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Antenore: Medioevo e umanesimo

La biblioteca di Gio. Vincenzo Imperiale. (Genova, 1582-1648)

di Matteo Ceppi

editore: Antenore

pagine: 724

«Conviene dichiarare subito quello che il lavoro seguente soprattutto intende essere: l'edizione commentata di due inventari c
68,00

Copisti e filologi. La tradizione dei classici dall'antichità ai tempi moderni

editore: Antenore

pagine: 296

La storia della trasmissione dei testi greci e latini e della loro fortuna nel corso dei secoli è l'oggetto di questo manuale,
28,00

Annotazioni sul volgarizzamento del «Liber ruralium commodorum» di Pietro Crescenzi

di Vincenzo Borghini

editore: Antenore

pagine: 117

"Sulla base della Dedicatoria del 'Liber moralium commodorum', che Pietro Crescenzi rivolge a frate Almerigo Giliani da Piacenza, Maestro generale dei Domenicani (ordinis fratrum predicatorum generali magistro), è lecito ricavare soltanto la coincidenza cronologica tra il periodo della carica di Almerigo, svolta dal 1304 al 1311, e quello della compiuta stesura del trattato. Una seconda Dedicatoria, a Carlo II d'Angiò, re di Gerusalemme e di Sicilia, sembrerebbe autorizzarci ad anticipare il terminus ante quem al 1309, anno della morte del sovrano, per la consolatio e la delectatio del quale, oltre che per l'utilitas dei sudditi, l'opera è stata progettata ed eseguita. Evidentemente, i riferimenti contenuti nelle due Dedicatorie in parte si contraddicono: nella dedica a frate Almerigo, l'evocazione di re Carlo sembra coincidere solo con l'inizio della compilazione del trattato, per cui se ne deduce che la conclusione di questo dovrebbe essere successiva alla morte del sovrano; invece, nella dedica a Carlo d'Angiò, non solo si dichiara che l'opera è compiuta, ma anche che essa viene inviata al re dopo essere stata esaminata e approvata da Almerigo e dai Domenicani, oltre che dagli esperti in scienza naturale dell'Università di Bologna."
12,00

La «Spagna» nella letteratura cavalleresca italiana

di Franca Strologo

editore: Antenore

pagine: 480

"Il presente volume è stato approntato nel giro di nove anni di lavoro; non avrei saputo come condurre a termine l'impresa, se non fosse stato per i maestri che ho avuto il privilegio d'incontrare e che mi hanno guidata con il loro esempio e il loro sostegno. I miei più profondi ringraziamenti vanno a Michelangelo Picone, che fin dall'inizio ha creduto in questa ricerca, da lui ideata e promossa; e, insieme, a Georges Guntert, alla cui generosa fiducia e al cui fondamentale appoggio devo la possibilità stessa di avere avviato e proseguito una carriera accademica."
44,00

Dante, la sua biblioteca e lo studio di Bologna

di Luciano Gargan

editore: Antenore

pagine: 167

Nella "Commedia" i libri più amati dal poeta. Sulla biblioteca di Dante circolano ancora pesanti pregiudizi che vorrebbero farne una raccolta assai modesta, rispetto, ad esempio, a quella molto più ricca del Petrarca e ci si ostina a ripetere che, almeno nel periodo dell'esilio, Dante non poteva possedere molti libri a causa dei suoi continui spostamenti e degli scarsi mezzi economici a disposizione, dimenticando che, prima e dopo l'esilio, ogni città in cui egli soggiornò era in grado di fornirgli nuove opportunità di venire a contatto con i testi che lo interessavano. In mancanza di inventari antichi e di codici superstiti, questo testo si propone di ricostruire la biblioteca di Dante con Dante stesso attraverso una lettura mirata delle sue opere. Nella ricostruzione virtuale della biblioteca di Dante occupano un posto molto significativo il "Convivio" e il "De vulgari eloquentia", due libri scritti con i libri, dove Dante dimostra di poter attingere a piene mani a una gamma assai vasta di conoscenze (e quindi di testi letti e riletti) che era andato accumulando nel corso del tempo, mentre nella "Commedia" egli elabora in momenti successivi il canone di una propria biblioteca ideale, trasformando i suoi "libri peculiares" in personaggi che soggiornano all'interno del limbo, se poeti o filosofi pagani o formano le due corone di spiriti sapienti nel cielo del Sole, se teologi, mistici o dotti cristiani.
18,00
29,00

Lettere a Cristina di Lorena

 

editore: Antenore

24,00

Scritti su Dante

editore: Antenore

Il volume riunisce gli scritti di Vincenzio Borghini, storico e filologo, uomo di spicco della cultura fiorentina del secondo Cinquecento - oggi conservati in forma di abbozzi e appunti nella Biblioteca nazionale di Firenze, la Biblioteca Riccardiana e la Biblioteca Medicea Laurenziana - in cui lo studioso indaga l'opera dantesca, seguendo una rigorosa prospettiva filologica e una originale concezione linguistica. Borghini accoglie le sollecitazioni che gli provenivano dall'intenso e talvolta accanito dibattito letterario e poetico dell'epoca e non si sottrae ad alcuna polemica, anzi estende la sua valutazione critica agli scritti di Pietro Bembo e Girolamo Ruscelli, in aperto contrasto con il pamphlet contro la Commedia di Rodolfo Castravilla. L'introduzione al volume, oltre a illustrare i singoli testi che lo compongono, si propone di mettere in luce le intime ragioni e le circostanze della incompletezza degli scritti, apparentemente frammentari e dispersivi.
58,00

Bellunesi e feltrini tra umanesimo e rinascimento

editore: Antenore

pagine: 348

Il 5 novembre 1999 si tenne a Belluno il primo convegno interamente dedicato agli umanisti bellunesi
35,00
66,00

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