Donzelli: Saggi storia e scienze sociali
Donne e uomini migranti. Storie e geografie tra breve e lunga distanza
editore: Donzelli
pagine: XXXI-380
Quanto pesa, nelle scelte migratorie, l'idea di andare all'estero o di restare in patria? Perché in molti casi gli uomini e le
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Democrazia e terrore. Le dinamiche della repressione nell'era di Stalin
di Goldman Wendy Z.
editore: Donzelli
pagine: V-296
Cosa significava vivere giorno per giorno nel clima del Grande terrore? Grazie all'apertura di archivi finora inaccessibili, l
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Le ciminiere non fanno più fumo. Canti e memorie degli operai torinesi. Con CD Audio
editore: Donzelli
pagine: XXI-728
Dopo l'incursione nel mondo sonoro contadino compiuta nel volume "Senti le rane che cantano
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Reggio 1970. Storie e memorie della rivolta
di Cuzzola Fabio
editore: Donzelli
pagine: XI-203
I fuochi del Sessantotto e dell'autunno caldo non sono ancora sopiti, quando scoppia, quanto mai inaspettata, una rivolta viol
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Media ed etica. Regole e idee per le comunicazioni di massa
di Stella Renato
editore: Donzelli
pagine: XX-234
Fin dove è lecito parlare di sesso, di eutanasia o di fecondazione assistita in televisione? È bene che un neonazista, un mafi
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Il papa e il diavolo. Il Vaticano e il Terzo Reich
di Wolf Hubert
editore: Donzelli
pagine: 323
I rapporti tra la Santa Sede e il Terzo Reich sono da sempre stati oggetto di controversie, ipotesi ardite, leggende e mitolog
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Lo spirito gregario. I gruppi universitari fascisti tra politica e propaganda (1930-1940)
di Duranti Simone
editore: Donzelli
pagine: XII-403
Quale fu il ruolo svolto dai GUF (Gruppi universitari fascisti) negli anni trenta a supporto della politica di ricerca del con
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Dal manoscritto alla stampa. La letteratura volgare del medioevo
di Chaytor Henry J.
editore: Donzelli
pagine: IX-197
L'invenzione della stampa ha segnato una svolta decisiva nella storia della civiltà, ha cambiato il nostro modo di concepire l
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Gidibì. Un maestro di giornalismo
di Papuzzi Alberto
editore: Donzelli
pagine: 167
Autoritario, narcisista, impietoso, indipendente, dotato di un fiuto finissimo per la notizia, dal 1948 al 1968 direttore dell
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Naufraghi della pace. Il 1945, i profughi e le memorie divise d'Europa
editore: Donzelli
pagine: 269
"Naufraghi nella tempesta della pace": un documentario della "Settimana Incom" del 1947 evocava così la tragedia dei profughi dell'Istria. Si aggiungevano a milioni e milioni di altri "naufraghi", frutto degli sconvolgimenti della guerra e del dopoguerra: milioni di persone sradicate dalla propria terra dalle deportazioni operate dalla Germania nazista e dalla Russia staliniana, ex prigionieri, donne e uomini in disperata fuga dall'inferno della Shoah o dalle zone martoriate dagli spostamenti del fronte. E a questa marea di profughi se ne somma un'altra, alimentata da milioni di persone espulse a forza dai paesi dell'Europa centro-orientale. Il dramma delle popolazioni tedesche ha qui un rilievo centrale: già con la fuga disperata davanti all'Armata rossa nell'ultima fase della guerra, e poi con le espulsioni dell'immediato dopoguerra dalla Cecoslovacchia, dalla Polonia, dall'Ungheria, dalla Romania, dalla Jugoslavia, ove il loro dramma si aggiunge a quello degli italiani dell'Istria. Si pensi ai polacchi e agli ucraini vittime di feroci espulsioni reciproche da territori in cui avevano convissuto per secoli, e ad altre sofferenze ancora: si inizieranno allora a intravedere i contorni di una fra le pagine più rimosse della storia europea. Questo studio illumina alcuni squarci di questa vicenda, in cui drammi personali e collettivi si intrecciano, ed evoca le ferite di memoria che quel trauma ha lasciato.
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Il dialogo tra le culture. Diversità e conflitti come risorse di pace
editore: Donzelli
pagine: XVI-413
Qual è lo spazio che i temi della pace e del dialogo tra le culture possono guadagnarsi nell'attuale fase di globalizzazione?
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La moralità del Welfare. Contro il neoliberismo populista
di Pennacchi Laura
editore: Donzelli
pagine: XII-260
.Welfare state. è ormai diventata un'espressione sconveniente. Da qualche tempo impera una sorta di tirannia degli stereotipi del neoliberismo, impostasi sia sul piano teorico che su quello empirico. Va di moda predicare la destatalizzazione, il trionfo di un ordinamento privatistico su scala globale, l'integrazione pre-politica e pre-statale della società mondiale affidata all'automatico coordinamento del mercato, l'isolamento e la spoliticizzazione dei cittadini, che renderebbero superflua la creazione della cittadinanza e dell'identità civica. Nonostante i ripetuti fenomeni di crisi (specie finanziaria) che attraversano le nostre economie e le nostre società, il neoliberismo non si mostra per niente in disarmo; l'ultima tendenza, che nella versione nostrana ha conosciuto recenti successi editoriali, sta nella sua aggressiva riproposizione .populista., volta a criticare gli eccessi del .mercatismo., e a rilanciare strategie - o tattiche? - di autodifesa protezionistica. Laura Pennacchi affronta in modo ragionato questi influenti luoghi comuni, troppo spesso subiti acriticamente, e ne discute con rigore e competenza, senza rinunciare a quella vis polemica che sembra ormai smarrita. Ne scaturisce una difesa convinta e convincente non solo dell'efficacia, ma anche della moralità delle politiche di redistribuzione, cui lo Stato non può rinunciare se vuole ancora perseguire il suo conclamato presupposto di equità.
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