fbevnts Biblioteca scientifica - tutti i libri della collana Biblioteca scientifica, Adelphi - Librerie Università Cattolica del Sacro Cuore | Pagina 2
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Adelphi: Biblioteca scientifica

Numero e logos

di Zellini Paolo

editore: Adelphi

pagine: 449

Logos non è soltanto "il verbo" che sta all'inizio del tutto, come dice il Vangelo di Giovanni, ma da sempre numero e logos si
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Breve storia del verbo essere. Viaggio al centro della frase

di Andrea Moro

editore: Adelphi

pagine: 329

L'interpretazione del verbo essere è come un filo rosso che attraversa tutto il pensiero linguistico dell'Occidente sin dalle prime opere di Aristotele. E nel suo dipanarsi si intreccia con la filosofia, la metafisica, la logica e perfino con la matematica, tanto che Bertrand Russell non esitò a proclamare che il verbo essere è una disgrazia per il genere umano. Nella convinzione che esso penetri nel pensiero linguistico moderno portando scandalo e, come un cavallo di Troia, introduca elementi di disturbo tali da indurci a ripensare in modo radicale la più fondamentale delle strutture del linguaggio umano - la frase -, Andrea Moro ricostruisce tale storia. Dalla Grecia classica, attraverso i duelli tra maestri della logica nel Medioevo e le rivoluzioni del secolo dei grandi geni fino al Novecento - allorché la linguistica diventa un modello propulsivo per le neuroscienze -, il percorso si snoda come un poliziesco, fino alla scoperta di una formula che risolve l'anomalia e, nel contempo, suscita nuove domande: sul linguaggio, sull'evoluzione, e sulla natura e struttura della mente. Un percorso che non ricorre a facili scorciatoie, ma neppure è appesantito da formule inaccessibili - ed è inoltre sempre corredato da richiami ai temi generali sulla mente e sul linguaggio, tanto da proporsi come introduzione a un settore di ricerca d'avanguardia.
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La guerra dei buchi neri

di Leonard Susskind

editore: Adelphi

pagine: 418

Stringhe, brane, dimensioni nascoste, universi multipli... La fantasia della fisica del ventunesimo secolo sembra senza limiti. Uno dei suoi interpreti è il fisico di Stanford Leonard Susskind. Nel suo "Il Paesaggio cosmico" descriveva la prospettiva vertiginosa di una moltitudine di differenti universi, nicchie di un inimmaginabile multiverso, o "paesaggio", ciascuna governata da specifiche leggi fisiche: per caso, una era adatta a ospitarci. In questo nuovo libro il cosmo di Susskind diventa ancora più bizzarro. Con la loro capacità di fagocitare qualunque cosa, i buchi neri erano già abbastanza angoscianti, ma per qualche tempo ai fisici si è prospettata addirittura la possibilità che questi vortici cosmici, ricavati dalle equazioni di Einstein, fossero divoratori di ordine e di informazione, oltre che di materia. Negli anni Settanta, Stephen Hawking ha mostrato che i buchi neri "evaporano", emettono cioè radiazione termica, e rimpiccioliscono nel corso del processo sino a scomparire. Ne discendeva una domanda cruciale: l'informazione inghiottita dal buco nero riemerge oppure no quando il buco nero scompare? Hawking non aveva dubbi: "L'informazione viene cancellata per sempre". A Susskind quell'affermazione è apparsa come una dichiarazione di guerra. Se Hawking aveva ragione, infatti, sarebbe stata la fine del determinismo quantistico, la violazione del fondamentale principio secondo il quale anche nell'informazione nulla si crea e nulla si distrugge.
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L'immagine del mondo nella testa

di Valentino Braitenberg

editore: Adelphi

pagine: 171

Valentino Braitenberg, tra i pionieri della cibernetica, non è nuovo alle provocazioni intellettuali. Ne ha dato prova, già nel 1984, con un libro in cui proponeva di costruire semplici robot per "sintetizzare" comportamenti complessi che un osservatore esterno avrebbe attribuito a stati mentali come la paura, l'aggressività, la curiosità. Era un primo passo verso una modellazione "in silico" del vivente. La stessa originalità di impostazione, la stessa verve iconoclasta e lo stesso gusto per le contaminazioni interdisciplinari caratterizza le sue ricerche sul cervello, nelle quali ha sempre mirato a collegare le funzioni cerebrali ai fenomeni della psicologia. Gli è però rimasto pendente un debito: l'inserimento del mondo dei segnali e dei messaggi, dei cervelli e delle idee in una visione più generale, senza soluzione di continuità fra le cose biologiche e quelle inanimate. Colmare tale lacuna è un compito per il quale forse non siamo ancora maturi, ma sembra lecito affrontare il problema con un approccio che Braitenberg stesso definisce "presocratico".
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Il paesaggio cosmico. Dalla teoria delle stringhe al megaverso

