Sellerio Editore Palermo: La memoria
Chernobyl
di Francesco M. Cataluccio
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 159
Per i più, Chernobyl è solo la centrale atomica luminescente per il suo bulbo di uranio infuocato e le storie da day after seguite all'incidente del 1986, il più grave di tutti i tempi. Ma quell'evento faustiano, che segnò la vera data finale del comunismo, fu in realtà l'estremo anello di una lunga catena di evacuazioni e massacri di genti, di luciferini stermini di culture: quasi che quell'angolo di terra ucraina fosse luogo eletto di un progetto per la cancellazione del diritto degli uomini di narrare la propria storia. E in tale progetto di cancellazione della memoria, questo libro si immerge e mira a rifarne la storia, quasi in forma di romanzo dalle forti venature autobiografiche. Chernobyl è un luogo antico, di numerosissima popolazione ebraica, benché scarse tracce siano rimaste di quel mondo per provare a immaginarlo. Fu il centro incontrastato del Hassidismo, che divenne l'anima di quei luoghi. Ma a Chernobyl e dintorni presero forma le più livide crudeltà delle guerre tra ucraini, russi e polacchi. Alle vendette staliniane si alternarono le stragi naziste: l"Holomodor" (la morte inflitta attraverso la fame) distese il suo mantello su quei campi, durante le carestie della collettivizzazione forzata, e cancellò un terzo degli ucraini e il loro universo contadino; furono annientati gli ebrei e la loro cultura.
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Senso comune
di Carlo Flamigni
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 191
La squadra surreale di Primo (inteso: "Terzo") Casadei, si trova nel folto di una di quelle selve di ostacoli che il cosiddetto "sistema Italia" diventa spesso e volentieri per i suoi figli. Il coriaceo Proverbio, sempre più ateo nonostante l'età, è ricoverato in un reparto di cure intensive; con lui sono quattro vecchietti in stato vegetativo, i quali muoiono in successione da un giorno all'altro, generando diffuso sospetto. Intanto Pavolone, il gigante buono, e Maite, sua inarrestabile compagna, hanno deciso di fare un figlio ma possono concepirlo solamente mediante fecondazione assistita e questo li immette nella follia di decreti e di divieti. Così, questa nuova avventura con il delitto degli involontari investigatori del tranquillo paese di Romagna, inizia come un racconto-verità, però satirico e grottesco, dentro i dilemmi della bioetica, quelli che il nostro paese riesce a ritorcere in modo da smarrire per sempre il buon senso comune. Ma presto, mentre Primo tenta di salvare tutti dai vertiginosi labirinti clinico legali e riflette a voce alta su deduzioni e controdeduzioni, la, storia scivola lentamente nel giallo. È l'Italia di oggi che va in scena, da una delle sue mille province profonde, in questo caso una costa romagnola che il turismo non riesce a mutilare dei suoi caratteri originari.
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Viale del Policlinico
di Claudio Coletta
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 327
Lorenzo, romano, è studente a Medicina e si trova nel pieno di una di quelle crisi di identità ben note agli universitari del post-sessantotto. A un passo dalla laurea, si sente ormai del tutto fuori dal mondo studentesco, che gli brulica intorno svagato e pieno di conformismi inconsapevoli; però sa che la vita professionale adulta che l'aspetta è un appuntamento inevitabile con un sé sconosciuto e inquietante. Ad aggravare malinconie, ansie e straniazione, c'è il momento storico in cui Lorenzo si trova del tutto immerso: la metà degli anni Settanta, quando il movimento studentesco inizia a risentire di sfinimento e delusioni, mentre intorno scoppiano i primi fuochi del terrorismo e continuano nelle piazze le stragi dai mandanti occulti. Tra lezioni, visite in corsia col codazzo di assistenti e allievi, e un dibattito del Collettivo studentesco che sta per occupare la facoltà, Lorenzo con un suo amico fa una scoperta raccapricciante. Il professor Mori, luminare di ematologia, è trovato ucciso in un modo rituale: lui, medico del sangue, morto dissanguato. E non sarà quella l'unica cerimonia nera con simboliche liturgie e vittime altrettanto illustri. La forza delle circostanze coinvolgerà Lorenzo nella sequela di vendette in camice bianco. La sua esistenza, amicizie studi amori, ne sarà sconvolta fino a quando la verità non emergerà dalla sequenza di sangue.
