L'autore argomenta metafisicamente come il fenomeno religioso sia riconducibile ad una espressione insieme intellettiva e volitiva della relazione tra "il principio" e la sua manifestazione, ossia tra la divinità e il mondo. Ogni religione si presenta come un "mito" riferentesi a un certo "archetipo", e pertanto a tutti gli archetipi. Conseguentemente, tutti gli aspetti sono da ritenersi collegati tra loro. Così, buddhismo e cristianesimo si ispirano evidentemente allo stesso archetipo, pur non attingendo l'uno dall'altro, a prescindere dalla impossibilità storica di tale ipotesi. Analogamente, lo yin-yang taoistico simbolizza il rapporto tra l'assoluto e il contingente, Dio e il mondo, o Dio e l'uomo: la parte bianca rappresenta Dio, la nera l'uomo; il punto nero nel bianco è ("uomo in Dio", il punto bianco nel nero è il "Dio umano"). Poiché gli archetipi di ordine trascendente sono anche quelli dell'ordine immanente, l'accettazione del messaggio religioso coincide con l'accettazione di ciò che siamo in noi stessi e al di là di noi: credere in Dio vuoi dire ridiventare ciò che realmente siamo.
Dal divino all'umano
| Titolo | Dal divino all'umano |
| Autore | Frithjof Schuon |
| Traduttore | G. Jannaccone |
| Collana | Orizzonti dello Spirito |
| Editore | Edizioni Mediterranee |
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| Pagine | 160 |
| Pubblicazione | 1993 |
| ISBN | 9788827202036 |
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