Asterios
Il capitale sorvegliante. Il neo-panoptismo globale
di Emiliano Bazzanella
editore: Asterios
pagine: 48
Il dibattito non solo economico, ma sociologico e filosofico-antropologico contemporaneo si sta incentrando su una tematica no
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L'ascesa dei neopopulismi. Quali gli elementi di rottura e in quale direzione vanno?
di Raffaele Sciortino
editore: Asterios
pagine: 95
Come può essere affrontato il fenomeno emergente in Occidente dei neopopulismi, quali gli elementi di rottura, e in quale dire
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Dieci brevi lezioni di critica dell'economia politica. La rivoluzione culturale per capire e affrontare la disoccupazione
di Giovanni Mazzetti
editore: Asterios
pagine: 220
Quando in futuro si cercherà di dare un senso alla nostra epoca si dirà che è stata l'epoca del letargo sociale
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La coscienza annientata. Il presente e la mercificazione dell'Io
di Francesco Germinario
editore: Asterios
pagine: 121
Già Benjamin aveva definito il capitalismo una «religione»
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Una sera nel deserto del monte Athos. Dialoghi con un eremita sulla preghiera del cuore
di Hierotheos Vlachos
editore: Asterios
pagine: 233
«Nelle pagine seguenti presenterò una conversazione con un Anziano aghiorita
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I dieci anni che sconvolsero il mondo. Crisi globale e geopolitica dei neopopulismi
di Raffaele Sciortino
editore: Asterios
pagine: 240
I dieci anni che sconvolsero il mondo sono gli anni della prima crisi effettivamente globale che continua a investire gli asse
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La città educante. Manifesto della educazione diffusa. Come oltrepassare la scuola
editore: Asterios
pagine: 96
Il volume intende presentare un'alternativa radicale all'istituzione scolastica attuale
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La dura prova delle resistenza. Grecia, eurozona e crisi globale
editore: Asterios
pagine: 240
La versione inglese di "La dura prova della Resistenza" è stata portata a termine nella primavera del 2013. Da allora, le sue valutazioni circa il corso degli eventi, purtroppo per il popolo greco, sono state confermate persino nei dettagli. Nonostante quanto molti dell'establishment, greco e internazionale, continuino a sostenere, la situazione in Grecia ha portato ad un vero e proprio disastro sociale ed economico. Scrivevamo, quattro anni fa, cercando di chiarire quello che ci accadeva: «Agli inizi del 2010, in quei giorni agitati in Grecia che precedettero il memorandum, la sinistra sollevava, tra le altre, le questioni seguenti. In primo luogo: la politica allora preannunciata non concerneva la maniera di affrontare il debito pubblico, ma la liquidazione della classe operaia, con l'imposizione di misure che la borghesia greca perseguiva da decenni. In secondo luogo: il fallimento sarebbe sopravvenuto proprio in ragione dell'applicazione delle misure, che avrebbero portato l'economia greca, con esattezza matematica, in un vortice recessivo mortale. In terzo luogo: il governo aveva consapevolmente coinvolto il popolo greco in un'avventura distruttiva offrendo con grande solerzia al capitale europeo la possibilità di avere una cavia ideale, che apriva dovunque in Europa la strada all'imposizione delle politiche di classe più selvagge che un intero secolo abbia mai conosciuto. In quarto luogo: la grecizzazione dei problemi, nel momento in cui chiaramente ci troviamo all'interno di una crisi mondiale del capitalismo che si rivelerà - è molto probabile - di importanza storica per il cammino dell'umanità, li rendeva assolutamente irrisolvibili». Il corso degli eventi ha dimostrato che la sinistra aveva ragione nelle sue valutazioni iniziali. E diceva ancora poco, potremmo aggiungere oggi.
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Com'è verde il mondo senza le bombe della guerra
editore: Asterios
pagine: 36
Il paese delle bombe è enorme, tutto grigio e freddo
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Saggi su Brecht
di Walter Benjamin
editore: Asterios
pagine: 134
Un dialogo estremamente attuale tra due grandi intelligenze del ventesimo secolo: due esiliati, due tedeschi, due amici. "Dare un'idea delle proprie convinzioni teoriche, del proprio modo di conversare, vale a dire dei propri comportamenti esteriori: tutto questo è molto più importante che svolgere il filo delle proprie opere secondo l'ordine cronologico, in funzione del loro contenuto, della loro forma ed efficacia". Già queste linee programmatiche, estratte dal primo saggio di questo libro, dimostrano che si tratta di un complesso vivente. La teoria del teatro epico, la concezione del Romanzo da quattro soldi, la questione dell'"autore come produttore", si mescolano a conversazioni, lettere e incontri sullo sfondo degli anni Trenta, dell'esilio e dell'avvento del nazismo. In questi anni di crisi profonda traspare la sinergia tra il pensiero di Benjamin e quello di Brecht, ad esempio nel momento in cui Benjamin considera il "Trauerspiel" barocco come l'antecedente del teatro epico; oppure quando valorizza il gesto in Brecht, soprattutto quel gesto impercettibile e infinitesimo che non è in linea con le nostre aspettative.
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Esistenza e storia in Simone Weil
editore: Asterios
pagine: 322
Ho dei progetti personali che non mi lasciano tempo, e ai quali nessuna considerazione potrebbe farmi rinunciare
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Simone Weil. L'attenzione al reale
di Robert Chenavier
editore: Asterios
pagine: 121
Morta all'età di 34 anni nel 1943, Simone Weil ha dimostrato, nella sua vita e nel suo pensiero, una tale responsabilità al tempo stesso intellettuale, morale e politica, da conferire alla sua opera un'esigenza di coerenza, pur senza diventare mai una specie di sistema. Da un punto di vista filosofico, è difficile classificare la sua dottrina. Da una parte, afferma che ai suoi occhi "nulla supera Platone". Il posto riservato a Platone e alla Grecia nell'interpretazione del suo pensiero, non deve tuttavia far dimenticare ciò che ella scriveva, sin dal 1934, nelle "Riflessioni sulle cause della libertà e dell'oppressione": "La nozione di lavoro considerato come un valore umano è di sicuro l'unica conquista spirituale che il pensiero umano abbia fatto dopo il miracolo greco; era forse questa l'unica lacuna di quell'ideale di vita umana che la Grecia aveva elaborato". Weil ritorna sull'argomento nel 1943, affermando che "la nostra epoca ha come propria missione, per vocazione, la costituzione di una civilizzazione fondata sulla spiritualità del lavoro", dato che i pensieri relativi al "presentimento di questa vocazione" erano i soli "che non siano stati presi in prestito dai greci".
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