fbevnts Tutti i libri editi da Città Nuova - libri Librerie Università Cattolica del Sacro Cuore | Pagina 42
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Città Nuova

Apologia-Contro Eunomio

editore: Città Nuova

pagine: 360

Intorno al 360 d.C. Eunomio, subito dopo la sua elezione episcopale, è accusato dal clero locale di essere un seguace dell'eresia anomea, centrata sulla professione di fede nella dissomiglianza del Figlio rispetto al Padre. In risposta a tale accusa Eunomio compone l'Apologia in cui condanna la formula "simile secondo la sostanza". Sottolineando, infatti, l'opposizione tra il termine "ingenerato" (riferito al Padre) e il termine "essere generato" (riferito al Figlio), Eunomio ribadisce le loro differenti nature e l'inferiorità, in quanto creatura, del Figlio rispetto al Padre. In risposta a tale scritto Basilio compone nel 364 il Contro Eunomio. Il metodo basiliano di confutazione procede per citazioni di pericopi dell'Apologia a cui Basilio fa seguire la propria replica. Il merito è di aver distinto tra la sostanza, che è comune alla divinità ed è unica, e proprietà particolari che differenziano le Persone della Trinità. Un documento per conoscere il dibattito teologico dell'epoca.
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I giusti. Gli eroi sconosciuti dell'olocausto

di Martin Gilbert

editore: Città Nuova

pagine: 512

Nelle tenebre di una Europa dominata dal Nazismo, 20.000 individui, uomini e donne (secondo il Centro di Documentazione ebraico di Yad Vashem), non ebrei e la maggior parte cristiani ma anche musulmani, misero a repentaglio la propria vita per salvare gli ebrei perseguitati e braccati dalla Gestapo. "Cos'altro avrei dovuto fare?", commentano quando si chiede loro perché l'hanno fatto. Il Talmud ricorda che "Chi salva una vita salva il mondo intero", ed è per questo che lo Yad Vashem, Museo e archivio dell'Olocausto, a Gerusalemme, li ricorda e li onora perché la loro memoria non vada perduta. Il libro di Sir Martin Gilbert esamina paese per paese il ruolo svolto in Europa da questo esercito di Giusti per strappare alla morte gli ebrei: dalla Polonia alla Norvegia, dai Balcani alla Francia, dalla Lituania all'Italia, volti, nomi, paesaggi, racconti si dipanano in un lungo fiume di straordinaria umanità.
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Mondo, essere e nulla. Le radici filosofiche della spiritualità agostiniana

di Giorgio Benelli

editore: Città Nuova

pagine: 152

Quali sono le radici più profonde della spiritualità agostiniana? È l'interrogativo all'origine dello studio di Giorgio Benelli, il quale evidenzia come presso gli interpreti di Agostino a fondare la sua spiritualità sia spesso la dottrina del peccato originale, dimenticando una radice più profonda, quella della creaturalità dell'uomo e del suo essere creato dal nulla. In effetti la dottrina della grazia elaborata dall'Ipponate nasce da una concezione dell'uomo incapace di realizzare tutte le sue capacità da solo e indipendente dal suo Creatore. L'uomo, dice Agostino, è capax Dei, cioè capace di partecipare alla natura divina, ma è anche indigens Deo, assolutamente bisognoso del Suo aiuto. Il presente saggio nell'analizzare particolari aspetti della spiritualità agostiniana sulla dottrina della grazia, della preghiera, dell'umiltà e dell'orgoglio e della visione della natura, offre spunti interessanti per una lettura aggiornata di sant'Agostino.
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I vizi capitali

di Dag Tessore

editore: Città Nuova

pagine: 80

Superbia, invidia, ira, accidia, avarizia, gola, lussuria: molti hanno certamente sentito parlare dei "sette vizi capitali", s
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Meditazioni sulla eucaristia

di Vojtech Kodet

editore: Città Nuova

pagine: 88

"L'Eucaristia è mistero di fede, e insieme "mistero di luce". Ogni volta che la Chiesa la celebra, i fedeli possono rivivere in qualche modo l'esperienza dei due discepoli di Emmaus: "si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero"(Lc 24, 31)" (Giovanni Paolo II). "Non sarai tu che assimilerai me a te, ma sarò io che assimilerò te a me" (Sant'Agostino). "La festa è un alimento per il cuore, restituisce la speranza e la forza per sopportare le sofferenze e le difficoltà della vita quotidiana" (Jean Vanire). "Non sei degno di ricevere l'Eucaristia, ma ne hai bisogno" (San Giovanni Vianney). Sono solo alcuni dei brevi pensieri di santi, teologi, grandi uomini della Chiesa di tutti i tempi che hanno meditato lo straordinario mistero dell'Eucaristia. L'autore ha raccolto queste frasi accompagnandole con un breve commento di tipo spirituale con l'intento di offrire a tutti uno strumento di meditazione e di preparazione all'incontro con Gesù presente nel pane eucaristico.
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Sermoni sul Cantico dei cantici

