Città Nuova: Società e socialità
L'ingenuità e la politica. I giovani e le generazioni
di Alberto Lo Presti
editore: Città Nuova
pagine: 115
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Sovrastruttura e struttura. Saggio sulla genesi dello sviluppo economico
di Rocco Pezzimenti
editore: Città Nuova
pagine: 232
Struttura e sovrastruttura
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Politica e religione. La secolarizzazione nella modernità
di Rocco Pezzimenti
editore: Città Nuova
pagine: 287
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I principi della democrazia
Una ricerca nell'era dell'inter-dipendenza
di Lo Presti Alberto
editore: Città Nuova
pagine: 144
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Persona società Stato
Rosmini e i cattolici liberali
di Pezzimenti Rocco
editore: Città Nuova
pagine: 300
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Apocalittica, terrorismo e rivoluzione. Radici religiose della violenza politica
di Pasquale Arciprete
editore: Città Nuova
pagine: 720
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L'idea dei partiti da Hobbes a Burke
di Luigi Compagna
editore: Città Nuova
pagine: 288
La distinzione consapevole ed esplicita tra fazioni e partiti, e con essa la moderna idea dei partiti, risale al costituzionalismo inglese del XVIII secolo, segnatamente a Edmund Burke e alla sua rivendicazione di "onorevoli connessioni" per il buon funzionamento del sistema politico. Un'idea, quindi, legata alla storia, alle istituzioni, alle procedure di quel governo rappresentativo e responsabile che, come nuova prassi costituzionale, aveva segnato l'esperienza dell'Inghilterra di Walpole. Invece in Francia si considerarono i partiti "parti" contro il "tutto": alla cultura politica dell'illuminismo francese il modello inglese parve fondamentalmente legato alla court, lontano dal country, ristretto a un'oligarchia imperniata sulla corruzione parlamentare, povero di tensione ideologica. Di qui uno dei più irriducibili motivi di antitesi fra "evoluzione" inglese e "rivoluzione" francese: da un lato l'esigenza dei partiti, dall'altro lato l'avversione a essi. In questo libro si cerca di ricostruire i diversi aspetti, anche alla luce di ciò che ha significato la riflessione sui partiti nella storia del liberalismo e della democrazia.
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Storia dell'azione cattolica negli anni Settanta
di Vittorio De Marco
editore: Città Nuova
pagine: 256
Gli anni Settanta rappresentano per l'Italia un decennio difficile dal punto di vista sociale, politico, economico e religioso. Sono anni delicati anche per la Chiesa e il mondo cattolico che vivono le turbolenze del postconcilio. L'Autore ricostruisce la storia dell'Azione Cattolica tra il varo del nuovo statuto nel 1969 e la IV assemblea del 1980, avvalendosi di una documentazione in parte inedita proveniente dallo stesso archivio dell'Azione Cattolica; anni in cui l'Associazione, di fronte al mutare dello scenario ecclesiale, sociale e culturale, si interroga sulla sua identità, tra l'opzione negativa (riduzione dell'impegno nel temporale) e la connotazione positiva (impegno pastorale, educazione permanente, ecc.) alla ricerca di un nuovo modo, adeguato ai nuovi tempi, di essere laici formati e presenti nella Chiesa italiana.
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Lavoro e dottrina sociale cristiana. Dalle origini al Novecento
di Antonio Maria Baggio
editore: Città Nuova
pagine: 248
Fin dagli inizi il cristianesimo ha dimostrato un forte interesse per l'attività lavorativa
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Eubiosia. La bioetica della «buona vita»
di Francesco Bellino
editore: Città Nuova
pagine: 192
Nella società contemporanea la morte appare all'uomo postmoderno come un evento assurdo, irrazionale, da negare e da ridurre sotto il proprio dominio. Contro questo atteggiamento, all'origine di fenomeni quali l'eutanasia e l'aggressività terapeutica, è necessario costruire una nuova cultura che invece di negare la morte e di medicalizzarla, insegni ad integrarla nella vita. È la proposta che in queste pagine l'autore indica con il nome di eubiosia (letteralmente, la buona vita): si tratta di una cultura del dono (alla base, ad esempio, della pratica del trapianto di organi) e della biosolidarietà fondata sul rispetto della dignità dell'uomo in ogni fase della vita.
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L'economia la felicità e gli altri. Un'indagine su beni e benessere
di Luigino Bruni
editore: Città Nuova
pagine: 240
È vero che più si possiede più si è felici? Oggi è sempre più chiaro che la risposta è: "No"; non necessariamente, almeno. Si tratta di uno dei cosiddetti "paradossi della felicità" a cui le scienze economiche, in tempi recenti, stanno dedicando nuovamente un'attenzione particolare. Attraverso lo studio della storia della felicità in economia, da Aristotele ai nostri giorni, le presenti pagine intendono sottolineare come sia soprattutto il connubio tra felicità, beni e rapporti interpersonali a fornire una chiave di lettura originale del rapporto tra beni e benessere. Delineando inoltre i primi elementi di una teoria della felicità in economia, lo studio si propone come approfondimento di un tema ancora poco esplorato ma di grande attualità.
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