E/O
Estasi culinarie
di Muriel Barbery
editore: E/O
pagine: 145
Nel signorile palazzo di rue de Grenelle, già reso celebre dall'"Eleganza del riccio", monsieur Arthens, il più grande critico gastronomico del mondo, il genio della degustazione, è in punto di morte. Il despota cinico e tremendamente egocentrico, che dall'alto del suo potere smisurato decide le sorti degli chef più prestigiosi, nelle ultime ore di vita cerca di recuperare un sapore primordiale e sublime, un sapore provato e che ora gli sfugge, il Sapore per eccellenza, quello che vorrebbe assaggiare di nuovo, prima del trapasso. Ha così inizio un viaggio gustoso e ironico che ripercorre la carriera di Arthens dall'infanzia ai fasti della maturità, attraverso la celebrazione di piatti poveri e prelibatezze haute cuisine. A fare da contrappunto alla voce dell'arrogante critico c'è la nutrita galleria delle sue vittime (i familiari, l'amante, l'allievo, il gatto e anche la portinaia Renée), ciascuna delle quali prende la parola per esprimere il suo punto di vista su un uomo che, tra grandezze pubbliche e miserie private, sembra ispirare solo sentimenti estremi, dall'ammirazione incondizionata al terrore, dall'amore cieco all'odio feroce. Anche in questo romanzo d'esordio Muriel Barbery racconta, assieme ai piaceri e alle tenerezze della vita, l'arroganza e la volgarità del potere (in un ambiente spietato dove - è cronaca di questi anni - un cuoco si uccide perché ha perso una stella Michelin).
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Ayaam Al-Hijraan
di Elena Ferrante
editore: E/O
pagine: 180
Una donna ancora giovane, serena e appagata viene abbandonata all'improvviso dal marito e precipita in un gorgo scuro e antico. Rimasta con i due figli e il cane, profondamente segnata dal dolore e dall'umiliazione, Olga, dalla tranquilla Torino dove si è trasferita da qualche anno, è risucchiata tra i fantasmi della sua infanzia napoletana, che si impossessano del presente e la chiudono in una alienata e intermittente percezione di sé. Comincia così una caduta rovinosa. Edizione in lingua araba.
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Le donne di mio padre
di Savyon Liebrecht
editore: E/O
pagine: 253
Meir Rosenberg è uno scrittore che si ritrova in piena crisi creativa. Bloccato ormai da tre anni, nel giorno del suo trentesimo compleanno, la madre lo informa che il padre, Aharon Rosenberg, un poeta bohémien vissuto ai margini dei circoli letterari di Tei Aviv, e che Meir credeva morto, è ancora vivo. L'annuncio risveglia in lui ricordi assopiti dell'infanzia: la madre aveva lasciato lui e il marito ed era rientrata negli Stati Uniti, senza più fare ritorno. In quel periodo Meir si era trascinato al seguito di Aharon da un caffè all'altro, da un'amante all'altra, testimone di situazioni sconcertanti per un bimbo. Una notte, però, un episodio drammatico aveva cambiato radicalmente la sua vita. Risvegliatosi circondato da poliziotti, era stato imbarcato in fretta e furia su un aereo diretto a New York e all'arrivo sua madre lo aveva informato della morte improvvisa del padre. Dopo anni, il ricordo della sua infanzia torna prepotentemente ad assalirlo e in lui cominciano ad affiorare reminiscenze, immagini, brani di conversazioni che lo catapultano indietro nel tempo, lo sconvolgono e lo spingono a cercare la verità. Meir si imbarca così in un viaggio alla scoperta del passato. Frugando nella memoria, in un susseguirsi di soprese e colpi di scena, cerca di far luce su quanto è avvenuto in quel periodo cruciale, ma soprattutto sull'episodio sconvolgente e misterioso che ha lasciato in lui cicatrici indelebili e che ha segnato per sempre i rapporti con i genitori.
