Il 10 gennaio 2016, un triste lunedì come tanti venne stravolto dalla morte di un’icona unica del mondo della musica: David Bowie.
E’ stato uno shock che andava oltre lo shock per la morte di una leggenda amata, una popstar con cui una o due generazioni erano cresciute, sembrava davvero che qualcosa fosse venuto a mancare, come se nell’aria si fosse diffusa una minaccia, un pericolo per la mente e il corpo, per i sogni e per la speranza, per tutto ciò che era stato, e di cui aveva spesso cantato.
L’uomo che aveva raccontato il cambiamento come una forma speciale e necessaria di energia creativa, come una gioia della natura, aveva portato a termine la trasformazione più grande di tutte.
I suoi fan non erano pronti a questo cambiamento drastico, a questa spettacolare uscita di scena, ma nemmeno il mondo sembrava esserlo. Quando David Bowie morì, fu come se l’universo stesso avesse emesso un gemito. Anche lui aveva bisogno di tempo per elaborare il lutto.
Nel libro David Bowie oltre lo spazio e il tempo edito Hoepli, Paul Morley esplora Bowie come forza culturale, artista e figura rigenerativa nella storia della musica e della cultura pop, analizzandone i processi creativi, i viaggi incessanti e le collaborazioni decisive.
Proiettandolo tanto nel presente e nel futuro quanto nel passato, Morley indaga come le sue canzoni, la sua performance art e le sue ossessioni, riflessioni e avvertimenti diventino ancora più urgenti man mano che il tempo scorre e il mondo si fa più oscuro e caotico.
Questo libro dunque offre una prospettiva originale sull’attualità dell’opera visionaria di questa icona, traendone una fonte di comunità, rivelazione e speranza


