Carocci: Biblioteca di testi e studi
Spazio, differenza e ospitalità. La città oltre Henri Lefebvre
di Attilio Belli
editore: Carocci
pagine: 97
Può la "differenza" essere utilizzata come leva per una trasformazione delle città nell'era delle migrazioni e della globalizzazione del "religioso"? A partire dal contributo di Henri Lefebvre e dal suo concetto di spazio differenziale, il volume sviluppa una proposta radicale a favore della costruzione di uno spazio della gioia. Partire da Lefebvre offre lo spunto per affrontare le vicende delle differenze culturali e religiose nello spazio urbano in una prospettiva di riprogettazione di alcune parti della città che punti a una incontenibile ospitalità.
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La seconda generazione di migranti. Verso quale integrazione?
di Marco Orioles
editore: Carocci
pagine: 126
"Verso quale integrazione?" è la domanda che l'Italia deve porsi a fronte della consistenza raggiunta dalla seconda generazione di migranti (i figli degli immigrati stranieri). Quale modello di integrazione occorre seguire? Quello inclusivo degli Stati Uniti al tempo delle grandi migrazioni, orientato verso l'assimilazione culturale e la mobilità sociale, o quello della Francia contemporanea, apparentemente egualitario ma in realtà votato all'esclusione sociale e alla resistenza culturale? Il volume affronta questo nodo passando in rassegna i paradigmi teorici e i riscontri empirici proposti dalle scienze sociali, che hanno prontamente evidenziato le attuali criticità. Destano allarme, in particolare, le difficoltà riscontrate nella scuola. La tendenza dei giovani stranieri a prediligere percorsi brevi e orientati a un immediato inserimento lavorativo si pone in contraddizione con l'avvento della società della conoscenza, nella quale il successo professionale non è affatto garantito se non con adeguati strumenti e predisposizioni. Si rischia così di creare una sacca di marginalità che potrebbe provocare gravi conflitti sociali e mettere a repentaglio la coesione sociale del paese.
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Lavorare ai tempi di Vitruvio. Aspetti economici, giuridici e culturali in Roma antica
di Marina Frunzio
editore: Carocci
pagine: 102
Il tema del lavoro in Roma antica da sempre ha suscitato l'attenzione degli storici ed è stato sovente affrontato attraverso l'analisi di singoli aspetti che lo compongono. Così, studi squisitamente giuridici hanno palesato la loro insufficienza a cogliere la molteplicità delle problematiche coinvolte: sociali, culturali, politiche, economiche. Scopo del volume è quello di approntare una panoramica d'insieme, didatticamente efficace, capace di dare voce alle diverse componenti, restituendo un quadro il più possibile esauriente della complessità dell'argomento, all'interno del quale l'analisi delle fonti letterarie assume singolare rilievo. In particolare, viene esaminata criticamente la testimonianza dell'architetto Vitruvio, vissuto al crocevia delle grandi trasformazioni dell'epoca augustea, quando il contrasto tra la cultura dei ceti dominanti (riluttante a riconoscere dignità al "lavoro") e l'operosità di un popolo laborioso e spesso geniale diventa drammaticamente evidente.
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Marketing e desiderio. Una genealogia del capitalismo di consumo
di Silla cesare
editore: Carocci
pagine: 207
Nella nostra società, se vogliamo prosperare, dobbiamo consumare
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Dalla debolezza alla dipendenza. Comportamenti a rischio e uso di sostanze tra gli adolescenti
di Maria Adelaide Gallina
editore: Carocci
pagine: 135
Lo scenario che caratterizza il contesto sociale postmoderno ci pone di fronte a una civiltà-mondo che presenta diverse sfacce
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Didattica e tecnologie. Studi, percorsi e proposte
editore: Carocci
pagine: 117
Le tecnologie scatenano, soprattutto nel mondo dell'educazione, reazioni da "apocalittici" e "integrati"
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Quello che gli uomini non fanno. Il lavoro familiare nelle società contemporanee
di Lorenzo Todesco
editore: Carocci
pagine: 158
Che cosa è il lavoro familiare? Perché costituisce un elemento fondamentale della società in cui viviamo? Quale è il suo valore economico? Perché continua a ricadere principalmente sulle donne, nonostante i progressi nelle pari opportunità tra i sessi? Quali sono le conseguenze della divisione del lavoro familiare sulla stabilità di coppia e sul benessere psichico? Queste sono solo alcune delle domande a cui il volume intende dare risposta attraverso una rassegna della ricerca svolta finora. Il quadro che emerge mette in luce come il lavoro familiare sia un elemento complesso della realtà sociale, indispensabile per il funzionamento e il benessere delle famiglie, rispetto al quale molte questioni restano ancora aperte nonostante la grande mole di studi effettuata sull'argomento. Appare tuttavia chiaro che il lavoro familiare va ben oltre il mero disbrigo delle singole attività da cui è costituito, coinvolgendo complesse dinamiche a livello ideologico e identitarie. Inoltre, nonostante la questione venga non di rado data per scontata, le scelte nella gestione del lavoro familiare risultano essere gravide di conseguenze tanto per il percorso professionale e la vita familiare degli individui quanto per il benessere e le pari opportunità della società nel suo complesso.
