fbevnts Saggi storia e scienze sociali - tutti i libri della collana Saggi storia e scienze sociali, Donzelli - Librerie Università Cattolica del Sacro Cuore | Pagina 14
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Donzelli: Saggi storia e scienze sociali

Lo spirito gregario. I gruppi universitari fascisti tra politica e propaganda (1930-1940)

di Duranti Simone

editore: Donzelli

pagine: XII-403

Quale fu il ruolo svolto dai GUF (Gruppi universitari fascisti) negli anni trenta a supporto della politica di ricerca del con
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Dal manoscritto alla stampa. La letteratura volgare del medioevo

di Chaytor Henry J.

editore: Donzelli

pagine: IX-197

L'invenzione della stampa ha segnato una svolta decisiva nella storia della civiltà, ha cambiato il nostro modo di concepire l
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24,00

Gidibì. Un maestro di giornalismo

di Papuzzi Alberto

editore: Donzelli

pagine: 167

Autoritario, narcisista, impietoso, indipendente, dotato di un fiuto finissimo per la notizia, dal 1948 al 1968 direttore dell
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Naufraghi della pace. Il 1945, i profughi e le memorie divise d'Europa

editore: Donzelli

pagine: 269

"Naufraghi nella tempesta della pace": un documentario della "Settimana Incom" del 1947 evocava così la tragedia dei profughi dell'Istria. Si aggiungevano a milioni e milioni di altri "naufraghi", frutto degli sconvolgimenti della guerra e del dopoguerra: milioni di persone sradicate dalla propria terra dalle deportazioni operate dalla Germania nazista e dalla Russia staliniana, ex prigionieri, donne e uomini in disperata fuga dall'inferno della Shoah o dalle zone martoriate dagli spostamenti del fronte. E a questa marea di profughi se ne somma un'altra, alimentata da milioni di persone espulse a forza dai paesi dell'Europa centro-orientale. Il dramma delle popolazioni tedesche ha qui un rilievo centrale: già con la fuga disperata davanti all'Armata rossa nell'ultima fase della guerra, e poi con le espulsioni dell'immediato dopoguerra dalla Cecoslovacchia, dalla Polonia, dall'Ungheria, dalla Romania, dalla Jugoslavia, ove il loro dramma si aggiunge a quello degli italiani dell'Istria. Si pensi ai polacchi e agli ucraini vittime di feroci espulsioni reciproche da territori in cui avevano convissuto per secoli, e ad altre sofferenze ancora: si inizieranno allora a intravedere i contorni di una fra le pagine più rimosse della storia europea. Questo studio illumina alcuni squarci di questa vicenda, in cui drammi personali e collettivi si intrecciano, ed evoca le ferite di memoria che quel trauma ha lasciato.
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Il dialogo tra le culture. Diversità e conflitti come risorse di pace

editore: Donzelli

pagine: XVI-413

Qual è lo spazio che i temi della pace e del dialogo tra le culture possono guadagnarsi nell'attuale fase di globalizzazione?
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La moralità del Welfare. Contro il neoliberismo populista

di Pennacchi Laura

editore: Donzelli

pagine: XII-260

.Welfare state. è ormai diventata un'espressione sconveniente. Da qualche tempo impera una sorta di tirannia degli stereotipi del neoliberismo, impostasi sia sul piano teorico che su quello empirico. Va di moda predicare la destatalizzazione, il trionfo di un ordinamento privatistico su scala globale, l'integrazione pre-politica e pre-statale della società mondiale affidata all'automatico coordinamento del mercato, l'isolamento e la spoliticizzazione dei cittadini, che renderebbero superflua la creazione della cittadinanza e dell'identità civica. Nonostante i ripetuti fenomeni di crisi (specie finanziaria) che attraversano le nostre economie e le nostre società, il neoliberismo non si mostra per niente in disarmo; l'ultima tendenza, che nella versione nostrana ha conosciuto recenti successi editoriali, sta nella sua aggressiva riproposizione .populista., volta a criticare gli eccessi del .mercatismo., e a rilanciare strategie - o tattiche? - di autodifesa protezionistica. Laura Pennacchi affronta in modo ragionato questi influenti luoghi comuni, troppo spesso subiti acriticamente, e ne discute con rigore e competenza, senza rinunciare a quella vis polemica che sembra ormai smarrita. Ne scaturisce una difesa convinta e convincente non solo dell'efficacia, ma anche della moralità delle politiche di redistribuzione, cui lo Stato non può rinunciare se vuole ancora perseguire il suo conclamato presupposto di equità.
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Guernica, 1937. Le bombe, la barbarie, la menzogna

