Insegne, lingue, profumi... sono alcuni indizi lasciati delle migrazioni nelle grandi città , così come in piccoli e sperduti comuni, nel presente e nel passato. Se ieri queste tracce venivano nel tempo cancellate o coperte da una progressiva omologazione dei gusti, delle preferenze commerciali, del camouflage per apparire come gli autoctoni, oggi le differenze vengono valorizzate dalle leggi dell'economia e dal diffuso pluralismo culturale. Così i luoghi di immigrazione si trasformano col contributo di coloro che arrivano da fuori. Nulla è più (o forse non lo è mai stato) confinato nelle periferie, nei quartieri "etnici", e quelle "little Italy" o "Chinatown" oggi restano solo attrazioni turistiche, caricature di un passato da dimenticare. La diversità ristruttura le città , ed essa è tangibile quotidianamente a tutti: detrattori e sostenitori del diritto alla mobilità , vecchi e nuovi migranti, cittadini di diverse generazioni. Nessuno infatti può più considerare estraneo chi contribuisce alla vita collettiva con attività commerciali e culturali, con iniziative formative e associative in cui si mescolano tradizioni, accenti, culture e pratiche.
Topografie interculturali. Come le migrazioni trasformano le città e ne diventano parte
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| Titolo | Topografie interculturali. Come le migrazioni trasformano le città e ne diventano parte |
| Autore | Roberta Ricucci |
| Argomento | Scienze Umane Sociologia |
| Editore | Seb27 |
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| Pagine | 120 |
| Pubblicazione | 2026 |
| ISBN | 9788898670888 |
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