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Transizioni. Bambini e adulti nella società dell'incertezza
editore: Carocci
pagine: 167
Le relazioni tra mondo degli adulti e mondo dei bambini rappresentano ormai un campo di studi con totale diritto di cittadinanza nella ricerca sociologica, in un'ottica che considera gli uni e gli altri come attori sociali a pieno titolo, investiti del compito di precisare e negoziare le proprie posizioni rispetto a un rapporto intergenerazionale complesso, spesso difficile e problematico, tuttora in corso di definizione. I genitori si interrogano sulle regole migliori per conciliare il diritto all'autonomia e all'espressione di sé dei bambini con la protezione necessaria e con gli skills oggi richiesti. Gli insegnanti si trovano a riflettere sui loro ruoli, sui rapporti con gli allievi e con le nuove esigenze espresse dalle famiglie, in presenza di stili di vita a volte in contrasto con l'organizzazione scolastica. Nel triangolo relazionale che si stabilisce, i bambini rappresentano una spinta all'innovazione culturale e sociale all'interno delle famiglie e nel rapporto di queste con le istituzioni, nonché il riflesso di problematiche esogene che riguardano il vivere in spazi urbani e i rischi ad essi associati, fonti di insicurezze e timori, in società in rapida trasformazione.
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Visioni intenzionali. Sguardi esperti, materialità e immaginario in ricerche di etnografia visiva
di Felice Tiragallo
editore: Carocci
pagine: 151
"Visioni intenzionali" è una proposta d'interpretazione degli approcci visivi alla conoscenza nel lavoro etnografico, basata su alcune esperienze di ricerca ripensate, riconsiderate e presentate all'interno del dibattito attuale sulla visual anthropology, in cui il vedere gli altri e vedere come vedono gli altri diventano lo scopo plausibile della ricerca etnografica solo se si mette in gioco e si considera l'intero campo delle relazioni sociali fra chi osserva e chi è osservato. Fare un film etnografico, fare un'indagine fotografica è lasciare la traccia di un rapporto complesso che lega e fonde i due poli reciproci del vedere e dell'essere visti. Vedere "etnograficamente" attraverso il film significa anche consegnarsi a un dialogo e a una condivisione sociale difficile e rischiosa, ma che può consentire l'accesso a forme di conoscenza diverse e non antagoniste a quelle espresse dal testo scritto. Il libro esplora e riflette su queste possibilità d'indagine considerando temi etnografici come lo spopolamento rurale, le abilità tessili, le nuove articolazioni del dono cerimoniale e la memoria dello sguardo positivista in vari luoghi della Sardegna contemporanea.
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Discorsi d'attualità. Dal «postmoderno» ai nuovi orizzonti della cultura
editore: Carocci
pagine: 262
Viviamo una fase delicata di passaggio e transizione, che sembra toccare più o meno tutti i campi della nostra realtà. Ci sono elementi per diagnosticare addirittura un cambio d'epoca: dal "postmoderno" costruttivista, con il suo diniego radicale di poter raggiungere qualsiasi realtà, a un tipo di "new realism" (Maurizio Ferraris) o "età di autenticità" (Edward Docx). Un cambio che non riguarda solo la filosofia, la critica letteraria, l'arte e l'architettura, ma anche la ricerca, la politica e i media, così come il mondo finanziario, dove il crollo di Wall Street nel 2008 ha segnato una svolta decisiva. L'Istituto Svizzero di Roma ha organizzato nel 2012 i "Discorsi d'attualità" con l'intento di suscitare un dibattito aperto, vivo e sfaccettato su alcuni dei temi scottanti dell'oggi, analizzandoli in una prospettiva storico-comparativa, che desse conto della transizione, reale o percepita che fosse. Il presente volume raccoglie i contributi di 18 eminenti specialisti, provenienti dalla Svizzera, l'Italia e la Germania, che hanno partecipato alla costruzione di questa istantanea del presente, ciascuno nel rispettivo campo d'eccellenza.
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Lo studio dell'antichità. Giorgio Pasquali e i filologi classici
di Fausto Giordano
editore: Carocci
pagine: 133
È noto che lo studio dell'antichità viene rinnovato dalla continua trasformazione dei legami concettuali che si possono stabilire con i testi e con le testimonianze materiali pervenutici attraverso un secolare processo di trasmissione e di decifrazione. Il volume intende dare conto dei criteri di giudizio in base ai quali il filologo Giorgio Pasquali (Roma 1885-Belluno 1952), durante la prima metà del secolo XX, valutò l'approccio ai documenti antichi messo in atto da alcuni dei più noti classicisti, sia italiani che stranieri, oltre che da alcuni scrittori della letteratura nazionale. In tali analisi, che esercitarono una notevole influenza sulla cultura italiana, anche al di là del ristretto ambito degli antichisti, egli non limitò il campo delle proprie ricerche alla rievocazione di dati cronachistici pertinenti, esclusivamente o prevalentemente, al vissuto biografico dei singoli studiosi, ma offrì, invece, un interessante spaccato metodologico di storia degli studi classici.
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La punteggiatura dei bambini. Uso, apprendimento e didattica
editore: Carocci
pagine: 254
In quale modo i bambini usano i segni di punteggiatura? Quali segni si apprendono prima, e quali costituiscono invece i principali nodi di difficoltà per gli apprendenti? La didattica tradizionale è in linea con il naturale percorso di apprendimento della punteggiatura? E che cosa si può fare per renderne più efficace l'insegnamento a scuola? Il volume, che presenta i risultati di una ricerca condotta presso il Dipartimento formazione e apprendimento della Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana (SUPSI), propone risposte concrete a questi e altri interrogativi, colmando una lacuna che ha caratterizzato la letteratura scientifica sull'argomento, da tempo concentrata sugli aspetti diacronici e sincronici del sistema interpuntivo, e meno incline a indagarne le implicazioni didattiche. A partire da testi reali e da sperimentazioni condotte nelle scuole primarie, si delineano i tratti di una nuova didattica dell'interpunzione che rispetti l'evoluzione delle competenze linguistiche del bambino e, soprattutto, le sorprendenti capacità della mente infantile.
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