fbevnts La memoria - tutti i libri della collana La memoria, Sellerio Editore Palermo - Librerie Università Cattolica del Sacro Cuore | Pagina 16
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Sellerio Editore Palermo: La memoria

Il nipote del Negus

di Andrea Camilleri

editore: Sellerio Editore Palermo

pagine: 277

Eja, Eja, Alalà! Fu già tempo in cui si andava in camicia nera; si cantavano inni. Quando la menzogna si accasa nella storia, sono gli atti di fede, e i manganelli, che fanno la verità. Ci volevano, a Vigàta, le furberie e le mattacchiate di uno scavezzacollo principe di colore, la selvatica estrosità e il talento per gli affari di un diciannovenne ben arnesato e sessualmente senza briglie, la spudoratezza e l'inclinazione astuta di un nipote del Negus, i puntigli principeschi di uno studentello straniero senza letto e senza tetto, che allettava gli occhi e invaghiva i cuori, per umiliare l'onore, l'orgoglio virile, le mire colonialistiche, le prolisse incompetenze del regime, e il nazifascistico razzismo. Il nipote del Negus, il principe Grhane Sollassié Mbassa, è stato iscritto alla Regia Scuola Mineraria di Vigàta. Si rivela un virtuoso della bricconeria e un atleta dell'inganno: tutti brontolando, e lui bravando; promettendo molto, e ancor più pagando, senza nulla mai ottenere. Cosa non tollerano tutti, cosa non tentano. Anche il Duce schiuma e freme, e subisce a rate i tiri bassi dell'etiope: di quel tizzone d'inferno che scalcia e corvetta; e sfugge al dover suo di dar testimonianza in terra italica e in colonia del viver bello e libero e generoso della "civiltà" fascista. Un evento reale con cui Camilleri torna alla sua vena più antica, quella più irriverente e comica, che mescola con intelligente divertimento, storia e fantasia.
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L'uomo sul tetto

editore: Sellerio Editore Palermo

pagine: 282

Una delle caratteristiche del ciclo di Martin Beck, con cui gli scandinavi Maj Sjöwall e Per Wahlöö hanno iniziato il poliziesco procedurale, è che gli attori di questa commedia umana in chiave criminale invecchiano in tempo reale. Per esempio, in questo romanzo, la figlia del commissario, che abbiamo conosciuto bambina alcuni romanzi prima, adesso, è una giovane capace di dare influenti consigli al padre. E questo uno degli effetti con cui gli autori intendevano conferire più oggettività alla loro creazione, per uno scopo dichiarato: "Molte persone forse credono che i nostri libri siano dei cosiddetti gialli. Quello a cui in realtà stiamo lavorando è una seria indagine sociologica sulle relazioni dei poliziotti con i loro compagni di società. E lo facciamo insieme perché la materia è tanto vasta e perché non possiamo produrre uno studio corretto se non lo affrontiamo da diversi punti di vista. In questo caso quello dell'uomo e della donna". Eppure a leggere oggi questi "romanzi su un crimine" (così il sottotitolo ricorrente), un senso di pessimismo domina sulla sociologia, un profondo scetticismo sulle ragioni del cosiddetto "ordine pubblico".
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Le perfezioni provvisorie

di Gianrico Carofiglio

editore: Sellerio Editore Palermo

pagine: 336

Le giornate di Guido Guerrieri trascorrono in equilibrio instabile fra il suo lavoro di avvocato - un nuovo elegante studio, nuovi collaboratori, una carriera di successo - e la solitudine venata di malinconia delle sue ore private. Antidoti a questa malinconia: il consueto senso dell'umorismo, la musica, i libri e le surreali conversazioni con il sacco da boxe, nel soggiorno di casa. Tutto inizia quando un collega gli propone un incarico insolito: cercare gli elementi per dare nuovo impulso a un'inchiesta di cui la procura si accinge a chiedere l'archiviazione. Manuela, studentessa universitaria a Roma, figlia di una Bari opulenta, è scomparsa in una stazione ferroviaria, inghiottita nel nulla dopo un fine settimana trascorso in campagna con amici. Inizialmente Guerrieri esita ad accettare l'incarico, più adatto a un detective che a un legale. Poi, scettico e curioso a un tempo, inizia a studiare le carte e a incontrare i personaggi coinvolti nell'inchiesta. Tra questi, la migliore amica di Manuela, Caterina. Una ragazza dei suoi tempi giovane, bella, immediata al limite della sfrontatezza. L'avvocato, diviso fra imbarazzo e attrazione, si lascia accompagnare da lei nel ricostruire il mondo segreto di Manuela e le ragioni della sua scomparsa.
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Martini

