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Storia e Letteratura: Edizioni Gobettiane

Agnes Bernauer

di Friedrich Hebbel

editore: Storia e Letteratura

pagine: 132

Scritto all'indomani del 1848, "Agnes Bernauer" è dramma senza cattivi, catastrofe di ogni ambito della vita soggettiva impern
18,00

L'abate Lamennais e gli italiani del suo tempo

di Guido Zadei

editore: Storia e Letteratura

pagine: 320

Cattolico bresciano di simpatie moderniste, seguace di Murri e interventista democratico nella Prima guerra mondiale, Guido Za
35,00

In Brasile

di Luciano Magrini

editore: Storia e Letteratura

pagine: 224

Giornalista antifascista, esule dal "Secolo" dopo l'adesione del giornale al regime, dal 1923 Luciano Magrini intraprese viagg
24,00

Il fascismo

di Carlo Avarna di Gualtieri

editore: Storia e Letteratura

Usare l'illegalità per ripristinare la legalità e la violenza per richiamare all'ordine: nel saggio Il fascismo il duca Carlo
28,00

Dal patto di Londra alla pace di Roma. Documenti della politica che non fu fatta

di Gaetano Salvemini

editore: Storia e Letteratura

pagine: 464

Convinto sostenitore dell'interventismo democratico, Salvemini interpretò il primo conflitto mondiale come contrapposizione delle potenze liberali al tentativo egemonico degli autocratici Imperi centrali. Promosse quindi l'idea di una pace 'giusta', basata sul principio dell'autodeterminazione e della nazionalità, che avrebbe finalmente portato i vari Stati alla democrazia partecipativa. Fermo oppositore del patto di Londra, in questo volume cerca di spiegare all'opinione pubblica gli errori dell'azione diplomatica italiana ed interpreta la delusione della Grande Guerra quale presupposto per il consolidamento del regime fascista.
38,00

Gerarchie sindacali

di Ubaldo Formentini

editore: Storia e Letteratura

pagine: 80

'Gerarchie sindacali', ristampa in opuscolo di un articolo comparso il 25 gennaio 1923 su "La Rivoluzione Liberale", venne annunciato come la "prima storia del fascismo". Il breve scritto di Ubaldo Formentini - che a settembre 1922 aveva pubblicato 'Collaborazionismo' nelle edizioni di Gobetti - oscilla in realtà tra aperture di credito nei confronti del movimento fascista e caute riserve sulle sue scelte e tendenze. Non all'altezza del ruolo che Gobetti, forse affrettatamente, aveva immaginato, proprio i suoi limiti lo rendono un documento emblematico della difficoltà di capire, all'inizio della sua parabola, come sarebbe evoluto il fascismo.
14,00

Paradosso dello spirito russo

di Piero Gobetti

editore: Storia e Letteratura

pagine: 272

Sin da subito interessato agli avvenimenti della rivoluzione bolscevica, nel 1919 Gobetti ne aveva enunciato il «paradosso»: l
18,00

Adua

di Cesare Guglielmo Pini

editore: Storia e Letteratura

pagine: 96

Cesare Guglielmo Pini, soldato esuberante e un po' guascone, prigioniero ad Adua, mezzo garibaldino e mezzo colonialista, e Gobetti l'intellettuale liberale torinese. L'accostamento proposto da questo volume è quanto meno spiazzante. Eppure, Adua presenta tratti 'politici' controcorrente: dall'inconsueto riconoscimento del valore guerriero degli africani all'accusa esplicita, senza attenuanti, ai comandanti e più in generale agli Stati maggiori, passati dalle disfatte della Grande guerra al fascismo. Quelli di Pini erano solo accenni, che nel 1926 assumevano però un valore critico importante, poiché sviluppavano temi che - scrive Nicola Labanca - "passarono sotto silenzio in un'Italia che si avviava ormai ad essere totalitariamente fascistizzata".
15,00

Rivoluzione protestante

di Giuseppe Gangale

editore: Storia e Letteratura

pagine: 132

"La parola d'ordine e l'arma contro ogni paternalismo deve essere: autonomia". Giuseppe Gangale in "Rivoluzione protestante", uscito nel gennaio 1925, sviluppò il discorso che andava svolgendo sul settimanale "Conscientia" da lui diretto. Di fronte al cattolicesimo, che "prima di essere istituto o teologia, è mentalità", cioè abitudine al conformismo e culto dell'autorità, occorre un completo rivolgimento, un modo diverso di essere cristiani nella società e nella storia. "Rivoluzione protestante" si configurava dunque come una sorta di "manifesto-appello" perché l'Italia riconoscesse, mentre altre rivoluzioni erano in corso, quella che davvero le era mancata e di cui aveva estrema necessità. Gangale declinava così sul piano religioso - ma anche politico e sociale - temi fortemente consonanti con quelli dell'amico editore, Piero Gobetti.
18,00

Rosa di Sion

di Pea Enrico

editore: Storia e Letteratura

pagine: 80

Un canto di desolazione e di dignità fu per Gobetti Rosa di Sion
14,00

La cooperazione operaia

editore: Storia e Letteratura

pagine: 490

Promuovere la "riscossa della cooperazione" dopo la repressione squadrista del movimento fra il 1922 e il 1924 era l'intento di Biagio Riguzzi e Romildo Porcari nel pubblicare presso Gobetti questo volume. Uscito nel maggio 1925, anche grazie all'interessamento di Riccardo Bauer, La cooperazione operaia nasceva dalla lunga riflessione teorica e dalla personale esperienza sul campo di due esponenti del socialismo riformista parmense e intendeva dimostrare con un'ampia documentazione che l'organizzazione cooperativistica apportava indubbi vantaggi, favorendo l'aumento dei redditi e contrastando i mali tipici del modello economico capitalistico. La ripresa delle forze popolari di opposizione, dopo l'assassinio di Giacomo Matteotti, fu tuttavia di breve durata. Il fascismo irreggimentò ben presto il movimento cooperativo nel Sindacato Italiano Cooperative, mentre la riflessione di Riguzzi e Porcari potè essere ripresa soltanto dopo la caduta del regime.
50,00

Dal bolscevismo al fascismo. Note di cultura politica

di Piero Gobetti

editore: Storia e Letteratura

pagine: 80

Uscito in rivista con un diverso titolo nel marzo 1923, "Dal bolscevismo al fascismo" rappresenta il tentativo di Gobetti di tracciare un bilancio critico della cultura politica italiana, in un percorso che culminerà un anno dopo con la pubblicazione della Rivoluzione Liberale. Nel ritrarre un Paese in trasformazione, Gobetti non ne nasconde le contraddizioni a livello economico, sociale e soprattutto politico. L'esperienza dei consigli di fabbrica e l'impegno dei comunisti torinesi vengono registrati come un episodio isolato e già lontano, mentre sempre più diventa pressante e urgente una lettura critica del fenomeno fascista, di fronte alla cui natura Gobetti deve chiedersi amaramente se non si avrà "a breve scadenza una lotta esasperata per le condizioni di libertà più elementari".
12,00

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