La cosiddetta “media” dei voti è democratica? Valuta correttamente il percorso di apprendimento degli studenti? Uno studente che si impegna tutto l'anno e un altro che studia solo all’ultimo devono avere lo stesso trattamento?
I voti ci accompagnano per tutta la nostra carriera scolastica, che siano espressi in numeri o in giudizi. È convinzione diffusa che essi costituiscano un incentivo all’apprendimento e che studiare per ottenere un ‘ottimo’ o un ‘10’ consenta di sviluppare in maniera adeguata le conoscenze e le competenze fondamentali per affrontare la vita adulta. D’altra parte, si è sempre fatto così. Ma è una buona ragione per continuare a farlo? Siamo sicuri che un sistema scolastico che mette al centro i voti sia il più efficace? O è invece preferibile valutare diversamente?
A queste e ad altre domande sulla valutazione scolastica prova a rispondere il prof. Cristiano Corsini nel suo nuovo libro “ La fabbrica dei voti” ed.Laterza