di Grossi Pietro

editore: Sellerio Editore Palermo

pagine: 64

Con la grata nostalgia di chi sa di aver compiuto l'incontro irripetibile della vita, Frank - voce narrante di questo racconto
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Nina per caso

di Michèle Lesbre

editore: Sellerio Editore Palermo

pagine: 167

"Capelli rossi, occhi verdi, piuttosto sexy, forse un po' ingrassata dopo l'ultima delusione d'amore. Domenica avrà quarantun'anni. È uno strano tipo, mia madre". Nina ha tre giorni per pensare a cosa regalare a sua madre Suzy. Tutto è cambiato in quest'anno. Ha finito la scuola; adesso ha un triste impiego di apprendista parrucchiera; Ricco, l'ultimo compagno di Suzy, se n'è andato, lasciandole sole. Non che si vedano più di prima, per colpa dei turni di Suzy in una delle superstiti manifatture tessili di Roubaix. Qui al nord, erano venute da Parigi dopo il fallimento del matrimonio. Oggi, venerdì, primo giorno di ferie, piove e indugiando tra la Brasserie du Nord e il negozio di uccelli, le balena un'idea: sarà una gita al mare, il regalo che farà alla mamma con il primo salario. In questo fluttuare tra l'ideazione suggestiva e l'incerta realizzazione, a Nina, per caso, accadono una miriade di eventi ordinari ma per lei fatali. Un dramma clandestino, che scivola confuso e oppressivo, con il laido padrone della fabbrica; le prepotenze del caporeparto; gli incontri con il fidanzatino da cui l'età la sta allontanando; una sosta sognante con Arnold, l'amico degli uccelli che l'ha condotta a teatro a incontrare un'altra Nina (quella del Gabbiano di Cechov) che come lei "sogna qualcosa di diverso, di lontano, qualcosa che possa dare un senso alla sua vita". Nel suo sguardo si rispecchia il mondo degli adulti, mentre in lei appassiscono ideali e illusioni di ieri.
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Questo è un uomo

di Davide Camarrone

editore: Sellerio Editore Palermo

pagine: 90

Una donna che "indossava una veste colorata di giallo, rosso, e verde e ciascuno dei colori virava su una tonalità inconsueta; sul capo portava un foulard di seta grezza che ripeteva esattamente quei colori; era alta, di proporzioni assai generose, ed era, soprattutto, nera: di un nero così intenso e vellutato che avrebbe potuto ricordare certi giorni nei quali il sole non ha pietà di alcuno e prosciuga le carni, le brucia, e certe notti del deserto, quando la luna si nasconde, svelando le stelle", si presenta, per più giorni ripetutamente, alla portineria del "Corriere della Sera". "Je voudrais parler avec un joumaliste" ripete, e quando finalmente riesce a richiamare l'attenzione di un anziano giornalista, aggiunge: "de Boucouba Osea". Il nome fa sussultare chi l'ascolta. Osea Boucouba, figlio di immigrati, naturalizzato italiano, inviato speciale del giornale, due anni prima aveva lasciato Milano per un servizio più impegnativo: aveva scelto di perdersi nel cuore di tenebra della clandestinità dall'Africa all'Italia per raccontarlo. Adesso questa donna tranquilla e altera viene a riconsegnarne la memoria.
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La rizzagliata

