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Cda & Vivalda

La via del drago. La mia storia d'amore con Claudio Barbier

di Anna Lauwaert

editore: Cda & Vivalda

pagine: 360

Claude Barbier è stato uno dei più grandi scalatori del dopoguerra, traghettatore dell'alpinismo dalla visione eroica del dopoguerra a una dimensione critica, imperfetta, sperimentale. Barbier ha anticipato di circa quindici anni la filosofia e le prestazioni della nuova i arrampicata libera e sportiva. Nell'estate del 1961, in un solo giorno, ha scalato in solitaria le cinque pareti nord delle Cime di Lavaredo. Fantascienza. Ma questo libro non si occupa tanto del fuoriclasse, quanto dell'uomo. Questo racconto è eccezionale perché dipinge un alpinista attraverso gli occhi della sua donna, Anna Lauwaert, descrivendolo non con il metro delle imprese ma con la misura dei sentimenti, dunque spogliandolo dei paramenti del campione e presentandolo nudo, disarmato, talvolta addirittura impresentabile.
20,00

Corde gemelle

editore: Cda & Vivalda

pagine: 176

Le avventure di corda di due gemelli narrate in chiave ironica e arguta ed accompagnate da 'samiveliane' vignette.
16,00

L'ossessione dell'Eiger

di John jr. Harlin

editore: Cda & Vivalda

pagine: 320

La parete nord dell'Eiger è il sogno di tutti gli alpinisti di punta
25,00

Prigioniero dell'Annapurna

di Jean-Christophe Lafaille

editore: Cda & Vivalda

pagine: 178

È il 1992. Jean-Christophe Lafaille, dopo gli exploit sportivi messi a segno sulle Alpi, è alla sua prima spedizione himalayana, portato dal fortissimo connazionale Pierre Béghin a quella che sarebbe diventata una vera vocazione all'alta quota. I due francesi tentano l'Annapurna per una via nuova. Ma a 7000 metri, costretti a ripiegare nella bufera, Béghin cade per la rottura di una protezione. Inizia così per Lafaille un'epica marcia verso la salvezza. Nonché una "storia privata" con l'Annapurna, allo scopo di poter un giorno mettere piede sulla sua cima. Il che accade esattamente dieci anni dopo, il 15 maggio 2002. Il libro racconta l'avvincente relazione tra un uomo e una montagna. La faticosa ripresa, fisica e psicologica, dopo la morte del compagno e la propria sopravvivenza strappata con i denti, i difficili rapporti con l'ambiente alpinistico, i tentativi a vuoto delle spedizioni successive, la volontà incrollabile di ritrovare se stesso attraverso il compimento di un'ascensione. Jean-Christophe Lafaille scomparirà il 27 gennaio 2006 sul Makalu, suo dodicesimo ottomila, scalato in solitaria.
16,00

La via d'uscita. Confessioni intime di un alpinista estremo

di Marc Batard

editore: Cda & Vivalda

pagine: 216

Ho incominciato ad arrampicare a diciott'anni, e m'interessava solo il record: andare più veloce, andare meglio
17,00

Al di là della verticale

di Georges Livanos

editore: Cda & Vivalda

pagine: 324

Un libro in cui Georges Livanos racconta la sua vita da alpinista puro: 600 prime, 1500 ripetizioni sui massicci più important
19,00

Grigna assassina

di Marco Ferrazza

editore: Cda & Vivalda

pagine: 192

La mattina del 17 maggio 1914 quattro alpinisti attaccano le rocce verticali della parete sud-est del Torrione Magnaghi Meridionale. Il capocordata Eugenio Fasana, milanese, è un rocciatore di fama. I tre compagni, Abele Miazza, Armando Venturoli e Attilio Del Vecchio, lo seguono nella speranza di partecipare all'apertura di un itinerario importante. Poi, all'improvviso, l'incidente che li vede precipitare orribilmente nel sottostante Canalone Porta. È la prima vera tragedia alpinistica occorsa sulle pareti della Grigna Meridionale, una montagna facilmente accessibile dalla pianura e molto frequentata, ma anche insidiosa e traditrice: Grigna assassina, appunto.
16,00

