il confine meridionale". Le terre ove da centocinquant'anni corre il confine italo-francese sono state per secoli altro: luoghi di passaggio, di incontro tra culture e identità religiose diverse, centro di una dominazione di Antico Regime che rimase per secoli uno Stato di passo con possedimenti di qua e di là dalle Alpi. Un mondo unito dalla lingua e dalla cultura: con un suo cuore che, nelle Alpi, tra Savoia e Piemonte, fu il Moncenisio; nel 1860 per la prima volta da lì fu fatto passare un confine presentato come lineare e inevitabile che in parte lacerò e disperse questa comunità umana. Oggi mute testimoni di quella frontiera sono le innumerevoli "fortezze Bastiani" che vegliano malinconiche le vette alpine. Per secoli, per gli uomini delle valli del Piemonte occidentale, la Francia fu terra di emigrazione per divenire nemica con l'entrata in guerra dell'Italia a fianco della Germania nel giugno del 1940.
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Settantotto. Comincia l'agonia della prima Repubblica
di Fabio Galluccio
editore: Oltre Edizioni
pagine: 152
Il 1978 fu l'anno dell'assassinio di Aldo Moro e degli uomini della sua scorta. L'anno delle dimissioni del Presidente della Repubblica Giovanni Leone e dell'elezione di Sandro Pertini, della morte di due papi, dell'omicidio di Peppino Impastato e della P2 e della crisi ai vertici della Banca d'Italia. Fu l'anno del compromesso storico e quello del ritiro dalla scena pubblica di Mina. Fu un anno eccezionale. Così come lo ha vissuto un ragazzo di 24 anni che sentiva la politica come amore e responsabilità verso la polis.
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I diavoli dell'Adamello. La guerra a quota tremila 1915-1918
di Luciano Viazzi
editore: Ugo Mursia Editore
pagine: 530
I ghiacciai eterni dell'Adamello a oltre tremila metri di quota conservano le memorie di una delle pagine più eroiche e disperate della Grande Guerra. Su quelle vette per quattro lunghi anni si affrontarono le truppe di montagna italiane e austriache, in condizioni climatiche impossibili tra freddo, tormente, valanghe e sangue. Gli alpini, come i leggendari "garibaldini" della Compagnia Autonoma Rifugio Garibaldi, si contrapposero agli austriaci per la conquista di torrioni, vette, spuntoni di roccia. Per la prima volta il corpo degli alpini si costituì in grandi unità organiche di sciatori che combatterono ad altezze mai raggiunte. Attraverso le testimonianze dei combattenti dell'una e dell'altra parte, Viazzi traccia un racconto emozionante che parte dalle azioni in Valcamonica del 1915 e attraversa il 1916 con gli attacchi e i contrattacchi sui ghiacciai del 1917-18 con le battaglie del Cavento fino al "balzo finale" verso la vittoria. Si incontrano in queste pagine soldati-montanari e personaggi celebri, Battisti, Bissolati, Caviglia uniti in un affresco corale di avvincente drammaticità.
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L'accoglienza religiosa tra tardo antico ed età moderna. Luoghi, architetture, percorsi
editore: Viella
pagine: 224
"Lo studio dell'accoglienza cristiana ha segnato negli ultimi anni un interesse crescente nella ricerca storica. Se un tempo il tema era limitato alle ricerche sugli ospedali, oggi si assiste all'apertura di un ventaglio più ampio di argomenti, che coinvolgono i tracciati stradali, le vie di pellegrinaggio, il ruolo dei santuari, degli ordini religiosi, le diverse forme di assistenza e di ospitalità. L'aspetto più interessante è il legame con il territorio: le indagini non sono più indirizzate soltanto ai singoli enti ospedalieri e alle istituzioni, in modo puntiforme, ma al sistema spaziale in cui questi fenomeni andavano ad inserirsi. Il volume curato da Silvia Beltramo e da Paolo Cozzo si colloca in questa prospettiva, attenta al territorio e alle strutture articolate che hanno governato i sistemi di accoglienza nella tradizione cristiana. Tutti i saggi presentati offrono un orientamento aperto ad aree vaste, di dimensione regionale, evidenziando gli sviluppi storici delle istituzioni, i legami con le realtà locali, i rapporti con le autorità laiche ed ecclesiastiche, le forme di cultura religiosa che stavano alla base delle comunità. Per questo il volume si colloca in una prospettiva di longue durée, che dal tardo antico giunge all'età moderna, con l'intento di superare le divisioni cronologiche consolidate nella storiografia tradizionale." (Dalla Prefazione di Carlo Tosco)
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L'Europa e le sue memorie. Politiche e culture del ricordo dopo il 1989
editore: Viella
pagine: 313
La fine della Guerra fredda e il riassetto dell'ordine europeo dopo il 1989 si sono tradotti in una lotta per la ridefinizione delle coordinate della memoria pubblica e istituzionale che ha investito tutta l'Europa. Nuovi paradigmi di memoria sono subentrati a quelli elaborati dopo la fine della Seconda guerra mondiale: quello antifascista ha subito un costante processo di critica e di erosione, radicale nei paesi ex-comunisti, e al suo posto si è andato affermando un paradigma fondato sull'antitotalitarismo. Al centro delle nuove master narratives si trova la figura della vittima, che ha sostituito progressivamente quella dell'eroe partigiano. Si ricordano soprattutto le vittime dello sterminio nazista degli ebrei e le vittime dei regimi comunisti. Ma la memoria della Shoah e il modello antitotalitario possono costituire la base di una memoria comune europea? Non dovrebbe tale memoria includere anche altre esperienze che ne hanno segnato il passato, come ad esempio il colonialismo? Dove conduce poi quest'ossessione del passato, che spesso assume i contorni di una competizione fra vittime che sfociano in vere e proprie "guerre della memoria"? I saggi contenuti nel volume affrontano questo complesso di questioni esaminando sia gli sviluppi intervenuti nelle memorie nazionali di singoli paesi sia la configurazione transnazionale delle memorie europee e il ruolo svolto dalla stessa Unione europea.
