Il tuo browser non supporta JavaScript!

Salerno: Studi e saggi

Il Livio di Machiavelli. L'uso politico delle fonti

di Andrea Salvo Rossi

editore: Salerno

pagine: 292

Troppo disorganici per essere un trattato politico, troppo frammentari per essere un'opera storica, i Discorsi mettono da semp
22,00

Povertà. Atti del sesto Colloquio internazionale di Letteratura italiana, Napoli, 27-29 maggio 2015

editore: Salerno

pagine: 456

Gli Atti contenuti in questo volume fanno parte di un progetto di ricerca sulla storia delle parole nella nostra tradizione le
38,00

Lettura allegorica del Morgante

di Paolo Orvieto

editore: Salerno

pagine: 216

Il saggio completa altri due studi sul Morgante di Pulci pubblicati da Paolo Orvieto per la Salerno Editrice: "Pulci medievale
21,00

«Un pelago di scientia con amore». Le «regole» di Fortunio a cinquecento anni dalla stampa

editore: Salerno

pagine: 240

È passato ormai mezzo millennio da quando Giovan Francesco Fortunio, giurista friulano appassionato di lettere, nonché attento
22,00

Le apocalissi difficili. De Roberto Vittorini Pomilio Frasca

di Giovanni Maffei

editore: Salerno

pagine: 140

Alla luce delle teorie "apocalittiche" della letteratura elaborate da Northrop Frye e Frank Kermode, nei quattro capitoli di q
14,00

Fortuna. Atti del quinto colloquio internazionale di letteratura italiana (Napoli, 2-3 maggio 2013)

editore: Salerno

pagine: 264

Gli Atti di questo volume sono parte di un progetto di ricerca sulla storia delle parole nella nostra tradizione letteraria, a
27,00

Pirandello poetiche e pratiche di umorismo

di Angelo R. Pupino

editore: Salerno

pagine: 334

Il pianeta Pirandello si presta, nella sua multiforme e complessa struttura, a molteplici scavi nelle più varie direzioni, e continua a offrire possibilità di scoperte e nuove interpretazioni. Angelo R. Pupino torna a occuparsi dell'autore girgentino dopo "Pirandello o l'arte della dissonanza" (2008): e torna a farlo assumendo ancora la prospettiva privilegiata dell'umorismo in quanto sindrome di modernità. Il nuovo volume svolge lucidamente, per nuclei tematici cruciali, una serrata analisi della poetica pirandelliana, quale si desume sia dai testi di finzione che da quelli saggistici, soprattutto dal capitale lavoro del 1908, L'umorismo, qui finalmente preso in considerazione nelle sue due edizioni. Gli scarti tra di esse, significativi e cospicui, documentano la dinamicità di una concezione che, esercitata precocemente d'istinto, andò poi definendosi e modificandosi nel tempo, anche per rispondere alle obiezioni (talvolta non senza fondamento) subito avanzate da Croce. L'originale lettura di Pupino illumina la doppia "anima", ambiguamente filosofica non meno che letteraria, ascritta non di rado a Pirandello. Se infatti egli è piuttosto letterato che filosofo, nondimeno ebbe a compiacersi di esser reputato anche filosofo, pur non possedendone appieno le competenze (da cui le molte riserve sul suo pensiero avanzate al tempo da più parti).
22,00

La «Chanson de Roland» in Italia nel Medioevo

di Giovanni Palumbo

editore: Salerno

pagine: 448

Questo ampio studio prende idealmente le mosse da un celebre saggio di Pio Rajna, pubblicato nel 1870-1871 ("La rotta di Roncisvalle nella letteratura cavalleresca italiana"), e si propone di seguire, attraverso quattro secoli (dal XII al XV), la formazione e l'evoluzione, al di qua dalle Alpi, della tradizione narrativa generata dal più celebre dei poemi epici francesi, la "Chanson de Roland". Al centro dell'attenzione, dunque, un tema letterario, la battaglia di Roncisvalle, che fornisce materia a uno dei capitoli più importati della storia del romanzo cavalleresco prima della rivoluzione attuata da Boiardo, Ariosto e Tasso. Nel corso dell'analisi, l'attenzione si focalizza non solo sulle diverse forme di reimpiego del "Roland" e sulle continue metamorfosi che esso ha subito nella Penisola, ma anche sui canali attraverso cui il poema si è propagato, sui testimoni manoscritti e sulla tradizione testuale delle opere che raccontano la battaglia di Roncisvalle, sui centri culturali che hanno assicurato la ricezione, la diffusione e la riproduzione della leggenda. Prefazione di Cesare Segre.
29,00

