Nella Milano di primo Settecento, in cui stanno lievitando benefici i fermenti innovatori dell'Arcadia, Girolamo Birago (1691-1773) diventa presto figura centrale e punto di snodo per una tradizione che ha appena conosciuto i fasti dell'opera del Maggi. In Donna Perla, la commedia con cui egli esordisce sulla scena milanese nel 1724, il richiamo alla lezione del Meneghino maggesco non ne mortifica il robusto sentimento del tempo, la moralità laica e vivace, mai tetra; qui la rappresentazione delle nuove figure sociali, soprattutto femminili, e dello scontro in atto tra nobiltà e borghesia emergente è narrativamente efficace e brillante. Ma poi la musa biraghiana ripiega in una dimensione privata, per pochi amici, e si rifugia nel vigneù dell'amata Cologno; i suoi toni si fanno sempre più malinconici e a volte dolenti per l'involgarimento progressivo della società circostante. Malgrado la fervida stima dei Trasformati e del giovane Parini, Girolamo Birago - tramite prezioso dello «stile lombardo» da Maggi a Porta - pare voler assecondare l'ingrato e secolare oblio che gli è destinato in sorte, rimanendo pudicamente dietro le quinte.
Donna Perla
| Titolo | Donna Perla |
| Autore | Girolamo Birago |
| Curatore | C. Caverzasio Tanzi |
| Collana | Studi.Testi.Strumenti |
| Editore | Casagrande |
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| Pagine | 284 |
| Pubblicazione | 1991 |
| ISBN | 9788877130136 |
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