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Archinto: Lettere

«Su letti di asfodelo». Lettere a Caroline Fitzgerald

di Henry James

editore: Archinto

pagine: 110

Si presentano qui diciannove lettere - fino ad ora sconosciute e inedite - di Henry James a Caroline Fitzgerald (1865-1911) e
18,00

Sii fedele. Corrispondenza 1925-1935

editore: Archinto

pagine: 309

"Sei treu, sii fedele!" sussurra Alberich a Hagen nella I scena del II atto del "Crepuscolo degli dei", e Berg in una cartolina aveva mandato a Adorno il passo con il monito, citando però la musica senza le parole, e mettendo in imbarazzo il giovane allievo che tardò a riconoscerla. Fedele Adorno fu davvero, anche dopo la morte di Berg: fedele innanzitutto all'intuizione che lo aveva spinto nel 1925 a sceglierlo come insegnante di composizione, essendo fin da allora (prima del successo del "Woozzeck") ben consapevole della straordinaria grandezza del compositore viennese. Berg fu per Adorno il punto di riferimento negli anni della più intensa vocazione di compositore; il giovane Adorno fu per Berg un intellettuale capace di riconoscere e divulgare la grandezza dei protagonisti della Scuola di Vienna e un musicista dotato di autentico talento compositivo. Con una nota di Paolo Petazzi.
24,00

A presto, dunque, e a sempre. Lettere 1955-1990

editore: Archinto

pagine: 306

Il volume presenta in forma integrale la corrispondenza inedita tra Elena Croce e Maria Zambrano: documento straordinario sia del pensiero della Zambrano, le cui lettere costituiscono un autentico laboratorio filosofico, sia della scrittura di Elena Croce, di cui le lettere mettono in luce quelle qualità che la fanno partecipe della migliore tradizione memorialistica. L'apparato critico ricostruisce l'ordito delle vicende biografiche, culturali, sociali e politiche su cui l'epistolario s'intesse, delineando eventi e processi che hanno segnato la storia del Novecento e che trovano un vivido riflesso nelle considerazioni appassionate e lucide delle autrici.
20,00

Lettere dal fronte a Mario Puccini

di Giuseppe Ungaretti

editore: Archinto

pagine: 68

Tra le migliaia di soldati italiani impegnati nel 1917 sul fronte isontino, si trovano due scrittori già amici da qualche anno: Mario Puccini, ufficiale in servizio presso il Comando supremo della III armata, e Giuseppe Ungaretti, soldato semplice nel 19° reggimento, dove milita sin dal novembre del 1915 e dove ha maturato le drammatiche esperienze militari ispiratrici delle poesie del "Porto sepolto", pubblicato sul finire del 1916. E dell'accoglienza critica ricevuta da questo libriccino scrive Ungaretti in una delle prime lettere indirizzate a Puccini tra l'aprile e il dicembre di quell'anno funesto; come pure scrive, polemicamente, di d'Annunzio, che fa "le pose plastiche in ginocchio davanti ai feretri dinanzi al fotografo sempre immancabile". Ma in queste lettere Ungaretti racconta anche la sua vita difficile al fronte "macerato di malinconia" e tanto in cattiva salute da essere dichiarato inabile alle fatiche di guerra; per questo sarà avviato a un corso per diventare ufficiale contro la sua volontà di rimanere soldato tra i soldati, ritenendosi inadeguato a comandare e a dare ordini. E poi arriva Caporetto, che in una lettera di novembre Ungaretti racconta in tutta la sua drammaticità: "buttato via come una pietra da una violenza bruta" dopo aver visto "schiantati" tanti "docili, poveri compagni".
16,00

Lettere sul brodo

editore: Archinto

pagine: 144

Gli anni incalzano, gli anni pesano, e la vita di Aldo Buzzi sta per toccare il secolo
16,00

Storia di un'amicizia tra uno scrittore e un lettore. Lettere (1995-2001)

editore: Archinto

pagine: 165

Il carteggio tra Raffaele La Capria e un suo lettore, all'inizio a lui del tutto sconosciuto, Beppe Agosti, nasce "per caso" dal desiderio di quest'ultimo di conoscere un autore "famoso". Le lettere documentano il "rapporto tra uno scrittore e un lettore, tanto più interessante in quanto questo lettore non è un critico e nemmeno strettamente parlando un intellettuale addetto ai lavori, ma una persona sensibile che esprime liberamente le sue opinioni". La costanza e l'ammirazione dimostrate da Agosti riescono a smuovere l'indifferenza dello scrittore, che finisce col rivelare proprio a un "estraneo" il suo animo e i pensieri più riposti. Gli incontri diretti tra i due corrispondenti sono stati molto rari e sono dunque raccontati da Agosti come eventi straordinari, con un'esaltazione che, se a tratti può apparire eccessiva, è però giustificata dallo "stupore" della persona comune dinanzi al personaggio famoso.
16,00

