La facoltà di acquisire più lingue è comune ad ogni essere umano, previo un adeguato addestramento, che può avvenire fin dalla nascita o in età adulta. Col variare dell'addestramento e dell'esperienza di ogni parlante, variano il livello e la tipologia del bilinguismo. Recenti studi neurolinguistici, infatti, avvalorano l'ipotesi che la "rappresentazione" delle lingue nel cervello si modifichi in relazione ai tempi e alle modalità di addestramento. Analizzando i risultati di importanti ricerche sui disturbi del linguaggio e sul comportamento linguistico non patologico di soggetti mono- e plurilingui, le autrici individuano i punti nodali del dibattito scientifico sul bilinguismo. In particolare, l'attenzione è focalizzata sullo studio dei processi traduttivi umani, ambito di ricerca al crocevia tra scienze umane, formali e sperimentali. Il modello teorico proposto costituisce un tentativo di sintetizzare il concetto di equivalente traduttivo coerentemente ai dati disponibili sul funzionamento del cervello bilingue. La relazione tra processi mentali e fisiologia molto ci dice sulle ragioni per cui le macchine esistenti non possono tradurre come gli esseri umani, ma - soprattutto - molto ci dice sull'urgenza di fondare una nuova didattica del bilinguismo e della traduzione. Si tratta di un radicale mutamento di paradigma.
Bilinguismo e traduzione. Dalla neurolinguistica alla didattica delle lingue
| Titolo | Bilinguismo e traduzione. Dalla neurolinguistica alla didattica delle lingue |
| Autori | Laura Salmon, Manuela Mariani |
| Collana | Lingua, traduzione e didattica, 18 |
| Editore | Franco Angeli |
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| Pagine | 192 |
| Pubblicazione | 2016 |
| Numero edizione | 2 |
| ISBN | 9788820409418 |
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