Mimesis: Mimesis
Di che giardino sei? Conoscersi atttraverso un simbolo
di Duccio Demetrio
editore: Mimesis
pagine: 178
I giardini, nella loro maestosità o nella loro modestia, sono da sempre specchio della personalità, dello stato d'animo e del modo di vivere di chi se ne prende cura. Plasmato a nostra immagine e somiglianza, il giardino è sempre portatore di una sua filosofia peculiare che chiama direttamente in causa il nostro agire nel mondo. Dalle origini ai giorni nostri, Duccio Demetrio ripercorre la storia, la simbologia, la mitologia e la tradizione del giardinaggio, una passione antica quanto l'uomo che intercetta l'interesse di pubblici eterogenei. In queste pagine, Demetrio individua oltre trenta tipologie di giardini di interesse storico e architettonico accompagnate da un ricco apparato iconografico. In un'epoca in cui, da una parte, ecologia e sostenibilità riconducono l'attenzione dell'opinione pubblica sull'importanza del giardino come bene comune e, dall'altra, mancanza di risorse e abuso edilizio sono fonte di degrado urbano, "Di che giardino sei?" ci ricorda che conoscere i giardini e restarne incantati significa saper cogliere la bellezza nelle sue sfumature più sublimi, a partire dall'indagine del sé.
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Lessico del cinema italiano. Forme di rappresentazione e forme di vita. Vol. 2
editore: Mimesis
pagine: 537
II cinema italiano non è stato mai un cinema nazionale, pur essendo profondamente italiano
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Comunicare l'utopia. Manifesti anarchici conservati presso l'Archivio Famiglia Berneri - Aurelio Chessa di Reggio Emilia
di Roberta Conforti
editore: Mimesis
pagine: 360
L'analisi di una straordinaria collezione di manifesti politici traccia un racconto attraverso i simboli e le immagini che ripercorrono i momenti salienti, i personaggi, gli ideali e le lotte del movimento operaio e libertario internazionale. Il volume restituisce una ricostruzione storica delle icone e delle invenzioni narrative che hanno segnato la comunicazione e il pensiero anarchico del Novecento.
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Lessico del cinema italiano. Forme di rappresentazione e forme di vita
editore: Mimesis
pagine: 536
Il cinema italiano non è stato mai un cinema nazionale, pur essendo profondamente italiano
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Il mondo delle donne. Storia del primo consultorio autogestito nel movimento di liberazione femminile
di Sardella Pina
editore: Mimesis
pagine: 153
Costruito sul materiale dell'archivio del Centro Problemi Donna di Milano (CPD), questo libro intreccia le vicende del primo c
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Un posto di vacanza. Luoghi di una poesia
editore: Mimesis
pagine: 100
Un luogo, Bocca di Magra, una poesia, "Un posto di vacanza". I versi di Vittorio Sereni sono i tracciati di un percorso d'incontro tra le immagini poetiche e le fotografie di Carlo Meazza. Poesia e fotografia qui vivono un momento di dialogo dove i punti di vista si fondono. Scrive Sereni: "... anche un posto di vacanza, per quanto immobile per il resto dell'anno, bloccato in un suo destino di fissità, finisce coll'essere uno specchio di ben più larghe evoluzioni reali non meno di quanto l'immaginazione individuale s'illuda di specchiarvi una storia sua. Un luogo frequentato così a lungo e vissuto in tutte le sue risorse evidenti e meno evidenti può rappresentare un conto continuamente aperto, come per uno scrittore un romanzo, per un pittore, mettiamo, un grande affresco". In questo caso è la fotografia in bianco e nero di Meazza, limpida e visionaria insieme, a fare da specchio, a riflettere i luoghi già svelati dal poeta, a narrare le apparenze di un posto imprendibile.
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Carriere spezzate
Gli artisti ebrei colpiti dalle leggi razziali del 1938
di Lopez Nunes Sandro
editore: Mimesis
pagine: 178
A partire dal mese di settembre del 1938, la pacifica esistenza degli ebrei italiani fu sconvolta da una serie di leggi repres
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Lo sguardo dalla torre
Favole
editore: Mimesis
pagine: 194
Lo sguardo dalla torre raccoglie le favole che Günther Anders scrisse tra il 1931 e il '68
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La grande rapina al treno. The Great Train Robbery (Edwin S. Porter, 1903) e la storia del cinema
di Elena Dagrada
editore: Mimesis
pagine: 79
Questo libro vuole essere un utile viatico per chiunque desideri addentrarsi lungo i sentieri affascinanti del "cinema delle origini", per imparare a conoscere la prima epoca di vita della storia del cinema. Attraverso l'analisi di "The Great Train Robbery", realizzato nel 1903 da Edwin S. Porter, rintraccia le catarreristiche principali di un periodo appassionato e avventuroso, profondamente diverso dal cinema che conosciamo oggi. E lo fa addentrandosi nei segreti del successo di un piccolo grande film, che seppe miscelare sapientemente i temi rappresentati, oltre ad alcune audaci novità nella messa in scena di più azioni simultanee. "The Great Train Robbery", infatti, riuscì a unire la spettacolarità dei più arditi procedimenti narrativi del suo tempo al mito popolare per eccellenza della storia americana, quello del "selvaggio West" (wild West), o "lontano West" (far West), facendo presa su un numero di spettatori molto alto anche al di fuori degli Stati Uniti. E seppe sfruttare il contesto iconografico e narrativo maggiormente in voga del tempo - la ferrovia, gli assalti a un treno, le sparatorie e gli inseguimenti spericolati - mettendo il tutto, fra l'altro, al servizio del film western come genere.
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