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Il doge di Venezia
editore: Il mulino
pagine: 194
Se una parola riassume in sé la singolarità di Venezia, evocandone gli splendori, questa è "Doge"
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La potente benzina italiana. Guerra fredda e consumi di massa tra Italia, Stati Uniti e Terzo mondo (1945-1973)
editore: Carocci
pagine: 272
Da oltre un secolo, il petrolio ha un ruolo fondamentale nel definire le relazioni internazionali, le vicende della politica e
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Luigi Longo, una vita partigiana (1900-1945)
di Alexander Höbel
editore: Carocci
pagine: 374
La vita di Luigi Longo si identifica in misura rilevante con la storia del Partito comunista italiano, ma rappresenta anche un itinerario emblematico delia storia del Novecento. Della sua ricchissima biografia, finora poco esplorata, questo volume ricostruisce la prima metà, gli "anni eroici" 1900-1945: dalla Torino operaia di Gramsci e dell'occupazione delle fabbriche ai vertici della Gioventù comunista, all'attività clandestina, alla guida del Centro estero giovanile e poi dell'organizzazione del pcd'i, tra la Svizzera e la Francia. Dalla Mosca del Comintern alla Parigi del Fronte popolare, dalla guerra di Spagna - durante la quale è alla testa delle Brigate internazionali - alla Resistenza - che pure lo vede al vertice delle Brigate Garibaldi e del Corpo volontari della libertà -, "Gallo" vive da protagonista momenti decisivi del secolo breve, assieme alla sua compagna Teresa Noce e ad altri dirigenti comunisti come Pietro Secchia e Palmiro Togliatti, col quale proprio in questi anni si delinea un asse destinato a durare anche nel secondo dopoguerra. Prefazione di Aldo Agosti
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Giovanni Paolo II e la fine del comunismo. La transizione in Polonia (1978-1989)
di Signifredi Massimiliano
editore: Guerini e associati
pagine: 495
Il 16 ottobre 1978 fu eletto Giovanni Paolo II
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Storia dell'IRI
editore: Laterza
pagine: 645
L'Istituto per la Ricostruzione Industriale (IRI) nasce nel 1933, per volere di Mussolini e su progetto di Alberto Beneduce, con l'intento di evitare il fallimento delle principali banche e imprese italiane e con esso il crollo dell'economia, già provata dalla crisi mondiale esplosa nel 1929. Dal dopoguerra l'Istituto è protagonista prima della ricostruzione e poi del miracolo economico. Dopo le difficoltà emerse negli anni '70 e il programma di ristrutturazione e rilancio degli anni '80, l'IRI conclude la sua attività nel 2002 dopo le operazioni di privatizzazione che contribuiscono in misura significativa al raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica e all'adesione italiana all'euro. Questo volume tratta il periodo dal 1973 al 1989. Dopo un ventennio di successi, arriva per l'IRI una fase di acute difficoltà: i mercati del lavoro sono turbolenti, quelli dei beni più competitivi, il prezzo dell'energia si impenna, mutano le tecnologie. Stragi e terrorismo connotano ampia parte del periodo: sono gli 'anni di piombo'. All'elevata inflazione si unisce il rallentamento della crescita. L'IRI non è in grado di far fronte tempestivamente a questa nuova, difficile realtà. Essere 'soggetto di politica economica induce a difendere e a salvare piuttosto che a riorganizzare. Lo Stato, che dell'IRI è azionista, costringe in molti casi a scelte che risultano altamente costose. Perdite e debiti si cumulano nella siderurgia, nell'industria dei cantieri navali...
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De Gasperi e Maritain. Una proposta politica
editore: Armando editore
pagine: 80
Un libro che si può leggere come un romanzo, perché racconta, con documenti e testimonianze, con le corrispondenze dei protago
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L'Ungheria angioina
editore: Viella
pagine: 344
Mentre la popolazione europea era in grande fervore per il primo Giubileo indetto a Roma nel 1300, sul mare Adriatico tre navi
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