L’imponente sviluppo della scultura medievale nell’Occidente cristiano si esprime, con modalità del tutto particolari, nei gruppi lignei che venivano utilizzati sia per l’allestimento di scene permanenti e tridimensionali degli episodi cruciali del cristianesimo, sia durante le celebrazioni delle principali feste religiose. Grazie anche all’interazione delle statue della Vergine, del Cristo o di un Santo con macchine e apparati, il popolo di Dio, durante la liturgia, riviveva in prima persona gli eventi della storia della salvezza. Così i Magi del tempo natalizio, il Cristo sull’asina nella processione delle Palme, la Vergine e il Cristo che salivano verso l’alto per l’Assunzione o l’Ascensione diventavano i personaggi di un vero e proprio ‘teatro delle statue’, capace di fare memoria dei principali contenuti della fede e di invitare non solo e non tanto alla contemplazione, quanto di generare un profondo coinvolgimento emotivo attraverso una sorta di ‘visibile parlare’. I contributi – presentati al convegno tenutosi in Università Cattolica il 15 e 16 maggio 2003 – indagano da diverse angolature queste forme di rappresentazione che coniugano scultura e musica, liturgia e teatro, proponendone un efficace approccio pluridisciplinare.
Biografia dell'autore
Contributi di: Giancarlo Andenna, Claudio Bernardi, Lucia Boscolo, Mariagiulia Burresi, Antonino Caleca, Giulio Cattin, Marco Collareta, Elisabetta Crema, Francesco Facchin, Francesca Flores d’Arcais, Elvio Lunghi, Giovanna Sapori, Bruno Toscano, Johannes Tripps.


