Iris e girasoli, seminatori al tramonto e campi di grano punteggiati di corvi, camere da letto deformate dallo sguardo e cieli notturni vorticanti di stelle. Rapito dalla pittura e dal colore, Vincent Van Gogh ha superato gli ultimi confini che separavano realtà e psiche, regalando alla modernità uno stile e un immaginario ineludibili. Dipingere per Van Gogh significava immergersi nel mondo, accettando di non ritrovarsi mai più. « Quando si dipinge », scrisse al fratello Theo, « si corre il rischio di sprofondare. Essere un pittore è come essere una sentinella smarrita » Raccontare la sua arte equivale a narrare la storia di questo smarrimento, un cammino che dal mistico fervore dei primi anni lo avrebbe portato sulle strade di Londra, Anversa e Parigi, sui sentieri inondati di luce del Midi, per terminare a Auvers, dove Vincent visse i suoi ultimi giorni segnati dalla solitudine, ma anche da un'ineguagliabile intensità creativa.
Van Gogh. L'arte più grande
| Titolo | Van Gogh. L'arte più grande |
| Autore | Anne Sefrioui |
| Argomento | Letteratura e Arte Arte |
| Collana | Arte |
| Editore | L'Ippocampo |
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| Pagine | 124 |
| Pubblicazione | 2024 |
| ISBN | 9788867229499 |
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