fbevnts Piccola filosofia di viaggio - tutti i libri della collana Piccola filosofia di viaggio, Ediciclo - Librerie Università Cattolica del Sacro Cuore | Pagina 2
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Ediciclo: Piccola filosofia di viaggio

La voce delle case abbandonate. Piccolo alfabeto del silenzio

di Mario Ferraguti

editore: Ediciclo

pagine: 93

La collana "Piccola filosofia di viaggio" invita Mario Ferraguti, scrittore, esploratore curioso, a raccontarci il mistero delle case abbandonate. Con lui ascoltiamo la loro voce, impariamo a riconoscerne i colori, i segni del tempo, i fantasmi della vita e l'assedio della natura.
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Lo spirito dei piedi. Piccoli passi alla ricerca della verità

di Andrea Bellavite

editore: Ediciclo

pagine: 88

La collana "Piccola filosofia di viaggio" invita Andrea Bellavite, filosofo, teologo, scrittore e viandante a spiegare come il
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Il pescatore di tempo. Piccole storie di pesca in acque dolci

di Michele Marziani

editore: Ediciclo

pagine: 91

La collana "Piccola filosofia di viaggio" invita lo scrittore Michele Marziani a raccontare come anche il più modesto dei pescatori d'acqua dolce, nella sua ossessione sentimentale che può trasformare una trota in Moby Dick, assecondi la propria passione per fuggire dall'ordinario, restare per sempre bambino e diventare nascostamente filosofo.
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Il passo delle stagioni. Piccolo diario della natura alpina

di Gianni Gasparini

editore: Ediciclo

pagine: 96

La collana "Piccola filosofia di viaggio" invita Gianni Gasparini, sociologo e poeta, a dare voce alla bellezza della natura in montagna attraverso la descrizione della grazia minuta di un fiore comune o del maestoso portamento di un albero che in un bosco spicca a migliaia di altri, una bellezza a cui tutti aspiriamo nel profondo.
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L'incanto del rifugio. Piccolo elogio della notte in montagna

di Enrico Camanni

editore: Ediciclo

pagine: 96

La collana "Piccola filosofia di viaggio" invita Enrico Camanni, alpinista, giornalista e scrittore, a raccontare le storie ch
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La vocazione di perdersi. Piccolo saggio su come le vie trovano i viandanti

di Franco Michieli

editore: Ediciclo

pagine: 96

La collana "Piccola filosofia di viaggio" invita Franco Michieli, geografo ed esploratore, a raccontare come perdersi e imboccare una strada imprevista sia un buon modo per rinnovarsi. Tutto cambia se si impara a leggere la natura. Non solo si recupera le capacità di orientamento, ma anche la dimensione spirituale che nasce da questa straordinaria esperienza.
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Il piacere della gentilezza. Piccolo trattato sulla buona educazione nell'era globale

di Bertrand Buffon

editore: Ediciclo

pagine: 91

La collana "Piccola filosofia di viaggio" invita Bertrand Buffon, specialista di comunicazione e retorica, a indagare sulla natura della gentilezza come arte della relazione tra gli uomini e come strumento per sapersi orientare con intelligenza e sensibilità negli orizzonti sempre più vasti della civiltà globalizzata.
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La seduzione dell'avventura. Piccole scuse per fughe verso l'ignoto

di Alberto Sciamplicotti

editore: Ediciclo

pagine: 91

La collana "Piccola filosofia di viaggio" invita Alberto Sciamplicotti, viaggiatore, scialpinista, fotografo e videomaker, ad accompagnare il lettore lungo gli incerti sentieri che conducono l'uomo a soddisfare il suo bisogno di avventura e di sfida all'ignoto.
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Il respiro delle grotte. Piccole divagazioni sulla profondità

di Natalino Russo

editore: Ediciclo

pagine: 95

La collana "Piccola filosofia di viaggio" invita Natalino Russo, speleologo e giornalista, a riflettere sulle ragioni che muovono gli esploratori del mondo sotterraneo.
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La libertà del cavalcare. Piccolo trattato sul viaggio a cavallo

di Laurence Bougault

editore: Ediciclo

pagine: 93

Viaggiare a cavallo è vivere una complicità spirituale con una mole animata e fremente di muscoli e nervi scattanti. Ma è anche l'esperienza, diversa da ogni altra, di "entrare nel paesaggio", di sentirsi, attraverso la propria cavalcatura, parte stessa del paesaggio. Galoppare a spron battuto nel bosco con i bagliori della luce tra il fogliame, nell'aria piena dei sentori delle criniere, sentire lo stretto contatto con l'incavo della sella e con la groppa dell'animale; oppupre scegliere un'andatura più lenta, puntando lo sguardo all'orizzonte, cullati in una danza sospesa sul mondo intorno.
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Il tao della bicicletta. Piccole meditazioni ciclopediche

di Julien Leblay

editore: Ediciclo

pagine: 96

Il cicloviaggiatore è una creatura strana. Ciascuno di noi ne ha visto uno chiedere dell'acqua, passare davanti alla propria porta o fermarsi nella piazza del paese. Nei tratti segnati del suo viso, si legge una profonda serenità, una felicità immensa. La sua mitezza è tale che si vorrebbe invitarlo a superare la soglia della propria porta. Dopo aver riempito la sua borraccia o averlo istruito sulla strada, lo si osserva gelosamente ripartire con spensieratezza e leggerezza. Ma chi è? Chi è quest'uomo solitario che sembra così felice anche senza famiglia, senza amici, senza casa? Sereno, generoso e a mille miglia dalla nostra società bulimica, il cicloviaggiatore erra dalle montagne alle pianure, dalle foreste ai deserti, senza preoccuparsi delle intemperie o delle terribili salite ai passi, o delle strade sabbiose o infangate. Supera i pericoli della strada, riceve la benedizione dei suoi anfitrioni e si lascia sedurre dallo slancio della sua bici che lo porta da nuove partenze a nuovi arrivi.
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L'ebrezza del camminare. Piccolo manifesto in favore del viaggio a piedi

di Émeric Fisset

editore: Ediciclo

pagine: 96

Nell'epoca in cui vanno di moda le forme di viaggio rapide e facili, perché l'andare a piedi resta un modo privilegiato di relazionarsi con il mondo? Perché permette una più intensa sottigliezza dello sguardo sulla natura e una più grande disponibilità verso gli altri? Quali sono i luoghi del pensiero ai quali accede il camminatore di lungo corso? Grazie alla diversità dei terreni e del clima che egli affronta, al rapporto specifico che intesse con i luoghi che attraversa, il viaggiatore a piedi prova scoperte e sensazioni particolari, intimamente legate all'ascesi e alla semplicità della propria vita nomade: l'incontro umano, che il cammino rende più sincero, il confronto con la fauna selvaggia, che l'andare a piedi consente di avvicinare meglio, un ritorno meditativo su di sé infine, sono le ricompense per chi fa lo sforzo di camminare liberamente e di prendere il suo tempo.
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