Antenore
Annali della Facoltà di lettere e filosofia dell'Università di Macerata (1987)
Vol. 20
editore: Antenore
pagine: 382
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Annali della Facoltà di lettere e filosofia dell'Università di Macerata (1986)
Vol. 19
editore: Antenore
pagine: 660
Ordinabile
Annali della Facoltà di lettere e filosofia dell'Università di Macerata (1984)
Vol. 17
editore: Antenore
pagine: 628
Ordinabile
Annali della Facoltà di lettere e filosofia dell'Università di Macerata (1979)
Vol. 12
editore: Antenore
pagine: 374
Ordinabile
Annali della Facoltà di lettere e filosofia dell'Università di Macerata (1976)
Vol. 9
editore: Antenore
pagine: 444
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Annali della Facoltà di lettere e filosofia dell'Università di Macerata (1970-1971)
Vol. 3-4
editore: Antenore
pagine: 416
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La «Spagna» nella letteratura cavalleresca italiana
di Franca Strologo
editore: Antenore
pagine: 480
"Il presente volume è stato approntato nel giro di nove anni di lavoro; non avrei saputo come condurre a termine l'impresa, se non fosse stato per i maestri che ho avuto il privilegio d'incontrare e che mi hanno guidata con il loro esempio e il loro sostegno. I miei più profondi ringraziamenti vanno a Michelangelo Picone, che fin dall'inizio ha creduto in questa ricerca, da lui ideata e promossa; e, insieme, a Georges Guntert, alla cui generosa fiducia e al cui fondamentale appoggio devo la possibilità stessa di avere avviato e proseguito una carriera accademica."
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Dante, la sua biblioteca e lo studio di Bologna
di Luciano Gargan
editore: Antenore
pagine: 167
Nella "Commedia" i libri più amati dal poeta. Sulla biblioteca di Dante circolano ancora pesanti pregiudizi che vorrebbero farne una raccolta assai modesta, rispetto, ad esempio, a quella molto più ricca del Petrarca e ci si ostina a ripetere che, almeno nel periodo dell'esilio, Dante non poteva possedere molti libri a causa dei suoi continui spostamenti e degli scarsi mezzi economici a disposizione, dimenticando che, prima e dopo l'esilio, ogni città in cui egli soggiornò era in grado di fornirgli nuove opportunità di venire a contatto con i testi che lo interessavano. In mancanza di inventari antichi e di codici superstiti, questo testo si propone di ricostruire la biblioteca di Dante con Dante stesso attraverso una lettura mirata delle sue opere. Nella ricostruzione virtuale della biblioteca di Dante occupano un posto molto significativo il "Convivio" e il "De vulgari eloquentia", due libri scritti con i libri, dove Dante dimostra di poter attingere a piene mani a una gamma assai vasta di conoscenze (e quindi di testi letti e riletti) che era andato accumulando nel corso del tempo, mentre nella "Commedia" egli elabora in momenti successivi il canone di una propria biblioteca ideale, trasformando i suoi "libri peculiares" in personaggi che soggiornano all'interno del limbo, se poeti o filosofi pagani o formano le due corone di spiriti sapienti nel cielo del Sole, se teologi, mistici o dotti cristiani.
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I manoscritti medievali in lingua volgare della biblioteca del museo Correr
editore: Antenore
pagine: 293
La Biblioteca del Museo Correr di Venezia, specializzata in storia dell'arte e storia veneziana, conserva un'importante collezione di libri manoscritti dall'XI al XIX secolo. Il catalogo censisce e descrive, per la prima volta in maniera scientifica, i 102 manoscritti medievali (anteriori al 1500) o in lingua volgare della Biblioteca, di diverse tipologie testuali, materiali e diversa provenienza, dando spazio particolare alla storia e alla bibliografia del manoscritto. Testi religiosi, vite di santi, scritti poetici, letterari, cronache, manoscritti miniati o ornati semplicemente, con legature originali, provengono in gran parte dalle biblioteche dei due tra i più importanti collezionisti veneziani tra Sette e Ottocento, Teodoro Correr e Emmanuele Antonio Cicogna. Seppure di diverso livello sociale e culturale e mossi da differenti motivazioni, entrambi tentarono di preservare le testimonianze dell'antica storia e cultura della Repubblica, in un periodo in cui intere collezioni, biblioteche nobiliari ed ecclesiastiche venivano svendute, disperse e irrimediabilmente perdute.
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