di Angelo D'Orsi

editore: Donzelli

pagine: 257

Ci sono nomi che sono simboli, eventi che sono fatti storici, fatti storici che segnano epoche, epoche contrassegnate da fatti e nomi che ne incarnano l'essenza. Guernica - città basca bombardata il 26 aprile 1937 dall'aviazione nazista con l'aiuto di aerei dell'Italia fascista - è uno dei simboli dell'epoca di ferro e fuoco che è il periodo fra le due guerre. Il fascismo trionfa, Hitler fa piani di assalto al mondo, in Urss e nella guerra civile spagnola, lo stalinismo mostra il suo volto feroce. È l'annus horribilis 1937, e le bombe sganciate in un giorno di mercato su civili inermi ne sono il simbolo: la capacità di individui e di gruppi di commettere crimini efferati contro l'umanità stessa viene per la prima volta pianificata con scientifica sistematicità. Se le Torri Gemelle sono state considerate un'icona del XXI secolo, Guernica, nella drammatica raffigurazione offertane da Fabio Picasso, lo è sicuramente del XX. Picasso pone il problema dell'impegno degli intellettuali. Può l'arte lottare contro la barbarie? Guernica è anche l'uso spregiudicato della menzogna: avvenuto il fatto, Franco da la colpa ai "rossi", versione accreditata dalla stampa. La costruzione delle "false notizie" e il ruolo dei giornalisti sono questioni di ieri o di oggi? Guernica è prova generale della guerra totale, come il secondo conflitto mondiale saprà essere, fornendo modelli che toccheranno l'apice con Hiroshima e Nagasaki, ripresi e perfezionati negli anni delle nostre guerre infinite e globali.
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Storia del sistema bancario italiano

di Giordano Francesco

editore: Donzelli

pagine: XIII-270

Nel corso del '900, la storia economica dell'Italia si riflette in larga misura nella storia del sistema bancario italiano, de
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Farinacci. Il radicalismo fascista al potere

di Matteo Di Figlia

editore: Donzelli

pagine: 269

Cosa fu il radicalismo fascista? Quale il ruolo che Mussolini intendeva cedergli nelle diverse fasi del ventennio? Il volume tenta di rispondere a tali interrogativi concentrandosi sulla figura chiave di tutto l'intransigentismo, Roberto Farinacci, che sino alla fine degli anni trenta impersonò la figura del leader fascista in una versione diversa da quella di Mussolini, in modo persino contraddittorio rispetto a essa. Prima ras di Cremona, poi capace organizzatore di uno squadrismo interprovinciale, guidò la riscossa fascista che neutralizzò le reazioni all'omicidio Matteotti. Ottenuta in questo modo la guida della segreteria generale del Pnf, fu in grado di esercitare un forte ascendente sia sul partito che sulla vasta corrente radicale, assumendo così troppo potere per non destare la diffidenza del duce. Per questo venne ostracizzato, messo all'indice, spiato dalla stessa polizia politica fascista. Eppure, Mussolini non se ne liberò mai. Con la svolta filonazista e antisemita del 1936, Farinacci tornò in auge. Fu in quegli anni che la sua tensione verso una lotta perenne e maniacale contro ogni forma di "afascismo" si dimostrò intrinseca al tessuto connettivo del regime. Questo volume offre un contributo innovativo alla riflessione sulla figura di Farinacci, partendo "non solo da una ricerca documentaria di prima qualità, ma da una visione fresca, da un'introiezione del mutare dei tempi e delle prospettive storiografiche", come scrive Salvatore Lupo.
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Voglia d'America. Il mito americano in Italia tra Otto e Novecento

di Dall`osso Claudia

editore: Donzelli

pagine: V-137

L'americanizzazione del costume di vita in Italia è un fenomeno che si è sviluppato in modo massiccio soprattutto dal secondo
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Aspromonte. Natura e cultura nell'Italia estrema

editore: Donzelli

pagine: XIII-271

L'Aspromonte è indubbiamente un'area marginale ed arretrata rispetto a numerosi indicatori qualitativi e quantitativi di natur
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