Ediesse
Vite ballerine. Prima e dopo il jobs act
di Ugolini Bruno
editore: Ediesse
pagine: 259
Nel 2001 compare su "l'Unità" una rubrica settimanale dell'autore, intitolata "Atipiciachi", collegata all'inizio a una mailin
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Il reddito di base
editore: Ediesse
pagine: 226
L'attenzione verso il reddito di base è alta anche nel nostro paese
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Luca Ronconi. Un grande maestro negli anni dei guru
di Italo Moscati
editore: Ediesse
pagine: 378
Un regista seduttore e sfuggente: un capo carismatico in mezzo alle paure del teatro che non sa cosa possa essere, ancora. Italo Moscati dedica questo libro a Luca Ronconi, il grande regista di teatro scomparso nel 2014 dopo avere svolto una intensa, ininterrotta, attività sulle scene italiane e del mondo. Nonostante l'attenzione generale che Ronconi ha suscitato, il suo "caso" è da spiegare. Ronconi assomiglia solo a se stesso. L'attività che ha svolto è la profonda, affascinante dimostrazione della vitalità di un suo "teatro enciclopedico", innamorato della conoscenza, senza esclusioni né di epoche né di autori; in cui si avverte una elegante e potente intenzione illuministica, contro il passato, contro le tradizioni, tuttavia mai tradite, anzi prese molto sul serio, reinventate. Ronconi ha guardato alle idee e alle forme delle avanguardie di ogni paese e di ogni tendenza. Per fare luce con centinaia di rappresentazioni, esperienze, laboratori. Ha cercato la contemporaneità in modo concreto, non subendola ma per rifarla, scoprirla, svelarla. Con i suoi attori, i collaboratori, le compagnie, gruppi compatti e determinati. Oltre che regista, è stato un maestro, ha coinvolto i giovani, anche come docente all'Accademia d'Arte Drammatica; ed è rimasto, dopo Luigi Squarzina e Giorgio Strehler, con pochi altri, il solo a rifiutare la fine del teatro e ad avere desiderio di raccontarla, trovando spunti e strade che sono andate oltre le proposte provocatorie e geniali di Carmelo Bene.
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Appalti pubblici e sindacato. Buone pratiche contro mafia e illegalità
editore: Ediesse
pagine: 123
Gli appalti pubblici in Italia sono stati utilizzati, storicamente, come un modo per soddisfare interessi privati, sia delle imprese sia di amministratori e burocrati, permettendo alle mafie di fare grandi affari, soprattutto nel settore delle costruzioni, inquinando il mercato del lavoro e provocando distorsioni nel meccanismo di domanda e offerta. Una risposta concreta è arrivata dal CCASGO, il Comitato di Coordinamento per l'Alta Sorveglianza delle Grandi Opere, e dalle organizzazioni sindacali degli edili di CGIL, CISL e UIL, che sono riusciti a fare emergere l'inquinamento mafioso, utilizzando la tracciabilità finanziaria, la gestione legale e trasparente dei cantieri e il monitoraggio dei flussi di manodopera. Questa esperienza, realizzatasi attraverso le Linee Guida Antimafia e i Protocolli di Legalità, ha determinato non solo un avanzamento della "legislazione di prevenzione", ma anche una serie di procedure che i soggetti firmatari devono attuare. Pertanto, con i Protocolli di Legalità si sa chi, quando e come deve realizzare le azioni prescritte. Il sindacato è certo che questa attività di prevenzione attiva allargherà il solco tra quanti alimentano il sistema di illegalità e quanti, forti dei principi costituzionali, vogliono vincere una guerra civile strisciante che dura dall'Unità d'Italia ad oggi.
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Il tramonto dell'Europa. Finanza e società nel vecchio continente
di Enzo Lombardo
editore: Ediesse
pagine: 213
L'Europa, un tempo leader del mondo, ha perduto il suo ruolo guida a favore degli Stati Uniti e della Cina. A partire dai i primi anni settanta la deregulation finanziaria ha comportato la fine dei cosiddetti "Trenta anni gloriosi" del capitalismo democratico. Gli Stati nazionali hanno via via perso la loro capacità di regolare le politiche economiche e sociali. Mentre la nascita dell'Unione Europea ha comportato rigide regole da osservare per quel che riguarda i conti pubblici, la libera circolazione dei capitali ha nel frattempo consentito lo strapotere di grandi banche private. Al sostegno dell'economia reale si è sostituita un'anarchia sostanziale nel mondo del credito e della finanza, che ha ridotto molti membri sovrani della Ue a Stati debitori. Il volume mette in luce le radici storiche dei problemi economici e sociali che tormentano l'Europa del terzo millennio. La crisi europea ha cause profonde che nascono agli inizi del Novecento con il declino dell'impero britannico e l'ascesa distruttiva della Germania. Le due guerre mondiali fratricide e la trasformazione dei surplus commerciali inglesi in attività finanziarie e parassitarie hanno consegnato la guida del mondo prima nelle mani dei soli Stati Uniti, poi ai nuovi equilibri fra Stati che si configurano come vere e proprie potenze continentali. Viene così in evidenza che la malattia genetica del capitalismo fin dalle sue origini è la degenerazione della finanza.
