Perché proviamo quello che proviamo guardando il rosso di un tramonto o ascoltando le note di una sinfonia? Come mai non percepiamo le cose capovolte, visto che così appaiono sul fondo della nostra retina? E come mai il mondo appare stabile di fronte a noi, in tutta la sua abbondanza di dettagli, nonostante le imperfezioni dei nostri occhi e il loro continuo movimento? Con questi e altri enigmi si confronta il volume di Kevin O'Regan. La soluzione è tanto originale quanto semplice: occorre cambiare il modo di concepire la visione, intendendola come esplorazione attiva del mondo e non come mera immagine interna di esso. Diventa così possibile spiegare cosa renda speciale il fenomeno della coscienza. Una questione che per O'Regan comincia a risultare scientificamente trattabile quando si comprende che la coscienza non è qualcosa che accade nel nostro cervello ma è qualcosa che facciamo e dipende nelle sue forme dai molti modi in cui interagiamo col mondo che ci circonda.
Perché i colori non suonano. Una nuova teoria della coscienza
| Titolo | Perché i colori non suonano. Una nuova teoria della coscienza |
| Autore | J. Kevin O'Regan |
| Traduttore | S. Zipoli |
| Argomento | Scienze Umane Psicologia |
| Collana | Scienza e idee |
| Editore | Cortina raffaello |
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| Pagine | 322 |
| Pubblicazione | 2012 |
| ISBN | 9788860304858 |
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