Una linea poetica piemotese-ligure. Gozzano, Vallini, Sbarbaro, Montale

di Eleonora Cardinale

editore: Salerno

pagine: 186

Sulla ribalta della poesia italiana di primo Novecento, dominata da grandissimi come Pascoli, D'Annunzio, Carducci, si affacciano nel giro di pochi anni tanti giovani di talento che si propongono l'obiettivo di rinnovare e ammodernare il repertorio poetico nostrano, sperimentando modi e parole (talora in libertà) nuovi. In queste pagine Eleonora Cardinale propone e documenta l'ipotesi di una linea poetica piemontese-ligure che parte dai due amici torinesi Gozzano e Vallini, attraversa la produzione in versi di Sbarbaro e arriva agli "Ossi di seppia" di Montale. Analizzando, infatti, i rapporti personali e poetici tra i torinesi Gozzano e Vallini e l'ambiente intellettuale ligure, si individua un percorso poetico che, dall'esperienza della "scuola dell'ironia" torinese, giungerà alla parola essenziale di Montale, caratterizzata da una specifica koinè, fondamentale a sua volta per lo sviluppo della poesia successiva: la disarmonia del poeta di fronte al reale, con i conseguenti interrogativi sulla sua condizione esistenziale, e la "riduzione", quel processo compiuto su cose e parole per giungere infine all'essenzialità del segno poetico.
16,00

Prima di Manzoni

Autore e lettore nel romanzo del Settecento

di Mangione Daniela

editore: Salerno

pagine: 197

La tradizione critica ha consegnato alla storiografia letteraria l'immagine forzata di una linea romanzesca italiana che prend
16,00

Silenzio. Atti del terzo colloquio internazionale di letteratura italiana (Napoli, 2-4 ottobre 2008)

editore: Salerno

pagine: 348

La cultura occidentale nel corso dei secoli si è interrogata sul valore del non detto, dell'inudibile, ma anche sui significat
29,00

Come parlano i classici. Presenza e influenza dei classici nella modernità. Atti del Convegno internazionale di studi (Napoli, 26-29 ottobre 2009)

editore: Salerno

pagine: 685

Le giornate dell'annuale Convegno del Centro Pio Rajna, organizzato a Napoli dal 26 al 29 ottobre 2010, hanno inteso affrontare un tema che tutti gli operatori culturali d'area umanistica avvertono come sempre più urgente e preoccupante: il costante incontenibile "appannamento" dei "classici" nell'orizzonte di lettura e d'interesse degli Italiani contemporanei. Il segnale più vistoso e inquietante, indizio di una diffusa situazione di "crisi", è dato dalla progressiva riduzione o chiusura di gran parte delle collane storiche di classici, talune di antica e gloriosa tradizione: in primo luogo di classici italiani, ma anche latini e greci, nonché stranieri. In questo quadro, si è posto il problema del perché i classici si stiano diradando nel panorama editoriale, e quasi scomparendo dall'odierno orizzonte culturale italiano. Recupero dei classici, oggi, significa recupero della identità culturale di una nazione che sta mettendo in discussione o in dubbio se stessa e sembra incerta o disorientata nel darsi una direzione di marcia sicura. Recupero e salvaguardia dei classici può significare tutela di quella identità: identità italiana, che è fulcro e parte integrante di una identità dell'Occidente, esposta a molte, troppe insidie.
54,00

Inserire il codice per il download.

Inserire il codice per attivare il servizio.