Nell'incrocio, nel groviglio di problemi e interessi che attraversano il nostro mondo a livello globale, secondo quali parametri si può definire "grande" una città? La grandezza di una città è molto più che un fatto di numeri. Vale forse la pena tornare al vecchio appellativo di "metropoli", perché da questa parola apprendiamo molto di più. Metropoli, ossia: città madre. Detta altrimenti: una città che lascia un segno indelebile sui propri figli. Un segno di originalità, di somiglianza, una comunanza genetica, antropologica e culturale incancellabile. E dunque: cosa distingue una città madre, ossia una grande città, da tutte le altre città? a risposta che ci siamo dati è contenuta in questo secondo volume de "Le nuove meraviglie di Milano", un progetto del Centro Culturale di Milano e una sfida narrativa di Luca Doninelli. In un processo di globalizzazione che porta alla moltiplicazione indefinita della domanda e dell'offerta (così la vecchia michetta lascia il posto alla varietà dell'assortimento di pani), alla individualizzazione dei percorsi urbani (con conseguente caduta nella solitudine, nella depressione o nella violenza), alla definizione della città stessa come non-luogo e a un'omologazione che alla lunga renderà tutte le città uguali tra loro, chiamiamo grande la città che dal proprio seno sa trarre gli anticorpi a questo processo polverizzante, producendo controtendenze, percorsi di segno contrario.
Michetta addio
| Titolo | Michetta addio |
| Sottotitolo | Milano: storie di una città madre |
| Argomento | Viaggi e Tempo libero Milano |
| Collana | Nuove meraviglie di Milano |
| Editore | Guerini e associati |
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| Pagine | 219 |
| Pubblicazione | 2011 |
| ISBN | 9788862503150 |
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