di Bernardo di Chiaravalle (san)

editore: Città Nuova

pagine: 528

Promossa dall'Abbazia di Chiaravalle, è un lavoro di vasto respiro che mette a frutto un secolo di ricerca e che costituisce u
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Lettere

di Cipriano di Cartagine (san)

editore: Città Nuova

pagine: 336

L'epistolario di Cipriano raggruppa la corrispondenza prodotta lungo tutto il periodo del suo episcopato (248-258)
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Il cuore e la grazia in sant'Agostino. Distinzione e corrispondenza

di Giacomo Tantardini

editore: Città Nuova

pagine: 368

"Le lezioni, tenute da don Giacomo Tantardini nei Convegni sull' attualità di sant'Agostino all'Università degli Studi di Padova e qui presentate, costituiscono un "caso" di grande interesse culturale. Una volta riconosciuta l'originale, e per certi versi sorprendente, apertura al dialogo, dimostrata dall'Università di Padova, occorre, però, riconoscere anche la straordinaria capacità pedagogica di don Giacomo, che, rinunciando alla fredda e distaccata lezione cattedratica, ha lasciato umilmente parlare un classico dell' esperienza umana e cristiana del calibro di sant'Agostino, accontentandosi di metterne in evidenza la profondità e l'attualità del pensiero".
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Sant'Agostino e la teologia trinitaria del XX secolo

di Pierluigi Sguazzardo

editore: Città Nuova

pagine: 664

La teologia trinitaria, in seguito al Concilio Vaticano II e al dibattito teologico che questo evento ha suscitato, ha conosciuto nel XX secolo sviluppi significativi. Tale rinnovamento si è soprattutto delineato in corrispondenza del ripristino o della riconsiderazione delle fonti bibliche e patristiche. In questo ambito un posto di rilievo spetta sicuramente al "De Trinitate" di sant'Agostino. Il presente lavoro intende valutare il rapporto tra l'opera agostiniana e la teologia del XX secolo. Nella prima parte si evidenziano le diverse interpretazioni che sono state date del pensiero trinitario dell'Ipponate. Nella seconda parte l'Autore dimostra come i contenuti agostiniani, se correttamente compresi, rappresentino un sicuro riferimento nell'approfondimento di quelle tematiche che sono proprie dell'attuale ricerca teologica e conservino un valore e un'attualità perenni.
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All'incontro con Dio. In dialogo con la teologia di Hans Waldenfels

di Vincenzo Di Pilato

editore: Città Nuova

pagine: 456

L'opera teologica di Hans Waldenfels si colloca in una posizione originale nel vasto e pluriforme panorama della teologia fondamentale contemporanea. Innestando la sua riflessione sulle linee del magistero del Concilio Vaticano II, Waldenfels si è impegnato infatti in modo coerente ed omogeneo ad affrontare il tema della Rivelazione nella sua prospettiva più attuale, quella del pluralismo religioso. Per questo "la teologia di Waldenfels viene a costituire un importante e per certi versi imprescindibile punto di confronto per chiunque voglia oggi approfondire seriamente la teologia delle religioni e del dialogo interreligioso. Anche perché, nel modello teologico da lui progressivamente elaborato e proposto, trovano posto - spesso in una sintesi profonda - le innovative prospettive metodologiche e concettuali di Autori della grande tradizione spirituale e teologica del cristianesimo. [...] Tutto ciò giustifica l'interesse per una ricerca su Waldenfels come quella svolta con puntiglio, rigore, apertura d'orizzonti da Vincenzo Di Pilato" (dalla Prefazione di Piero Coda).
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L'errore delle religioni pagane

di Giulio Firmico Materno

editore: Città Nuova

pagine: 208

Composto intorno al 343-347 d.C. da Giulio Firmico Materno - avvocato siciliano convertito al cristianesimo - il De errore profanarum religionum costituisce non tanto un'apologia del cristianesimo quanto un forte attacco al paganesimo. L'opera vede la luce negli anni successivi alla morte di Costantino, quando la salita al potere dei figli Costante e Costanzo II determina un cambiamento profondo nella politica imperiale - ora fortemente repressiva - nei confronti della componente pagana. Sulla stessa lunghezza d'onda si muove Firmico. Lo scopo dichiarato dell'Autore è infatti di dimostrare le falsità delle religioni pagane. Con uno stile oratorio che ricorda quello utilizzato dall'Autore nelle arringhe che teneva in tribunale, il De errore profanarum religionum esige che il cristianesimo non si limiti solo a tollerare il paganesimo, ma lo distrugga. Un'opera che, grazie all'accurata descrizione dei culti orientali, si rivela per lo studioso del mondo religioso dell'età imperiale romana una fonte molto importante.
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