di Leonard Susskind

editore: Adelphi

pagine: 396

Nelle leggi e nelle costanti di natura vi sono molte coincidenze che non si sanno ricondurre a principi generali: sono dati empirici. Secondo alcuni queste coincidenze sarebbero stabilite in modo da permettere la nostra esistenza. Tale idea, detta Principio antropico, è invisa alla maggioranza dei fisici, che tuttavia sono ora obbligati a riconsiderare le proprie posizioni. A dare spazio al ragionamento antropico è la teoria delle stringhe, che si è rivelata in grado di trovare un denominatore comune tra visioni del mondo antitetiche ma irrinunciabili. La mossa decisiva fu l'aver sostituito alle particelle puntiformi un filamento unidimensionale: la stringa o corda. Tutta la varietà presente nell'universo era riconducibile ai differenti modi di vibrazione di queste minuscole stringhe. Il prezzo da pagare consisteva nel fatto che queste vibrazioni avvenivano in uno spazio a dieci dimensioni: ciò significa che vi è un numero enorme di modi in cui passare dalle diverse dimensioni accessibili, e ciascuno conduce a un "universo" con proprietà fisiche differenti e valori diversi delle costanti fondamentali. La teoria, almeno per ora, non riesce a privilegiare un singolo modo che ci porti all'universo da noi osservato. Per uscire dall'impasse, Susskind ha proposto che il "paesaggio" formato da questa moltitudine di universi abbia esistenza reale. Questo mutamento di prospettiva assurge oggi a nuovo paradigma.
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Psiche e natura

di Pauli Wolfgang

editore: Adelphi

pagine: 176

Scopritore del principio di esclusione, che gli valse il Premio Nobel, Pauli non solo ha fornito determinanti contributi alla
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Il gene agile. La nuova alleanza fra eredità e ambiente

di Matt Ridley

editore: Adelphi

pagine: 483

Dopo decenni di dispute tra "innatisti" - secondo i quali esiste nell'uomo un nucleo arcaico scarsamente modificabile - e "empiristi" - invariabilmente darwiniani e fautori del primato dell'ambiente in nome di un'idea di progresso - tutte queste dicotomie appaiono prive di fondamento. Ben più interessanti di queste guerre di religione è il quadro che emerge dalla ricerca sul genoma, afferma Ridley in questo libro. In ogni essere umano, sostiene l'autore, sono presenti l'espressione delle emozioni di Darwin e l'eredità di Galton, gli istinti di James e i geni di De Vries, i riflessi di Pavlov e le associazioni di John Watson, l'esperienza formativa di Freud, la divisione del lavoro di Durkheim, l'imprinting di Lorenz.
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Il nostro ambiente cosmico

di Rees Martin

editore: Adelphi

pagine: 227

La cosmologia ha una storia di millenni, ma continua a suscitare grande interesse
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Alla ricerca di Spinoza

Emozioni, sentimenti e cervello

di Damasio Antonio R.

editore: Adelphi

pagine: 424

Attingendo ai risultati più recenti delle neuroscienze cognitive - in parte conseguiti dal suo stesso gruppo di ricerca allo U
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La culla della vita

La scoperta dei più antichi fossili terrestri

di Schopf J. William

editore: Adelphi

pagine: 499

Un problema scientifico unanimamente giudicato insolubile e però fondamentale dall'Ottocento in poi era l'assenza di qualsiasi
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32,00

Il principio antropico

editore: Adelphi

pagine: 770

L'ipotesi del "principio antropico" venne proposta da Barrow e Tipler in questo libro apparso negli Stati Uniti nel 1986
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55,00

L'origine delle lingue

di Merritt Ruhlen

editore: Adelphi

pagine: 302

A poco più di 100 anni da quando la Società di Linguistica di Parigi mise ufficialmente fine alle discussioni, spesso stravaganti, in materia, l'ipotesi di un'origine unica del linguaggio, di una lingua madre cui far risalire i vari ceppi linguistici e la babele di idiomi dei popoli del mondo è tornata al centro dell'interesse. Al punto che oggi quella screditata congettura appare la più fondata e ricca di sviluppi come dimostra questo libro.
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