Allemandi: AMICI DELLA SCALA
Ceroli alla Scala
di Vittoria Crespi Morbio
editore: Allemandi
pagine: 45
Nato a Castelfrentano, in Abruzzo, nel 1938, Mario Ceroli si è formato all'Accademia di Belle Arti di Roma, città nella quale tuttora vive. Inizialmente risente delle influenze pop americane, ma la sua ricerca figurativa è legata alla tradizione umanistica della pittura italiana. Negli anni sessanta si avvicina all'Arte Povera, con un uso del materiale "povero" unito però alla definizione della forma. Negli anni ottanta e novanta realizza monumenti pubblici come il "Cavallo alato" del Centro direzionale Rai di Saxa Rubra, a Roma. Il carattere "invasivo" del suo lavoro lo porta a sconfinare nel cinema, nel teatro, nel disegno di ambienti, nella progettazione di chiese.
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Gontcharova alla Scala
editore: Allemandi
pagine: 112
Amazzone del pennello, nathalie gontcharova (negayevo presso tuia, 1881 / parigi, 1962) partecipa all`avventura delle avanguar
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Chagall alla Scala
editore: Allemandi
pagine: 82
La vena lirica e visionaria di (vitebsk, 1887 / saint/paul de vence, 1985 trova uno sbocco privilegiato nel mondo dei teat il
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Sciltian alla Scala
editore: Allemandi
pagine: 92
Esule armeno, prima a parigi e poi in italia, gregorio sciltian (rostov sul don, 1900 / roma, 1985) attraversa come un outside
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Fiume alla Scala
di Vittoria Crespi Morbio
editore: Allemandi
pagine: 107
L'universo di Salvatore Fiume (Comiso, 1915 - Milano, 1997) esplora il mito, la presenza del cavaliere e la calda sensualità femminile che approdano sulle immaginarie isole dell'artista, pronte ad accogliere anche gli archetipi teatrali di Medea, Prometeo e Norma. Con la sua sensibilità concreta e materica eppure preziosa, con la cromia densa ma brillante, Fiume destina alla Scala un numero cospicuo di allestimenti tra cui spicca il paesaggio pietrificato della Medea di Cherubini con Maria Callas.
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Chini alla Scala
di Vittoria Crespi Morbio
editore: Allemandi
pagine: 60
Pittore, scenografo, decoratore di solidissimo mestiere, Galileo Chini (Firenze, 1873/1956) dedica al mondo del teatro una parte cospicua della propria attività, illustrando i drammi di Sem Benelli e firmando allestimenti prestigiosi sui palcoscenici lirici. Il suo gusto misurato e sobrio cede alla fascinazione dell'Oriente in più occasioni, e si ribalta in visionarietà fantastica nella storica prima edizione della Turandot pucciniana, diretta da Toscanini alla Scala nel 1926.
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Borowsky alla Scala
di Vittoria Crespi Morbio
editore: Allemandi
pagine: 80
Formatosi in Ucraina e attivo con Jurij Ljubimov nell'avventura avanguardistica del teatro moscovita alla Taganka, David Borovsky (Odessa, 1934 - Bogotà, 2006) ha firmato la scenografia di allestimenti celeberrimi in Europa e negli Stati Uniti, destinando alla Scala la rivoluzionaria partitura visiva di "Al gran sole carico d'amore" di Luigi Nono (1975) e l'immensa icona sovrastante il "Boris Godunov" di Musorgskij (1979), oltre ad altre realizzazioni nel nome di Musorgskij e di Cajkovskij.
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Manzù alla Scala
di Vittoria Crespi Morbio
editore: Allemandi
pagine: 63
Amico personale di Stravinskij, Giacomo Manzù (Bergamo, 1908 - Roma, 1991) ne accompagna le sorti sul palcoscenico della Scala firmando gli allestimenti di "OEdipus Rex" (1964) e dell'"Histoire du soldat" (1966x1970). La sua concezione della "musica nello spazio", mediata dai giochi della luce, trova forma in bozzettixcollages e in modellini di argilla dai colori chiari e gessosi, scatole luminescenti che tradiscono l'amore per la materia e alludono al gesto scenico.
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Cocteau alla Scala
di Vittoria Crespi Morbio
editore: Allemandi
pagine: 105
Suscitatore e catalizzatore di tutta la cultura francese del Novecento, Jean Cocteau (i 889/1963) regala alla Scala il proprio talento di scenografo. Il suo segno rado e luminoso, l'asciuttezza del tratto, l'eleganza e il nitore dei suoi spazi accolgono le musiche del balletto "La dame à la licorne", e compongono la stanza soffocante e chic dove la protagonista di "La voix humaine" di Poulenc insegue al telefono un amore impossibile e incontra la morte.
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Malclès alla Scala
di Vittoria Crespi Morbio
editore: Allemandi
pagine: 103
Alla scala, nel dopoguerra, si respira aria di parigi: poulenc e` ospite frequente, il repertorio accoglie volentieri i titoli di ravel o di saint-sa
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Marini alla Scala
di Vittoria Crespi Morbio
editore: Allemandi
pagine: 51
Una mostra d'arte presso la galleria di Curt Valentin, a New York, 1950. Lì si incontrano per la prima volta due protagonisti della cultura del Novecento, Igor Stravinskij (1882-1971) e Marino Marini (1901-1980). Figure diversissime, si capiranno subito e diverranno amici. Marini omaggia Stravinskij più volte attraverso sculture e disegni, ma soprattutto ne interpreta la poetica firmando le scene della "Sagra della primavera" che la Scala produce subito dopo la morte del compositore. Astratte e arcane nel segno, agitate da una violenza quasi fauve e da tragiche ombre, le tavole di Marino sono un capolavoro a commento di un altro capolavoro.
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Vakhevitch alla Scala
di Vittoria Crespi Morbio
editore: Allemandi
pagine: 123
Le date che racchiudono l'esistenza di Georges Wakhevitch (1907-1984), scenografo e costumista francese di origine russa, individuano il percorso tipico di quella folla di émigrés sfuggiti alla Rivoluzione sovietica e giunti a popolare l'Occidente di sogni e invenzioni fantastiche, come Diaghilev o Erté. Felicissima mano pittorica, dopo la scuola di Belle arti a Parigi, Wakhevitch firma il suo primo spettacolo come scenografo ancor prima di compiere diciotto anni. Nel 1928 comincia a lavorare per il cinema (con grandi registi come Renoir e Buñuel). La sua arte è caratterizzata da un notevole equilibrio fra l'esattezza del particolare, un alto gusto pittorico e un uso sapiente dello spazio.
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