di Andrea Camilleri

editore: Sellerio Editore Palermo

pagine: 210

"Il romanzo si colloca nelle vicinanze della cronaca più recente. E dà una rappresentazione storicamente ravvicinata del generale insordidamento politico: delle occulte geometrie e delle segrete intese fra poteri forti trasversali alle colorazioni stinte dei partiti; degli strusciamenti della corruzione; delle collusioni mafiose; dei vari gradi di perversione del linguaggio velato o atteggiato, elusivo o reticente, ossequioso o intimidatorio. Le apparenze abbagliano. Ed è sconsigliato denudare le parole e interpretare i fatti. L'impermeabilità della politica irradia di sé le carriere, nelle aziende pubbliche, e i passaggi dei pacchetti azionari nella Banca dell'Isola; e persino le alcove: le fedeltà e le infedeltà coniugali; l'amor costante e le passioni tattiche. La giostra, che la politica fa intorno al cadavere di una studentessa assassinata e al fidanzato raggiunto da un avviso di garanzia, viene seguita, e assecondata, dal direttore del telegiornale isolano. Anche gli innocenti, che credono di star fuori o ai margini della trama, e sanno come 'cataminarisi', hanno le loro tare e qualche inaspettato tornaconto nel romanzo. La verità è confezionabile, come qualsiasi menzogna. [...]" Salvatore Silvano Nigro
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La danza del gabbiano

di Andrea Camilleri

editore: Sellerio Editore Palermo

pagine: 271

Prima di morire i gabbiani agitano freneticamente le ali in una sorta di danza macabra. Montalbano si lascia incantare dal gabbiano morente dalla finestra della sua casa di Marinella, ma fa presto a dimenticarlo. Sta infatti per andare in vacanza con Livia che è già giunta a Vigàta. Solo un salto al commissariato per lasciare tutto in ordine e poi finalmente partire. Giunto in ufficio Montalbano chiama i suoi a raccolta. Manca solo Fazio, il più fedele e puntuale dei suoi uomini. Non è tornato a casa, il cellulare è muto; il timore diventa allarme. Il commissario ripercorre le più recenti tracce di Fazio: è stato visto per l'ultima volta al molo, aveva appuntamento con un vecchio compagno di scuola, un ex ballerino finito nei pasticci. Qualcuno poi l'ha notato in campagna, in una zona disseminata di pozzi artesiani, forse un cimitero di mafia. E in effetti un primo cadavere affiora.
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Il sonaglio

di Andrea Camilleri

editore: Sellerio Editore Palermo

pagine: 195

"L'adolescente Giurlà è un mandriano di capre. Proviene dalla costa. È un ottimo nuotatore, e ha rischiato di diventare un altro Cola Pesce. Ha sfiorato pure il pericolo della deportazione nelle terre calve: poteva diventare un caruso, un nuovo (pirandelliano) Ciàula negli antri infernali e nelle tenebre di una zolfara. Come guardiano di armenti, sugli altopiani, poteva toccargli in sorte il destino di solitudine di Jeli il pastore. Giurlà approda invece in una prateria. Si immerge e galleggia nell'erba, o nelle acque sciapide di un lago, ora. Sente l'allarme dei sensi. E cerca calore nel pelliccione di una capra, tra una musata e una sgroppata. La capra, Beba, è solitaria: ostinata e fedele; oltre che di permalosa gelosia. Sa battere gli zoccoli, al momento opportuno, e imporsi, dopo i lagni di un belare querulo e dolente. Beba è ferina e misteriosamente umana. Sa amare e farsi amare. Giurlà è un amante che non sopporta la distanza; e neppure l'attesa. La favola della capra-donna è di nuda tenerezza; assai diversa dalla cronaca della continuata violenza, che "armàli" più grossi dei becchi consumano intanto su una innocente "pupa" fatta di carne. Beba è diversamente innocente, pur nella sua selvaggia rustichezza". (Salvatore Silvano Nigro)
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Il canapé rosso