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Festa per Elsa
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 191
La prima cosa che viene in mente è di avvertire: Elsa Morante (1912-1985) è stata lo scrittore - così preferiva dire lei - più
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Amori
di Paul Léautaud
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 312
Paul Léautaud, piccolo classico del Novecento e mito discreto, aveva fatto nella sua vita ciò che ognuno almeno una volta ha vagheggiato: aveva trasformato una gelosa, ermetica solitudine in un osservatorio sulle assurdità e le bassezze del tempo. Ed anche questi tre racconti non concedono nulla di prevedibile al lettore: buoni sentimenti, riferimenti ideologici, appartenenze letterarie, perfino l'inevitabile speranza, di ciò tutto è estraneo a una scrittura che odia ogni preziosismo e resta elegantissima e crudele mentre affonda nelle lacerazioni di una vita: "Nessuno mi avrà conosciuto. Sono stato, sotto il mio riso, il disincanto, la disperazione assoluta. Non l'ho mai mostrato per pudore, nel timore del ridicolo". Il primo dei tre, "Il piccolo amico," è una cronaca-confessione di straziante distacco, pur nell'immagine che vuol offrire di quasi gaio cinismo, del suo rapporto con la madre eterna assente: Léautaud, abbandonato a pochi giorni dalla nascita, la rivide solo dopo vent'anni (tranne per brevi incontri occasionali) e ne fu appassionato così intensamente da turbarla e spingerla ad allontanarsi per sempre. Gli altri due racconti si riconnettono in realtà a quel travolgente amore: "In memoriam" ricorda la morte del padre e "Amori", ancora una storia di abbandono, racconta della prima esperienza erotica e del primo innamoramento per una "amica" che poi dovette sposare il suo protettore.
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Aristotele e i delitti d'Egitto
di Margaret Doody
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 550
Aristotele detective è preso in un caso di criminalità economica, una speculazione commercial-finanziaria ai danni di Atene, di dimensioni internazionali e risvolti assassini. Ma il numero di protagonisti e comparse, in quest'ultimo intrigo di Margaret Doody, è tanto grande, e talmente circostanziate le loro biografie intorno al nucleo centrale della trama, che l'ambientazione storica balza in primo piano: quasi che l'intento principale dell'autrice sia il racconto della vita quotidiana in Atene, metropoli del quarto secolo a.C, sotto il pretesto dell'intreccio giallo. Una rappresentazione che dai crocicchi affollati della metropoli antica si allarga al sistema-mondo del tempo di Alessandro Magno, fino all'Egitto, civiltà così misteriosa e diversa da accendere la curiosità scientifica dello Stagirita. E Stefanos, il Watson di Aristotele, che racconta in prima persona, con un effetto di viva contemporaneità (e con un filo ininterrotto di ironia). Siamo nel 328 a.C. e Atene è affamata dalla carestia. La città sceglie Stefanos come ambasciatore da mandare in Egitto per trattare un acquisto di grano in cambio di oro. Il giovane segue la via d'acqua, piena di soste e scambi, che dal Mediterraneo, lungo il Nilo, lo porterà a Menfi, dove attende un mercante greco per l'intermediazione con il satrapo Cleomenes. Durante la spedizione imbarca l'oro ma, con esso, un numero di strani compagni di viaggio, di messaggi minacciosi, di agguati mortali...
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Mosche d'inverno. 271 morti in due o tre prose
di Eugenio Baroncelli
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 251
La morte come realizzazione perfetta della vita, è la chiave scelta da Baroncelli, in questi fulminanti microracconti, per rievocare le circostanze pratiche e spirituali del trapassare di altrettanti protagonisti della storia, della mente, della cultura, della memoria personale e collettiva. Sono quindi tanatografie, per così dire, o biografie ironiche, colte, capziose, prese da un particolare della vita, come una tela si prende da un lembo, che nel caso è la morte; e anche quando questa è tanto oscura o luminosa quanto un personaggio è stato brillante o opaco, la morte si offre comunque, nel racconto, come un'impossibile chiarificazione. Perché ci interpella, riuscendo a opporre sempre il suo abissale punto interrogativo. Da Agrippa a Mae West, passando per centinaia e centinaia di ombre persistenti nell'immaginazione; schierate per voci: Cari agli dèi, Cuori infranti, Di cosa ?, Di freddo, Di gioia, Di spada, Di un male, Fantasmi, eccetera fino a Vecchi. Ci vengono incontro, sono infatti i morti, pensa Baroncelli, a evocare noi.
