Il volume raccoglie gli Atti delle giornate leopardiane di studio
tenute a Brescia, Salò e Orzinuovi tra l'aprile e il maggio 1998, per
cura dell'Istituto di filologia e storia dell'Università Cattolica e in
collaborazione con l'Assessorato alla cultura della Provincia di
Brescia.
I sette saggi che lo compongono, dovuti a Giorgio Cavallini,
Enrico Ghidetti, Michele Dell'Aquila, Elena Landoni, Enzo Noè
Girardi, Bortolo Martinelli, Sergio Marfinotti, costituiscono
un'esplorazione unitaria del messaggio poetico leopardiano in
alcune delle sue grandi direttrici e componenti, secondo un filo
ideale che salda insieme l'immaginazione e il sentimento, la poesia
e il pensiero, l'io e il mondo, a partire dalla cantica Appressamento
della morte, fino alle Operette morali, verificate nelle loro ragioni
strutturali e ideologiche.
Biografia dell'autore
La creatività leopardiana si dispiega in tutta la sua sensibilità e profondità nello stesso uso delle notazioni coloristiche che contrassegnano, in profondità ed estensione, tutta l'operazione dei Canti e che la rendono disponibile per diverse aperture, anche musicali; mentre nella figura dialogante e interrogante del passeggere rivive la lezione di Socrate che, secondo la tradizione, non disdegnava di scendere tra il popolo e nelle piazze per sperimentare le ragioni della sua maieutica filosofica. In un universo in cui all'autore era dato scorgere i segni di una totale negatività, la poesia sembra voler intervenire, ma senza infingimenti, a sanare le ferite che una natura tetragona e ostile ha impresso, quale sigillo, a tutte le creature e alle vicende degli uomini.


