Mimesis: Transiti
L'infondamento. L'enigma del linguaggio e il paradosso dell'autoreferenza in Pirandello, Morante e Bene
di Francesco Chillemi
editore: Mimesis
pagine: 200
Grazie all'analisi di tre significative opere metareferenziali del Novecento italiano (la commedia Sei personaggi in cerca d'autore di Luigi Pirandello, il romanzo Menzogna e sortilegio di Elsa Morante e il film Amleto di Carmelo Bene), il volume mira a dar prova della capacità dell'arte di gettare una luce nuova sulle questioni transdisciplinari del fenomeno linguistico e dei fondamenti della conoscenza. Dopo aver approfondito, nel capitolo introduttivo, come nel Novecento la riflessione autoreferenziale abbia interessato discipline come la filosofia continentale, la filosofia (post)analitica e la matematica, il volume si concentra sulle tre fonti primarie. Nell'indagare i modi e i limiti dei rispettivi media, esse mimano il tentativo auto-fondazionale del pensiero logico-linguistico, esibendo performativamente lo stallo aporético a cui tale sforzo pare destinato. Le opere artistiche esaminate costituiscono dunque le tappe di un percorso interpretativo transmediale, che permetterà di mettere gradualmente a fuoco la soglia estrema del dicibile e del conoscibile: la presa di coscienza dell'in-intelligibilità dell'accadere linguistico, inaccessibile origine del sapere. Prefazione di Alessandro Carrera.
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Il metodo e la via
editore: Mimesis
pagine: 195
Maestro della scuola filosofica di Milano, Carlo Sini ha formato le menti di diverse generazioni di giovani che gli devono la
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L'inappropriabile. Figure del limite in Kant
di Federico Leoni
editore: Mimesis
pagine: 163
Lo statuto dell'immagine, del sensibile, del corpo
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In comune. Dal corpo proprio al corpo comunitario
di Rossella Fabbrichesi
editore: Mimesis
pagine: 224
L'idea che si diano corpi comuni e coscienze collettive, che i confini del corpo vivente non siano così netti e profilati come crediamo da molti secoli, che, forse, i confini stessi della coscienza personale debbano essere ridisegnati e ampliati, attraversa da più d'un secolo la filosofia e la letteratura, e si è imposta nelle pratiche condivise dello scambio e del commercio tra individui. La coscienza interiore - è sotto gli occhi di tutti sta divenendo oggi superflua, sta rivelandosi una funzione di cui si avverte sempre meno il bisogno e che, quindi, per evocare una metafora evoluzionistica, si sta rapidamente atrofizzando. In questo testo si mette alla prova l'idea secondo cui le nozioni di 'Sé' e di 'corpo proprio', piuttosto che risolversi in unità compatte, assegnate singolarmente ad ogni uomo, possano essere identificate da un nome collettivo. Il vero corpo, secondo l'indicazione di Royce, è quello della comunità, una comunità che vive, sente, soffre come un soggetto specifico. Questo corpo della comunità, da cui ognuno di noi è penetrato e della cui carne è costituito (che per altro non è in nostra dotazione, ma che incorporiamo a partire dal senso comune), è il corpo delle Interpretazioni, come scrive Peirce, perché la vera comunità è quella dell'interpretazione.
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Continuità e variazione. Leibniz, Goethe, Peirce, Wittgenstein. Con un'incursione kantiana
editore: Mimesis
pagine: 233
Questo lavoro si occupa del tema della continuità e della variazione, rintracciandone alcune figure nella monadologia leibniziana, nella metamorfosi goethiana, nella semiotica di Peirce, nel Wittgenstein morfologo, nel criticismo di Kant. Figure collegate tra loro da quella catena fatta di infiniti anelli intermedi, che ritorna come paradigma elettivo in Leibniz come in Goethe, negli scritti peirceani sul sinechismo come nel Wittgenstein delle somiglianze di famiglia. Neppure in Kant, erede, tra l'altro, della tradizione leibniziana, mancano spunti in direzione di un pensiero della variazione, della continuità, della metamorfosi.
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Deleuze: evento e immanenza
di Fabio Agostini
editore: Mimesis
pagine: 125
Che cosa accade quando facciamo un incontro? Dove e quando accade ciò che accade? Come sono implicate le nostre singolarità negli eventi che le coinvolgono? Quali sono le condizioni di realtà dell'esperienza? A partire da queste domande, il libro ricostruisce le coordinate dell'opera filosofica di Deleuze attraverso l'intreccio delle due nozioni chiave di evento e immanenza. Emerge così un profilo analitico della filosofia deleuziana letta da un punto di vista teoretico, attento cioè a seguirne il rigore concettuale e l'insieme dei rinvii interni. In questo quadro, l'analisi delle strutture della temporalità, il nesso tra evento e linguaggio e la dimensione della pragmatica si presentano come i piani generali dell'impianto filosofico di Deleuze.
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