Vita e pensiero: Filosofia morale
Filosofia prima e condizione morale in Vladimir Jankelevitch
di Giulia Maniezzi
editore: Vita e pensiero
pagine: 420
Nel panorama della filosofia francese del Novecento, Vladimir Jankélévitch (1903-1985) emerge come figura di rilievo, ma di no
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Critica della ragione generativa. Seminario virtuale con Francesco Botturi
editore: Vita e pensiero
pagine: 322
La cultura moderna ha spesso stornato la generazione dalle categorie ontologiche, antropologiche ed etiche fondamentali, o l'h
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Uomo o donna. Una differenza che conta
di Antonio Malo
editore: Vita e pensiero
pagine: 136
Nella dimensione relazionale della sessualità si trova una chiave fondamentale per capire sia la complessa storia dei rapporti
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Che cos'è il matrimonio?
editore: Vita e pensiero
pagine: 135
Fino a poco tempo fa tutte le società hanno considerato il matrimonio come una partnership coniugale, l'unione tra un uomo e una donna. "Che cos'è il matrimonio?" identifica e difende le ragioni di questo consenso storico e mostra come ridefinire il matrimonio civile non solo non sia necessario, ma anche irragionevole e contrario al bene comune. Pubblicato originariamente sull'"Harvard Journal of Law and Public Policy" (2010), è divenuto rapidamente uno dei saggi più citati nel mondo delle scienze sociali. Da allora è stato oggetto di dibattito di studiosi e attivisti in tutto il mondo come la più formidabile difesa della tradizione. Gli autori propongono una critica penetrante all'idea che l'uguaglianza richieda di ridefinire il matrimonio. Essi difendono il principio che il matrimonio, come unione di corpo e spirito ordinato alla vita famigliare, lega l'uomo e la donna come marito e moglie, e mostrano come esso sia non un bene privato e individuale, ma un bene pubblico capace di garantire spazi di libertà ai cittadini. Senza il concorso di questi fattori costitutivi del matrimonio, si finisce per riconoscere le più svariate forme di unione sessuale, erodendo l'istituto matrimoniale e danneggiando seriamente il bene comune sociale.
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Bene comune. Fondamenti e pratiche
editore: Vita e pensiero
pagine: 198
Il tema del bene comune è oggi tanto presente in una società che, a rischio di frammentazione, ne percepisce pur confusamente la necessità, quanto teoricamente indicibile da parte della filosofia politica, influenzata da eredità socialiste e da prospettive individualiste liberali. Di qui la necessità, per una riproposizione del tema, di una approfondita calibratura che tenga conto delle istanze presenti nel pensiero moderno e contemporaneo e delle ragioni ereditate dalla tradizione classica. È nato con questi interrogativi un lavoro seminariale fra docenti di diverse università italiane che, in questo volume, affrontano il tema del bene comune da diverse prospettive e con diverse sensibilità e competenze. In particolare, tre prospettive complementari offrono una gamma interessante di significati del bene comune: i fondamenti teorici dell'idea nello sfondo della sua lunga storia e della sua crisi; l'esperienza che del bene comune si ha in modo anche atematico nel vivere associato; gli ambiti della cultura civile in cui la questione del bene comune ha un forte rilievo, quali sono l'ambito economico, quello religioso pubblico, quello dei diritti umani, quello delle utopie tecnologiche.
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Geografia della ragione. Robert Audi e la questione della razionalità in etica e in politica. Vol. 5
di Monti Paolo
editore: Vita e pensiero
pagine: VIII-198
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Valore e piacere. Itinerari teoretici
di Antonio Lambertino
editore: Vita e pensiero
pagine: 240
La ricerca del piacere può rivestire una valenza di carattere morale? E il piacere può considerarsi a pieno titolo un valore? Ancor di più, può il valore morale prescindere dal valore del piacere, o non riceve proprio da quest'ultimo un motivo di compimento e di perfezione? Per rispondere a questi interrogativi il saggio di Antonio Lambertino ripercorre criticamente, con un'analisi comparativa, alcuni modelli antropologici tra i più significativi nella storia del pensiero (dai greci a San Tommaso d'Aquino, da Kant a Nietzsche e Freud, fino al pensiero contemporaneo), volti a tematizzare, in una visione teoretica organica e originale, il rapporto che intercorre tra valore e piacere. Alla tesi stoico-kantiana di una disarmonia radicale tra valore morale e valore della ricerca del piacere si contrappongono altre teorie, come quella aristotelico-tomistica e, più recentemente, il personalismo fenomenologico, secondo le quali la ricerca del piacere, anziché sminuire la promozione della persona, è quanto di più consono e connaturale ci sia per il soggetto morale. In tale prospettiva la ricerca intenzionale del piacere può rivestire un'autentica funzione etica, attua la radice più profonda dell'essere razionale ed è motivo di compimento dello stesso agire morale. Un'azione morale diventa perfetta a condizione di essere anche piacevole.
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La libertà del bene
editore: Vita e pensiero
La modernità ha perduto, lungo la sua parabola, la percezione profonda del legame originario tra la libertà e il bene
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