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Dello stesso autore
di Nan Aurousseau
editore: E/O
pagine: 129
"A quanto pare si aspettano da me un secondo libro. Beh, aspetteranno un bel po', perché non ho intenzione di farlo. È così che pensavo dopo l'uscita di Rimorsi di un comico viaggiatore, il mio primo romanzo. Il successo mi aveva fatto paura, non me l'aspettavo, e poi durante gli autografi la folla mi metteva l'ansia, le mie tendenze paranoiche si erano aggravate, e così accatastavo congetture in apparenza solide... Me ne stavo li ancora indeciso, quando una mattina hanno suonato alla porta. Dovevano essere più o meno le sei e stavo ancora dormendo. Mi sono Infilato una camicia in fretta e furia e sono andato ad aprire. Era la mia vicina di sotto, era nuda con una colt .45 in mano, e mi ha spintonato nell'appartamento urlandomi addosso. Come tutti i vincenti, non ho ragionato e ho tentato stupidamente di portarle via la pistola. Se lo sapevo non lo facevo, come dicono i bambini, perché è stato lì che è partito il colpo e mi sono beccato una pallottola nella coscia". Nan Aurousseau racconta storie tormentate in una lingua ruvida, vivace, cruda e sconcertante, ricca di battute caustiche che sfiorano la poesia. Personaggi incredibili e increduli in situazioni rocambolesche che sorprendono il lettore e lo conquistano irrimediabilmente. Con lui nasce uno stile nuovo: il noir vissuto.
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Romantica
di Barbara Gowdy
editore: E/O
pagine: 343
Louise ha imparato presto che cosa sono l'amore e l'abbandono
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Trilogia della memoria. Tre romanzi all'ombra delle leggi razziali: Una bambina e basta-L'albergo della magnolia-L'amore mio non può
di Lia Levi
editore: E/O
pagine: 441
Una bambina vede improvvisamente cambiare l'intero scenario di una tranquilla vita borghese; un professore di lettere classich
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Un nuovo inizio
di Peter Kocan
editore: E/O
pagine: 303
Quando scende dal treno un giorno all'inizio degli anni Sessanta, un ragazzo di quattordici anni con gravi problemi psichici scopre che il suo vero viaggio è solo agli inizi. Sorretto unicamente da una potente vita interiore - un mondo popolato da Re Harold, da Grace Kelly e da un fantomatico soldato tedesco di nome Diestl - va alla deriva tra la città e l'aspro bush australiano, sopravvivendo con lavori umili e incontrando una galleria di personaggi. Una grandiosa concezione si forma man mano nella sua mente: Amore e Morte sono profondamente collegati ma al tempo stesso in conflitto tra loro. Il risultato di questa lotta deciderà del destino del ragazzo e di quello degli altri. La storia della sua discesa nella follia e nella violenza forma un quadro della vita ai margini della società moderna.
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La spiaggia di notte
di Elena Ferrante
editore: E/O
pagine: 38
"Mati è una bambina di cinque anni" - così inizia la favola - "che parla moltissimo, specialmente con me. Io sono la sua bambola. Il padre è appena arrivato. Viene al mare ogni fine settimana e le ha portato in regalo un gatto bianco e nero. Così fino a cinque minuti fa Mati giocava con me e ora gioca col gatto, che ha chiamato Minù. Me ne sto sulla sabbia, al sole, e non so che fare". Mati è talmente presa dal gattino che dimentica Celina, la bambola, sulla spiaggia. Per Celina inizia un'avventura spaventosa, una interminabile notte sulla spiaggia in balia del Bagnino Crudele del Tramonto e del suo amico, il Grande Rastrello, che terrorizzano tutti gli oggetti e gli esseri finiti sulla spiaggia - Cavalluccio di plastica, Tappo di metallo, Penna biro, Scarabeo - e li ammucchiano per farne un grande fuoco. Le avventure proseguono per tutta la notte, fantastiche e spaventose, fino a che il Sole nascerà salvando la bambola e facendole ritrovare Mati, la sua amata mamma. Età di lettura: da 10 anni.
