Marlin (Cava de' Tirreni): Il tuffatore
Effetto lockdown. Storia di una pandemia tra cronaca ed esiti psicologici
editore: Marlin (Cava de' Tirreni)
pagine: 176
Un anno di pandemia, letto dal particolare osservatorio di tre esperti della salute mentale abituati a muoversi con intelligen
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Il segnale dell'elefante. Storia della mancata insurrezione del Partito d'Azione a Roma «città aperta»
di Francesco M. Fabrocile
editore: Marlin (Cava de' Tirreni)
pagine: 282
Il libro racconta la storia, anzi le storie, che hanno dato origine al Partito d'Azione romano
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La salita delle croci. «Salernum»: strutture dello spazio antropico 1
di Mario Dell'Acqua
editore: Marlin (Cava de' Tirreni)
pagine: 89
Due documenti del Codex Diplomaticus Cavensis (X sec.) riportano una lite giudiziaria tra il monastero di S. Massimo e quello di S. Lorenzo. I documenti descrivono la lite insorta per la giusta ripartizione dell'acqua incanalata del ribus/austini in una località esterna alla città denominata mons Berelais. Il termine Berelais definisce un luogo della Salerno medievale dove nella tarda antichità esisteva un anfiteatro. Già Erchemperto, nella "Storia dei longobardi", usa il termine Berelais per l'anfiteatro dell'antica Capua. A Salerno mons Berelais è anche la traccia linguistica della forma accidentata della città, caratterizzata nella parte alta da ripe, salti e valloncelli, ed è il luogo che si raggiunge con la ripida scala della salita delle Croci. La riscoperta di questi luoghi, con l'aiuto di un accurato rilievo planimetrico, propone nuove ipotesi interpretative della città. Salernum, una città montuosamente marina, rivela una forma urbana strettamente legata al sito ed alla trasformazione, nel tempo, delle sue strutture edilizie. Il fenomeno, controllato nella sintesi del disegno, appare meglio definito con la localizzazione, nel perimetro della sua storia, dell'anfiteatro, del teatro e del castrum.
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La vita in gioco. Antropologia, letteratura, filosofia dell'azzardo
editore: Marlin (Cava de' Tirreni)
pagine: 358
I giochi d'azzardo hanno sempre presentato una complessità di implicazioni morali, religiose, filosofiche e antropologiche. Negli ultimi decenni, la scomparsa di forme vistose di miseria popolare, il consumismo diffuso e la caduta del risparmio come valore hanno tolto molto del loro mordente alle analisi sette-ottocentesche, in cui i giochi d'azzardo si configuravano come uno spreco irrazionale. Oggi questa tipologia di giochi sembra mietere consensi incontrastati, configurandosi come il riflesso ludico di una "cultura dell'azzardo" sempre più diffusa, in una società che connette il successo all'intraprendenza e al rischio, non gode più del sistema tradizionale di sicurezze e si affida ai colpi di fortuna.
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