Lo studio dei rapporti tra Seneca e la quasi sconosciuta
scuola medica stoica denominata Scuola
Pneumatica consente di gettare nuova luce sul
pensiero del filosofo di Cordova. È infatti possibile
dimostrare che le concezioni psicologiche senecane
poggiano su una visione monistica dell’uomo,
in forza della quale anima e corpo sono due entità
intercomunicanti in quanto consustanziali e
attraversate da un unico spiritus coibente: pertanto,
ogni evento psichico coinvolge l’ambito somatico
dell’individuo, ma pure ogni stato del corpo
influenza inevitabilmente l’anima. In ottica medico-filosofica andranno anche rilette le descrizioni
senecane dell’ira, una passione psicosomatica le
cui caratteristiche si associano a quanto la medicina
stoica ha osservato circa le sindromi biliari
(µελαγχολία e µανία), in particolare per ciò che
concerne l’andamento bipolare del disturbo, in cui
convivono aggressività e depressione. Trasferite
alla drammaturgia senecana, queste scoperte consentono
di rileggere il furor di alcuni personaggi
delle tragedie per dimostrare che certe apparenti
incoerenze caratteriali sono al contrario del tutto
in sintonia con la facies multiforme dell’ira maniaco-
melancolica e delle passioni ad essa collegate.
Biografia dell'autore
Giuseppe Bocchi (Brescia 1976) si è laureato nel 1999 in
Lettere Classiche presso la facoltà di Lettere e Filosofia
dell’Università Cattolica di Brescia e ha conseguito nel
2009 il Dottorato di ricerca in Filologia classica presso
la sede milanese dell’Università. Attualmente è docente
di Lingua latina presso la facoltà di Lettere di Brescia. La
sua produzione scientifica comprende lavori su Seneca,
Ovidio e Giovenale, unitamente ad altri studi sulla persistenza
della cultura classica nel pensiero dell’umanista
bresciano Isidoro da Chiari.


