Nel panorama dell'architettura del dopoguerra, la tendenza verso un linguaggio internazionale innesca un processo di omologazione, che si concretizza nella fulminea diffusione del new brutalism e del curtain wall attraverso paesi e continenti. L'architettura italiana, pur risentendo di questo travolgente fenomeno e delle mode che ne derivano, conserva tuttavia propri, originali caratteri nazionali. Il ripudio dei modernismi autarchici dell'anteguerra è netto, ma non apre la strada all'importazione dei modelli preconfezionati all'estero. Succede che all'esigenza di un radicale rinnovamento espressivo si contrapponga un'ineluttabile continuità nelle pratiche: della progettazione e, soprattutto, della costruzione artigianale (dato il rinvio di prefabbricazione e industrializzazione). Da questa tensione deriva una nuova stagione di sperimentazione, che si svolge sul campo, opera dopo opera. Nascono così i realismi, gli storicismi, gli espressionismi, per cui i modernismi della ricostruzione e del miracolo economico continuano a distinguersi dall'lnternational Style. Su episodi di tale sperimentazione vertono gli studi raccolti in questo libro, privilegiando, come sempre in questa collana, l'opera costruita.
La costruzione dell'architettura
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| Titolo | La costruzione dell'architettura |
| Sottotitolo | Temi e opere del dopoguerra italiano |
| Editore | Gangemi |
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| Pagine | 239 |
| Pubblicazione | 2009 |
| ISBN | 9788849217360 |
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