Un filo d'acqua per dissetarsi. Lettere 1949-1969

editore: Archinto

pagine: 202

Due grandi poeti dialogano in un carteggio che, iniziato nel 1949, s'interrompe nel 1969. Sono Giuseppe Ungaretti, poeta affermato e internazionalmente riconosciuto, e il più giovane Vittorio Sereni, che in lui vede il maestro e l'immagine stessa della Poesia. Affetto e stima, confidenza e fiducia reciproci costituiscono il filo profondo che lega le lettere, anche quelle che si riferiscono ad aspetti editoriali, assai interessanti nel rivelare cosa significhi per un poeta il credere fino in fondo nella propria opera e per un editore il saper essere attento e fedele all'autore in cui crede.
16,00

Non posso tradurre il mio cuore. Lettere 1924-1940

editore: Archinto

pagine: 122

La corrispondenza intercorsa dal 1924 al 1940 tra Rabindranath Tagore e Victoria Ocampo costituisce la testimonianza - finora
15,00

Intanto rimaniamo uniti

Lettere ai figli

di Freud Sigmund

editore: Archinto

pagine: 284

Questo volume presenta un'ampia selezione delle lettere, per la gran parte inedite, scritte da Sigmund Freud a cinque dei suoi
25,00

Gli angeli di Cocteau. Lettere 1946-1954

editore: Archinto

pagine: 117

A Sanremo, alla fine della guerra, il diciannovenne Sergio Ferrero conosce Federico Almansi, il "celeste scolaro" protagonista dell'ultima stagione della poesia di Saba, e attraverso di lui entra in contatto con il poeta. Inizia così una corrispondenza che copre quasi un decennio (gli anni della maturazione di Ferrero e quelli del definitivo decadimento di Saba), in cui voci e ruoli appaiono da subito interscambiabili. Il giovane cerca rassicurazioni nel maestro; il "maestro" che tale non si è mai sentito, prigioniero della Trieste che ama e odia, ha bisogno di respirare l'aria fresca della giovinezza. Tra i due fa continuamente capolino la figura di Federico, con il sogno di un futuro nella letteratura ma anche le prime avvisaglie della malattia mentale che di lì a poco lo annienterà. Un carteggio che si legge come un romanzo, pieno di micro racconti esilaranti: il furto di una copia del "Canzoniere" architettato da Saba nella sua stessa libreria, la correzione delle bozze in un fumoso bar-biliardo nei pressi della stazione Centrale di Milano, un'arcadica lettura di poesie nei boschi con ragazzi arrampicati sugli alberi. Il tutto corredato da una prefazione, scritta da Ferrero ottantenne con la penna felice ed esatta di tanti suoi romanzi, che ci consegna un'immagine inedita e segreta di uno dei maggiori poeti del Novecento. Postfazione di Basilio Luoni.
14,00

Lettere da New York. 1929-1930

di Federico García Lorca

editore: Archinto

pagine: 106

Sbarcato in America nel giugno del 1929, Federico Garda Lorca vi rimase fino all'aprile del 1930. Affascinato e sconcertato dal dinamismo degli americani, dal miscuglio di razze, dai neri di Harlem, dal crollo di Wall Street - cui si trovò ad assistere per caso -, il giovane poeta spagnolo raccolse le sue impressioni nei versi di "Poeta en Nueva York". Le quindici lettere ai familiari, qui proposte insieme al testo della conferenza in cui Lorca illustrava quella raccolta, costituiscono una testimonianza sul soggiorno americano e una prima stesura dei temi elaborati in poesia. Prefazione di Angela Bianchini.
14,00

Norah. Con 15 litografie di Norah Borges

di Jorge L. Borges

editore: Archinto

pagine: 63

Nelle quindici litografie di Norah Borges, amatissima sorella del grande scrittore argentino, "dimenticate" per anni tra le carte di uno stampatore milanese, rivivono i paradisi perduti di una fanciullezza tenera e sognante che ha lasciato ad entrambi un'eredità di affetti e complicità sopravvissuti fino all'età adulta. Il grande scrittore argentino, nella prefazione, ricorda i giochi ("in tutti i nostri giochi, era sempre il capo") e le letture condivisi ("leggevamo insieme le "ficciones" di Wells, di Verne, delle Mille e una notte") e tratteggia un "elogio" della sorella da cui traspare tutta la stima e l'ammirazione per una donna che, finita in carcere durante una delle tante dittature argentine, "approfittava dell'obbligato ozio per insegnare disegno alle compagne di carcere, che erano donne di strada". A chiudere il libro c'è il resoconto della visita di Domenico Porzio a Borges nella sua casa di Maipú, dove lo scrittore ormai cieco lo riceve sorridente ed elegante aprendogli non solo le porte di una biblioteca che occupa anche la stanza da letto, ma soprattutto quelle di una memoria meravigliosa e commovente che attraversa gran parte del secolo scorso.
18,00

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