
Alla fine degli anni Sessanta c’è un‘opera italiana che si presenta, intrinsecamente ed esteriormente, come esponente di punta di un nuovo tipo di scrittura letteraria: quella del fumetto, o meglio dire graphic novel .
Un narratore prima di tutti in Italia incarna il nuovo spirito del racconto e un personaggio gioca un ruolo fondamentale nella trasformazione dell’immaginario visivo del racconto moderno d’avventura: sono Hugo Pratt e il suo Corto Maltese.
La vicenda editoriale della Ballata del mare salato nasce nel 1967 su rivista, diventando un best seller in Italia e in Francia e rivoluzionando il genere del fumetto. Diventerà, poi, anche un romanzo edito da Einaudi nel 1995, un percorso inverso rispetto alla riduzione a fumetti delle grandi avventure degli anni Ottanta.
La scrittura di Pratt è intessuta di letteratura, di storie tra le storie - già il titolo richiama La ballata del vecchio marinaio di Coleridge - e si intreccia con innovazioni tecniche, curiosità linguistiche ed evoluzioni editoriali, come la collocazione in colonna o la colorazione delle tavole.
Questa è una storia che propone una nuova doppia visione: la prima offre la possibilità di un confronto non su edizioni diverse della stessa opera, bensì su due prodotti editoriali diversi. La seconda si apre a nuovi metodi di promozione mai sperimentati, come gli allegati a campagne pubblicitarie: infatti, per la prima volta, in omaggio con la Ballata ci fu un telo mare.