di Michèle Lesbre

editore: Sellerio Editore Palermo

pagine: 133

Anne, da tempo non ha notizie di Gyl a cui è stata a lungo legata; decide di andarlo a cercare in Siberia là dove se ne sono perse le tracce. Viaggiando sulla Transiberiana si interroga a proposito dell'uomo che, invece di rinunziare alle utopie alle quali avevano creduto insieme, se ne è andato per costruire un nuovo mondo ideale. Mentre il treno corre lungo la campagna russa Anne osserva ciò che la circonda, ma soprattutto lascia vagabondare i suoi pensieri che ritornano sempre a Clémence, una anziana modista che abita nel suo palazzo e di cui è diventata amica. Due volte la settimana Anne scende la rampa di scale che le divide per tenerle compagnia sul canapé rosso e leggerle storie di donne che entrambe amano per la loro insolenza, il coraggio, talvolta l'allegra spavalderia, spesso il loro tragico destino. Olympe de Gouges, l'autrice della "Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina", o Marion du Faouët che alla testa di una banda di briganti rubava ai ricchi per dare ai poveri o Milena Jesenská che traversava a nuoto la gelida Moldava per non mancare all'appuntamento con il suo amante. Sono storie che si intrecciano con i racconti della vita di Clémence: la Parigi degli anni Quaranta, la Resistenza, un amore travolto dalla guerra. Nello specchio che Clémence le tende dal suo canapé rosso Anne trova i motivi che l'hanno trascinata così lontano, ma anche le ragioni per continuare a vivere.
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A gentile richiesta

di Furio Bordon

editore: Sellerio Editore Palermo

pagine: 224

Al centro dell'azione è la collaborazione mediatica tra un giornale e una trasmissione televisiva: il giornale fornisce il caso umano, la tv lo apparecchia in studio corredandolo di pubblico e pubblicità. La prima aspirante è una bambina, "Premio bontà classe juniores C", presentata come l'angioletto che veglia, nel monolocale, sul fratellino: non dorme per tenere lontani da lui scarafaggi e topi scorrazzanti nell'edificio all'infimo del degrado. Nello stesso palazzo, allo scantinato, abita "la donna", la protagonista centrale del romanzo, con le sue due bambine: è vedova giovanissima di un ragazzo morto per una malattia non curata, è ignorante, abituata alla sottomissione e manca di ogni risorsa materiale. L'illusione dei buoni sentimenti televisivi la tenta a diventare lei il caso umano da rappresentare sullo schermo. Tutto quello che non ha è insufficiente a richiamare attenzione e aiuti, e allora escogita un sistema: si mutila. Ma anche la prima mutilazione non basta a soddisfare i produttori, ancora "non costituisce una vera e propria storia", soprattutto lei pretende di proteggere la dignità delle bambine: ma "la dignità -le dice il direttore - è un lusso". Non le resta che continuare i passi successivi verso il suo "gran finale con lacrime e baldoria".
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Tacchino farcito

di Alda Bruno

editore: Sellerio Editore Palermo

pagine: 104

L'unica cosa che unisce i Malaspina è il tacchino farcito del pranzo di Natale. Simbolo persistente e mito consolidato dei valori comuni, il tacchino è stato anche muto testimone, e a volte vittima, di un prodigio sociologico: le singole avidità interne, esacerbate l'una contro l'altra, hanno potenziato, anziché disperdere, la potenza dell'avidità totale del clan. In tanta fortuna più o meno secolare, difficoltà persistente è stata quella di produrre un primogenito maschio. E a questa mancanza si è provveduto con lo stratagemma di conservare il nome dando in sposa le figlie ai cugini, assicurando alla famiglia una costituzione di tipo matriarcale. Ma quando finalmente, nell'ultima generazione, arriva il maschio, insulso, tronfio e corpulento "machiavelli" di una cospirazione del conquibus, le tante congenite avidità matriarcali esplodono. Un libro che in altre epoche sarebbe stato un libello libertino. Per il modo spregiudicatamente libero e scettico di sbriciolare nell'umorismo di un romanzo breve i pilastri della tradizione. Qui, sotto tiro è la famiglia. E in particolare certe grandi famiglie meridionali che girano come macchine per moltiplicare la roba, alimentate a ipocrisia e conformismo. Raramente, come in questo libro, la letteratura le ha messe in scena manovrando, più che la chiave drammatica, quella spietatamente comica.
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