Ci si reca al mercato per acquistare o scambiare
beni, per combinare affari, ma anche per fare
incontri e intessere relazioni. Per intrattenersi
sulla piazza piuttosto che per comprare l’oggetto
di cui si avrebbe bisogno che diventa l’occasione,
il pretesto, la garanzia per andare al mercato
e lì restare, fino all’eternità. Non a caso il mercato
è il luogo simbolico a cui fa riferimento la
teoria del bilateral verbal trade (mercato di
parola bilaterale), secondo la quale tutte le conversazioni
possono essere viste come negoziazioni
di beni di parola tra due mercanti, trader
venditore e trader compratore, convenuti sulla
Piazza del Mercato con la speranza di un guadagno.
Quando il trader compratore va alla
Piazza del Mercato con la speranza contingente
di guadagnare beni di parola che estinguano i
suoi debiti, che riempiano i suoi vuoti, che bonifichino
i suoi mali, si parla di commercial trade.
È il caso del paziente che va nello studio dello
psicoanalista con la speranza di arginare le crisi
di panico, ridurre la paura dei ragni, sciogliere il
tarlo dell’indecisione, o almeno comprenderne il
senso. Quando invece il trader compratore, pur
portando con sé paure, confusione, incertezze,
disperazione, patimenti del corpo, va alla Piazza
del Mercato nella speranza trascendente di
restarci per sempre, di ritagliarsi una nicchia di
eternità personale, si parla di collateral trade.
Questo libro è dunque tutto sulla speranza,
l’espérance de gain: speranza di conseguire un
guadagno materiale e speranza di aprire all’eternità
sulla Piazza del Mercato. Non è facile
predire quando la speranza dell’eternità porterà
guadagni materiali né in che modo. Ma il lettore
attento potrà uscire dall’incertezza, o scegliere
di restarci, confrontando la propria esperienza
con i ventisette esempi di incontri sulla
Piazza del Mercato raccolti nel volume.
Frutto dell’esperienza dell’autore, medico psicoanalista,
il libro s’indirizza in realtà a tutti i
professionisti della parola, a vario titolo coinvolti
nelle differenti forme di verbal trade, conversazionalisti,
psicoanalisti, insegnanti, giornalisti,
studenti delle discipline psicologiche, economiche
e forensi.
Biografia dell'autore
Giampaolo Lai è medico psicoanalista, membro
ordinario della International Psychoanalytical
Association, IPA. Tra i suoi scritti, alcuni sono
dedicati all’innesto della filosofia del linguaggio
sulla teoria e pratica della psicoanalisi (Le parole
del primo colloquio, 1976, 2008, II ed.); altri studiano
la perdita dell’identità e la dissoluzione
dell’io psicologico (Disidentità, 1988, 1999, III ed.);
altri esplorano la svolta che nella pratica psicoterapica
e psicoanalitica mette al centro la
parola del testo rispetto alle coordinate del contesto
e della mente conscia o inconscia
(Conversazionalismo, 1993 e La conversazione
immateriale, 1995). È direttore responsabile
della rivista on line Tecniche conversazionali.
Vive e lavora a Milano (corrispondenza e-mail:
giampaolo.lai@fastwebnet.it).