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Ognuno muore solo
di Hans Fallada
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 740
"Il libro più importante che sia mai stato scritto sulla resistenza tedesca al nazismo" (Primo Levi). "Ognuno muore solo" (uscito nel 1947) è una rielaborazione letteraria dell'inchiesta della Gestapo che portò alla decapitazione due coniugi berlinesi di mezz'età. Una spietata caccia all'uomo, con tanto di bandierine sulle carte, guidata da investigatori tanto tecnicamente capaci quanto irrazionalmente mossi da un fanatismo assurdamente sproporzionato agli scopi. E probabilmente le ragioni dell'oblio e della riscoperta stanno appunto nel fatto che è un romanzo sulla resistenza. Un romanzo sulla resistenza e sulla disperazione. Contrastante, quindi, con il luogo comune di un Hitler che non conobbe oppositori tra la gente ordinaria, unita nella colpa collettiva. Fallada racconta di poveri eroi. Anna e Otto Quangel, lui caporeparto lei casalinga, come tutti i loro pari soli e addormentati e poco prima ancora abbagliati dal Fiihrer, conoscono un risveglio dopo la notizia della morte del figlio al fronte, e cominciano a riempire alcuni caseggiati della loro Berlino con cartoline vergate in modo incerto di appelli ingenui di ribellione. Lo fanno per comportarsi con decenza fino alla fine, ben sapendo che morranno e sicuri che nel vicino incontreranno più facilmente il delatore. L'autore li illumina, scorgendo in loro una specie di coscienza della nazione, rappresentata dai tanti volti intorno, espressioni di un popolo spaccato in due, chi opprime e chi è sepolto nella sua paura.
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Club
di Bill James
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 371
È stato ucciso Ian Aston, forse a colpi di mazza forse in altro modo: nemmeno l'arma del delitto è definita. Era un uomo di raccordo della malavita. Era anche l'amante dell'inquieta Sarah, la moglie, da poco madre di una bambina, del tirannico Desmond Iles, numero due della polizia locale. L'omicidio, per lo stile e il luogo, sembra un regolamento di conti. Ma nessuno può fare a meno di sospettare di Iles, il quale, del resto, è così arrogante da non curarsene affatto. E a complicare il contesto, c'è la circostanza che l'oscuro omicidio piomba tra capo e collo mentre sia la polizia che la mafia stanno tentando un restyling di immagine pubblica. Intanto, l'organizzazione deve sostituire il suo uomo di raccordo e pensa di farlo con il più rispettabile Ralph Ember, proprietario del Monty, un club, una volta esclusivo, adesso incontro della malavita, frequentato anche da Sarah e da Ian Aston. Dal Monty dunque partono le due storie: l'inchiesta sull'assassinio, condotta, con un misto di reticenza e malizia, da Colin Harpur e Mark Lane, i due alti colleghi del sospetto Iles; l'ascesa entro l'organizzazione del prudente Ralph Ember, boss "suo malgrado". E al club Monty giungeranno entrambe, trovando un compromissorio accomodamento intorno al cadavere di Aston. Cos'è dunque il Club del titolo? È il Monty; ed è, simbolicamente, la cricca dei poliziotti e quella dei delinquenti, colte, in un parallelismo acidamente ironico, mentre tentano di mettersi in sintonia con i nuovi tempi politici che corrono.
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La camera chiusa
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 431
È una giornata assolata a Stoccolma e in una banca del centro riesce una rapina solitaria. Autore, sembra, una donna giovane. Questa, in fuga con il ricco bottino, ha fulminato con un colpo di pistola il solito che cercava di fare l'eroe. "Bulldozer" Olsson, entusiasta ed accanito procuratore, è sicuro che il colpo sia parte di un elaborato piano criminoso. Dietro questa ipotesi sguinzaglia la squadra speciale. Lo stesso giorno, Martin Beck, appena uscito da una lunga convalescenza e moralmente a pezzi come il suo matrimonio, da solo, senza i suoi, inizia a indagare su uno strano fatto. Un cadavere è stato rinvenuto in un monolocale: un anziano indigente, una pallottola gli ha spaccato il cuore. La camera è internamente chiusa, e il caso si avvia ad essere frettolosamente archiviato come suicidio; ma allora, dov'è l'arma? Metodico, implacabile e triste, mentre gli altri elaborano trappole clamorose, Martin affronta l'enigma da camera chiusa. Nessuno crederebbe che la rapina e il cadavere misterioso siano le due facce dello stesso imbroglio. Solo lui e forse perché si sente anch'egli dentro una camera chiusa. Per chi volesse conoscere cosa sia davvero «il poliziesco procedurale» e perché Sjòwall e Wahlòò ne sono considerati il re e la regina, questo nuovo romanzo della serie è la lettura adatta. C'è il coro rumoroso dei poliziotti, con le loro capricciose personalità; c'è la galleria variegata dei personaggi; e c'è la razionalità di un'indagine dalla logica metodica.
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Vita sentimentale di un camionista
di Alicia Giménez-Bartlett
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 320
"La gente non si muove mai, rimane sempre allo stesso posto, appiccicata a quel che vede dalle finestre di casa, tante volte i
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Vado a vedere se di là è meglio
di Francesco M. Cataluccio
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 409
"Sono stato allevato in tre lingue morte (l'ebraico, l'aramaico e lo yiddish, alcuni questa non la considerano nemmeno una lin
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