Il 18 ottobre 1990 papa Giovanni Paolo II ha promulgato il Codex canonum Ecclesiarum orientalium, entrato in vigore il 1° ottobre dell'anno succesivo. Si tratta del Codice comune a tutte le Chiese orientali cattoliche, emanato per la prima volta nella storia della Chiesa dalla Sede Apostolica. Questo testo fa parte integrante dell'unico Corpus iuris canonici, costituito dai tre documenti: il Codice di diritto canonico della Chiesa latina, promulgato nel 1983; la costituzione apostolica Pastor Bonus del 1988 per il riordinamento della Curia Romana e, appunto, il Codice dei canoni delle Chiese orientali, articolato in 30 titoli, divisi in capitoli, suddivisi a loro volta in articoli, e comprendente 1546 canoni. La promulgazione di due Codici di diritto canonico è anzitutto l'attuazione dell'ecclesiologia del Concilio Vaticano II enunciata nei documenti conciliari Lumen gentium, Orientalium Ecclesiarum e Unitatis redintegratio, dai quali emerge il principio dell'unità della Chiesa universale nella legittima diversità: unica fede professata in diverse teologie; unica fede celebrata nelle diverse liturgie; unica fede testimoniata nelle diverse discipline. Il Codice dei canoni delle Chiese orientali esprime questa realtà con il termine Ritus, che consiste nel patrimonio liturgico, teologico, spirituale e disciplinare delle Chiese che hanno origine dalle tradizioni alessandrina, antiochena, armena, caldea e costantinopolitana.
Ecclesiologia e normativa del Codice dei canoni delle Chiese orientali. Nel 30° anniversario della promulgazione del «Codex canonum Ecclesiarum orientalium» (1990-2020)
| Titolo | Ecclesiologia e normativa del Codice dei canoni delle Chiese orientali. Nel 30° anniversario della promulgazione del «Codex canonum Ecclesiarum orientalium» (1990-2020) |
| Autore | Dimitrios Salachas |
| Argomento | Storia, Religione e Filosofia Religione |
| Collana | Nuovi saggi teologici, 1 |
| Editore | EDB |
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| Pagine | 400 |
| Pubblicazione | 2021 |
| ISBN | 9788810412480 |
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