Società Editrice Fiorentina: Studi e testi
Poesie italiane e latine: Capitoli-Rime piacevoli-Rime-Carmina
di Giovanni Della Casa
editore: Società Editrice Fiorentina
pagine: 716
Il volume raccoglie per la prima volta, in un'edizione filologicamente controllata e ampiamente commentata, tutte le opere poetiche di Giovanni Della Casa, riunendo intorno alle sue celebri «Rime» la scrittura burlesca in volgare («Capitoli» e «Rime piacevoli») e la produzione latina dei «Carmina»
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Scritti biografici e polemici. Petri Bembi vita. Gasparis Contareni vita. Dissertatio adversus Petrum Paulum Vergerium
di Giovanni Della Casa
editore: Società Editrice Fiorentina
pagine: 368
Scritte in aureo latino nella fase finale della sua esistenza, dalla metà del 1550 al 1555-1556, la «Petri Bembi vita», la «Ga
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Il primo libro de' Reali
di Cristoforo l'Altissimo
editore: Società Editrice Fiorentina
pagine: 476
Cantato in piazza San Martino a Firenze nel 1514-1515, il primo libro dei «Reali di Francia» diventa «Il primo libro de' Reali
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Il poema epico rinascimentale e l'«Iliade»: dal Trissino al Tasso
di Federico Di Santo
editore: Società Editrice Fiorentina
pagine: 352
Quasi del tutto trascurato dalla critica, il rapporto di modellizzazione che lega la "Gerusalemme liberata" all'"Italia libera
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La raccolta di rime per Michelangelo
di Vittoria Colonna
editore: Società Editrice Fiorentina
pagine: 352
Nel 1539-1540 Vittoria Colonna donò a Michelangelo una raccolta di rime, l'unica da lei personalmente allestita
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La Struzione della Tavola Ritonda (I cantari di Lancillotto)
editore: Società Editrice Fiorentina
pagine: 204
Esempio di cultura popolare per eccellenza, i cantari italiani del Basso Medioevo volgarizzano e diffondono fra un pubblico sempre più vasto storie e miti elaborati per l'antica società feudale. Alla fine del Trecento, a Firenze, un poeta non dozzinale pensò di tradurre in sette cantari, nel classico metro dell'ottava, la storia del romanzo La Mort le roi Artu, ultimo anello della grande saga dedicata alle avventure del re Artù e dei suoi cavalieri della Tavola Rotonda. Nel passaggio dalla Francia all'Italia, dalla società feudale a quella comunale, da lettura per un pubblico aristocratico a spettacolo per un pubblico popolare, il romanzo viene naturalmente trasformato: la vicenda è ridotta a dimensioni 'borghesi' e diventa una storia di gelosia, d'adulterio e di vendetta; colorata però dall'aura mitica che ancora circondava i personaggi, dal meraviglioso valore dei cavalieri, dalla conclusione moraleggiante. Soprattutto, il poeta, e forse più precisamente il canterino che potrebbe aver rielaborato il testo, riesce a trasmettere la partecipazione con cui è rivissuta la fine tragica di un'epoca mitica esaltata dalla nobiltà e dal valore.
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