Libri di Vittoria Crespi Morbio
Giuseppe Palanti. Belle Époque in teatro. 1903-1916
di Vittoria Crespi Morbio
editore: Allemandi
pagine: 160
Un secolo fa toscanini regnava sulla scala e fungeva da arbitro tra le grandi dive: la burzio, la mazzoleni, la storchio
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Landriani alla Scala
di Vittoria Crespi Morbio
editore: Allemandi
pagine: 115
Nella Milano napoleonica confluiscono i maggiori talenti del teatro italiano: compositori come Rossini, coreografi come Viganò e Gioja. Paolo Landriani (1757/1839), scenografo e teorico della scenografia, è l'artista che incarna il gusto, l'estetica, l'indirizzo stilistico di tutta un'epoca: sul palcoscenico della Scala, sera dopo sera, scorrono le sue ampie, misurate, auguste vedute neoclassiche. Per la prima volta una monografia ne racconta la storia.
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Léonor Fini alla Scala
di Vittoria Crespi Morbio
editore: Allemandi
pagine: 74
Donna bellissima e affascinante, presentata diciottenne a New York da De Chirico, adorata da Éluard, fotografata in mille situ
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Vakhevitch alla Scala
di Vittoria Crespi Morbio
editore: Allemandi
pagine: 123
Le date che racchiudono l'esistenza di Georges Wakhevitch (1907-1984), scenografo e costumista francese di origine russa, individuano il percorso tipico di quella folla di émigrés sfuggiti alla Rivoluzione sovietica e giunti a popolare l'Occidente di sogni e invenzioni fantastiche, come Diaghilev o Erté. Felicissima mano pittorica, dopo la scuola di Belle arti a Parigi, Wakhevitch firma il suo primo spettacolo come scenografo ancor prima di compiere diciotto anni. Nel 1928 comincia a lavorare per il cinema (con grandi registi come Renoir e Buñuel). La sua arte è caratterizzata da un notevole equilibrio fra l'esattezza del particolare, un alto gusto pittorico e un uso sapiente dello spazio.
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Ceroli alla Scala
di Vittoria Crespi Morbio
editore: Allemandi
pagine: 45
Nato a Castelfrentano, in Abruzzo, nel 1938, Mario Ceroli si è formato all'Accademia di Belle Arti di Roma, città nella quale tuttora vive. Inizialmente risente delle influenze pop americane, ma la sua ricerca figurativa è legata alla tradizione umanistica della pittura italiana. Negli anni sessanta si avvicina all'Arte Povera, con un uso del materiale "povero" unito però alla definizione della forma. Negli anni ottanta e novanta realizza monumenti pubblici come il "Cavallo alato" del Centro direzionale Rai di Saxa Rubra, a Roma. Il carattere "invasivo" del suo lavoro lo porta a sconfinare nel cinema, nel teatro, nel disegno di ambienti, nella progettazione di chiese.
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Malclès alla Scala
di Vittoria Crespi Morbio
editore: Allemandi
pagine: 103
Alla scala, nel dopoguerra, si respira aria di parigi: poulenc e` ospite frequente, il repertorio accoglie volentieri i titoli di ravel o di saint-sa
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Marini alla Scala
di Vittoria Crespi Morbio
editore: Allemandi
pagine: 51
Una mostra d'arte presso la galleria di Curt Valentin, a New York, 1950. Lì si incontrano per la prima volta due protagonisti della cultura del Novecento, Igor Stravinskij (1882-1971) e Marino Marini (1901-1980). Figure diversissime, si capiranno subito e diverranno amici. Marini omaggia Stravinskij più volte attraverso sculture e disegni, ma soprattutto ne interpreta la poetica firmando le scene della "Sagra della primavera" che la Scala produce subito dopo la morte del compositore. Astratte e arcane nel segno, agitate da una violenza quasi fauve e da tragiche ombre, le tavole di Marino sono un capolavoro a commento di un altro capolavoro.
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Zuffi alla Scala
di Vittoria Crespi Morbio
editore: Allemandi
pagine: 133
Spinto eclettico e inquieto, Piero Zuffi (1919/2006) accoglie le più disparate eredità, dal teatro ehsabettiano alla tradizione nipponica, e le trasmuta in una personalità di scenografo fantasiosa, tesa a sperimentare di continuo, dispersiva per eccesso di talento. Alla Scala firma spettacoli rimasti celebri collaborando con Maria Callas, Carlo Maria Giulini, Luchino Visconti. Tentato dal cinema, dissiperà il proprio patrimonio artistico e chiuderà tragicamente la propria avventura.
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Fornasetti Alla Scala
di Vittoria Crespi Morbio
editore: Umberto allemandi societa editrice
Centinaia di artisti hanno portato il proprio mondo sul palcoscenico della scala, ma nessuno come piero fornasetti (1913/1988)
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Beaton alla Scala
di Vittoria Crespi Morbio
editore: Allemandi
pagine: 117
Fotografo tra i piu` celebrati del novecento, ma anche diarista, scrittore, giornalista, disegnatore, scenografo per il cinema
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Cocteau alla Scala
di Vittoria Crespi Morbio
editore: Allemandi
pagine: 105
Suscitatore e catalizzatore di tutta la cultura francese del Novecento, Jean Cocteau (i 889/1963) regala alla Scala il proprio talento di scenografo. Il suo segno rado e luminoso, l'asciuttezza del tratto, l'eleganza e il nitore dei suoi spazi accolgono le musiche del balletto "La dame à la licorne", e compongono la stanza soffocante e chic dove la protagonista di "La voix humaine" di Poulenc insegue al telefono un amore impossibile e incontra la morte.
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Manzù alla Scala
di Vittoria Crespi Morbio
editore: Allemandi
pagine: 63
Amico personale di Stravinskij, Giacomo Manzù (Bergamo, 1908 - Roma, 1991) ne accompagna le sorti sul palcoscenico della Scala firmando gli allestimenti di "OEdipus Rex" (1964) e dell'"Histoire du soldat" (1966x1970). La sua concezione della "musica nello spazio", mediata dai giochi della luce, trova forma in bozzettixcollages e in modellini di argilla dai colori chiari e gessosi, scatole luminescenti che tradiscono l'amore per la materia e alludono al gesto scenico.
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