Fin dalle origini i grandi eventi si sono presentati come dispositivi in grado di accelerare la trasformazione urbana e di rappresentare il potere. Ma mentre prima si trattava di un potere "su", oggi - nella prospettiva della governance - emerge un potere "di". I grandi eventi si presentano infatti non solo e non tanto come occasioni con cui le città costruiscono manufatti simbolici e sistemi di mobilità, tesi alla cattura di risorse economiche esterne e di flus turistici, ma piuttosto come dispositivi di innesco per la costruzione di este territorialità, materiali e immateriali, i cui effetti moltiplicativi appaiono giocarsi sulle fertili e reciproche relazioni che attivano. Ciò solleva questioni relative alla capacità degli eventi di presentarsi come fratture dell'esperienza, meccanismi generatori di nuove forme di governo e mappe sociali della memoria, operatori di connessioni multiple con cui dialogano la città che si rappresenta e quella che si esprime. I grandi eventi, dunque, com opportunità di mutamento possibile, in grado di catalizzare e dinamizzare risorse lungo processi estesi di rigenerazione della città e nei suoi aspetti materiali e immateriali. Eventi come processi esplorativi, pre-testi narrativi scatenanti il senso dei mutamenti possibili, inneschi per generare nuove corni occasioni cumulative dove sperimentare percorsi autonomi e inediti che fanno leva su quella capacità di dar voce al patrimonio immateriale sedimentato nei paesaggi, territorializzato nella memoria e nei saperi diffusi.
Regimi urbani e grandi eventi. Napoli, una città sospesa
| Titolo | Regimi urbani e grandi eventi. Napoli, una città sospesa |
| Autore | Ilaria Vitellio |
| Collana | Studi urbani e regionali |
| Editore | Franco Angeli |
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| Pagine | 224 |
| Pubblicazione | 2009 |
| ISBN | 9788856815559 |
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