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I Viceré
di Federico De Roberto
editore: E/O
pagine: 717
Sicilia. Fine Ottocento. Al centro del libro, quanto del film che ne è stato tratto da Roberto Faenza, è la critica del trasformismo delle classi dirigenti abbarbicate al potere e disposte, per mantenerlo, a cambiare spregiudicatamente bandiere e ideologie e a saltare sul carro del vincitore di turno; perfino delle rivoluzioni, se la posta in gioco è quella di vanificare il mutamento, di perpetuare il dominio. "Forse è venuto il tempo di Federico De Roberto" - scrive Antonio Di Grado nella sua introduzione. "Forse il lettore adulto, laico, postideologico, avvezzo al dubbio e alla demistificazione che la sua opera pretende, è già alla soglia di questo incontro decisivo: con uno dei capolavori della letteratura europea tra Otto e Novecento, con la più radicale e spietata autoanalisi che una nazione e i suoi intellettuali abbiano formulato della loro storia politica e civile e della natura e del ruolo delle loro élite dirigenti".
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Nella sua infanzia, un giardino
di Christoph Hein
editore: E/O
pagine: 213
Quando il terrorista latitante Oliver Zureck viene ferito a morte, in uno scontro a fuoco con la polizia, ne nasce uno scandalo politico. Nelle comunicazioni ufficiali sulla sua morte però, si parla di suicidio in aperta contraddizione con le dichiarazioni dei testimoni oculari. Del caso s'impadroniscono i giornali, il Ministro degli interni rassegna le sue dimissioni e il Procuratore generale della Repubblica viene sospeso dall'incarico. Ciò nonostante, alcuni mesi dopo si apre l'istruttoria. Il padre di Oliver, però, non ha fiducia nelle autorità e vuole a tutti i costi scoprire la verità sulla morte - assassinio? - di suo figlio. Lui, un ex preside di liceo che non aveva mai avuto comprensione per l'orientamento politico e per l'evoluzione personale del figlio, vuole soltanto avere giustizia. Alla fine capirà i motivi che hanno spinto Oliver nella clandestinità e aprirà gli occhi sulla tragica verità di quel giorno funesto. Christoph Hein, all'interno dell'affresco di una società e di un momento storico, racconta la storia di un padre che si mette sulle tracce del figlio. Quanto più si lascerà prendere da questa ricerca, tanto più la sua vita personale cambierà, entrando sempre più in conflitto con i propri valori e ideali.
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Leoni alla Lamb House
di Edwin M. jr. Yoder
editore: E/O
pagine: 273
Un romanzo colto e divertente che mette faccia a faccia due geni: l'eccelso romanziere Henry James e il padre della psicoanalisi Sigmund Freud. Teatro dello storico incontro è la Lamb House, residenza inglese dello scrittore. L'anno è il 1908. William James, preoccupato per alcune "eccentricità" del fratello Henry, prega Freud di indagare discretamente sull'esistenza di eventuali nevrosi. Freud non si lascia sfuggire l'opportunità, e nelle due settimane in cui si trattiene alla Lamb House sottopone Henry James a quotidiane sedute di analisi in cui i due leoni del pensiero umano affrontano i grandi temi dell'inconscio, dell'immaginario, della religione e della creatività. Tra i due si stabilisce un'intensa amicizia. Ma chi sta analizzando chi? Lo "scontro dei titani" non è però svincolato dal resto della scena. Le discussioni di Freud e James sui massimi sistemi si alternano e si mischiano, talvolta con effetti irresistibilmente comici, al carosello di trame dei personaggi di contorno: il protagonista Horace, giovane studente americano di letteratura; l'arcidiacono Fengallon, tonante castigatore dei risorgenti valori cattolici nel Sussex; la bella Agnes, nipote dell'arcidiacono corteggiata da Horace; lo scaltro cameriere Noakes, l'acuta scrittrice Edith Wharton e tanti altri. Colpi di scena, situazioni comiche, disquisizioni erudite ma mai pedanti, fanno di questo romanzo, del Premio Pulitzer, una lettura deliziosa e gratificante.
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