Edb: Lampi
Le religioni nello spazio pubblico. Contributo per una società pacifica
di Jean-Marc Ferry
editore: Edb
pagine: 72
In che modo le religioni, nella loro varietà, possono partecipare alla scena pubblica e al dialogo civile in un contesto attra
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Donne. Cinque sguardi sulla condizione femminile
editore: Edb
pagine: 56
La storia delle donne non esiste
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Un moscerino stupefatto. Lettere d'amicizia
di Jacques Maritain
editore: Edb
pagine: 120
Un fascio di lettere scritte tra l'aprile 1958 e il giugno 1973 documenta l'amicizia, discreta ma intensa, tra don Giovanni St
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Contro i ladri di speranza. Come la Chiesa resiste alle mafie
di Naro Massimo
editore: Edb
pagine: 72
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Diario intimo
di John Henry Newman
editore: Edb
pagine: 88
"Quand'ero protestante, la mia vita era tranquilla e la mia preghiera infelice; da quando sono cattolico, la mia vita è infeli
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La messa di quest'anno e altre novelle di Natale
di Luigi Pirandello
editore: Edb
pagine: 96
Nelle Novelle per un anno, Pirandello propone cinque diversi sguardi sul giorno di Natale
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Le olimpiadi come religione moderna. La dimensione universale della competizione sportiva
di Jürgen Moltmann
editore: Edb
pagine: 48
Sin dall'inizio l'idea olimpica fu un'idea politica in grado di coniugare l'enorme capacità dello sport di agire come «paraful
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Il brusio del pettegolo. Forme del discredito nella società e nella Chiesa
di Dario Edoardo Viganò
editore: Edb
pagine: 80
«Il pettegolo ha i tratti del potente, del legislatore e del giudice
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Il tempo esploso. Filosofia e comunicazione nell'epoca di Twitter
di Fabris Adriano
editore: Edb
pagine: 48
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Rimozione di un genocidio. La memoria lunga del popolo armeno
editore: Edb
pagine: 56
In una notte di fine giugno del 1915, tre donne, un uomo e un bambino rimasto senza genitori scappano verso le montagne. L'esercito turco ha lasciato nel loro villaggio solo morti e rovine, una delle tante prove del genocidio armeno avvenuto tra il 1915 e il 1922. I cinque fuggiaschi hanno perso tutto, ma riescono a portare in salvo un prezioso libro liturgico conservato da sette secoli in un monastero. È alto quasi un metro e pesa poco meno di trenta chili. È il prezioso brandello di memoria di un popolo massacrato e disperso. Nella lunga e tormentata storia del popolo armeno, da sempre ponte tra Oriente e Occidente, due elementi si sono rivelati fondamentali: l'adesione al cristianesimo e l'invenzione dell'alfabeto, che con le sue 39 lettere segue come un perfetto strumento tutte le sfumature fonetiche di una lingua antichissima. Il destino di testimonianza e di martirio che spesso toccò a comunità disperse e finite sotto il giogo dei più svariati dominatori - dal sultano ottomano Abdul-Hamid II al governo dei "Giovani Turchi" - rese indispensabile il possesso di un "libro", di solito un testo sacro, da portare con sé come prezioso pegno salvifico. Una "casa di parole" per continuare a vivere e poter conservare la memoria religiosa e civile dopo le persecuzioni, i massacri e le umilianti rimozioni che la storia talvolta riserva.
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