Vietato volare

di Paolo Bizzarro

editore: Cda & Vivalda

pagine: 296

"Corde legate direttamente ai fianchi, che se volavi potevi romperti le costole, ma se andava male crepavi; pareti di cinquecento metri dove se trovavi due chiodi in tutto potevi dirti fortunato, se no pazienza; un paio di moschettoni appesi alla cintura, un martello in tasca e via pedalare; uno zaino di tela verde, dentro il quale la cosa più importante da infilare era una buona dose di coraggio". In condizioni del genere - rievoca l'autore - "la sola regola che (forse) ci avrebbe consentito di arrivare alla pensione era quella di non cadere mai. Gli alpinisti dicono "non volare"". Questo è anche il criterio che ha ispirato il titolo del volume e funge da chiave alle avventure autobiografiche di Paolo Bizzarro.
15,00

Alpi liguri primo amore

di Silvano Gregoli

editore: Cda & Vivalda

pagine: 204

Prendete un uomo molto giovane. Inoculategli un virus di montagna maligno e tenace. Quando il giovane si ammalerà d'amore per i monti di casa sua, esiliatelo per vent'anni in un paese grigio, piatto, senza vento, senza polvere, senza sole e senza luna. Lì verrà amputato della terza dimensione e costretto a vedere e a pensare orizzontale. Applicategli poi un supplemento di pena da scontare in paesi ancora più lontani, su continenti remoti. In tutto saranno trentacinque lunghissimi anni durante i quali il mondo sfilerà davanti alle sue montagne oscurandole tutte. È accaduto a Silvano Gregoli, sopravvissuto grazie all'ostinata scrittura di storie di montagna: piccole perle di autodifesa nate in momenti di acuta nostalgia.
12,00

Un balilla partigiano

di Emanuele Cassarà

editore: Cda & Vivalda

pagine: 188

Nei giorni tragici e convulsi dopo l'8 settembre, un ex balilla raggiunge i famosi "ribelli" sulle montagne della Valle di Susa e diventa partigiano. Il 18 aprile 1945 durante un rastrellamento viene catturato, incarcerato a Susa e condannato a morte. Lo salva il 25 aprile, la Liberazione, ma appena liberato scopre che nel frattempo la sua 114 brigata Garibaldi è stata attaccata in forze e che sono morti sedici compagni, tra cui il suo amico Giuseppe. Perché mai un massacro così organizzato e spietato a pochi giorni dalla fine della guerra? A sessant'anni dai fatti, l'ex partigiano torna sul posto, rintraccia e interroga i superstiti per chiarire l'atroce fatto di sangue. Dalla sua inchiesta riaffiora una storia vera, asciutta e drammatica.
18,00

Addio alle crode

di Mario Salvadori

editore: Cda & Vivalda

pagine: 120

Dopo un'intensa carriera negli Stati Uniti dove era si era trasferito a causa della sua ostilità al fascismo, nel 1978 lo scienziato Mario Salvadori torna in patria. Rivive sei estati dolomitiche di mezzo secolo prima. Riaffiorano così l'iniziazione all'arrampicata, i progressi compiuti da autodidatta e contro il veto dei genitori, l'amicizia con i "mostri sacri" Severino Casara, Antonio Berti e il fuoriclasse Emilio Comici, il distintivo del Club Alpino Accademico, fino alla caduta dell'estate 1932 da cui si salva per miracolo. Nell'appendice "Gli alpinisti di via Panisperna" Gianni Battimelli svela la passione per la montagna che, tra le due guerre, accomunava gli scienziati romani della cerchia di Enrico Fermi, amici e colleghi di Salvadori.
12,00

Everest, cresta ovest

di Thomas F. Hornbein

editore: Cda & Vivalda

pagine: 234

Il resoconto della prima traversata e della lotta che i protagonisti dovettero affrontare per sopravvivere è riportato con acc
19,50

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