Da tempo il tema della cura supera i limiti tradizionali, che sembravano contenerla entro il campo della terapia oppure la legavano a una cultura di genere (una "missione" femminile): attività clinica e pratiche parentali. La cura appare ora irriducibile al suo valore individuale e privato, e s'intreccia con il pubblico e con il politico, con i diritti e con la giustizia. L'atteggiamento del farsi carico di persone, cose e attività conosce, nello stesso tempo, un'estensione dell'oggetto e un'elaborazione metodologica. Acquista un senso nuovo, allora, il significato della cura in quanto modo d'essere fondamentale dell'uomo: aver cura degli altri e prendersi cura delle cose. In questo contributo a più voci, s'indagano ragioni e aspetti del ramificato percorso che la cura ha intrapreso: le questioni di fondamento e i loro risvolti ideologici, le implicazioni etiche, la dimensione pedagogica, i metodi e le competenze per le pratiche di cura nella loro cornice istituzionale. Contestualmente, si segnala il rovescio della cura: il pericolo che essa diventi strumento biopolitico di controllo dei corpi e delle vite, il possibile esonero del soggetto dalla gestione di se stesso e il suo affidamento a tecnici specializzati, la formazione e legittimazione di questi ultimi, e, infine, lo stesso venir meno della cura nella società dei produttori e dei consumatori, la progressiva e insidiosa crescita di un'indifferenza postmoderna.
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| Titolo | Variazioni sulla cura |
| Sottotitolo | Fondamenti, valori, pratiche |
| Editore | Guerini e associati |
| Formato |
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| Pagine | 387 |
| Pubblicazione | 2009 |
| ISBN | 9788862500333 |
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