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L'itinerario di Bruno Trentin. Archivi, immagini, bibliografia
editore: Ediesse
pagine: 178
Il libro racconta la vicenda intellettuale, politica e umana di Bruno Trentin attraverso la documentazione cartacea e multimediale a lui relativa e la bibliografia dei suoi scritti sulle principali testate della sinistra. Un racconto composto di documenti e di immagini che di fatto narrano il Novecento italiano: la Francia dell'esilio, Padova città universitaria in cui attivare la Resistenza, Milano partigiana, Mirafiori dominata dalla Fiat e poi bloccata dagli scioperi. Le carte documentano l'impegno e il carisma di Trentin nei ruoli di segretario della Fiom, di segretario generale della Cgil e di parlamentare europeo per il Pds nella legislatura 1999-2004. Dall'infanzia e l'adolescenza in tetra di Francia alle lotte operaie dell'Autunno caldo fino allo scontro col governo Amato nel 1992 sull'abolizione della scala mobile, si dipana il racconto di sessant'anni di vita italiana passata tra le fabbriche e le scrivanie. Contiene: "La persona umana, le trasformazioni del lavoro e le contraddizioni del precariato", l'ultimo intervento di Bruno Trentin (Fermo, 25 maggio 2006). Viene pubblicato, per la prima volta, l'inventario delle carte (appunti e altri materiali) giacenti nella casa di Bruno Trentin alla sua morte. Prefazione di Iginio Ariemma.
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Rapporto sui diritti globali 2015. Il nuovo disordine mondiale
editore: Ediesse
pagine: 412
Il Rapporto sui diritti globali è uno studio annuale, unico a livello internazionale, che analizza i processi connessi alla globalizzazione e alle sue ricadute, sotto i vari profili economici, sociali, geopolitici e ambientali, osservati in un'ottica che vede i diritti come interdipendenti. La struttura del Rapporto, giunto alla sua tredicesima edizione, è articolata in capitoli tematici, suddivisi in una panoramica generale e in Focus di approfondimento su alcune delle problematiche più rilevanti e attuali dell'anno. L'analisi e la ricerca sono corredate da cronologie dei fatti, dati statistici, riferimenti bibliografici e web. Il Rapporto sui diritti globali si è confermato come uno strumento fondamentale di informazione e formazione per quanti operano nella scuola, nei media e nell'informazione, nella politica, nelle amministrazioni pubbliche, nel mondo del lavoro, nelle professioni sociali, nelle associazioni. Prefazione di Susanna Camusso, introduzione di Sergio SeGio, interventi di Gilbert Achcar, Danilo Barbi, Marco Belligeri, Giuseppe Bronzini, Francesca Chiavacci, Luigi Ciotti, Marco De Ponte, Monica Di Sisto, Federica Ferrario, Samara Jones, Stefano Liberti, Christian Marazzi, Bàlint Misetics, Giuseppe Onufrio, Mauro Palma, Felice Roberto Pizzuti, Cécile Toubeau.
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Non li abbiamo ascoltati. Peggio per noi. Moniti di intellettuali a cavallo dei due secoli
di Eugenio Manca
editore: Ediesse
pagine: 259
Eugenio Manca, giornalista de "l'Unità", tra la fine del Novecento e l'inizio degli anni Duemila ha conversato con personalità della cultura ottenendo giudizi, analisi e pensieri sul futuro che ci attende. Abbiamo scelto trenta dialoghi pubblicati sul quotidiano e sul mensile "LiberEtà".
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Oltre i destini. Attraversamenti del femminile e del maschile
editore: Ediesse
pagine: 310
Sesso e genere sono concetti assai diversi, l'uno determinato dalla biologia, l'altro costruito socialmente. Assumendo tale diversità come punto di partenza del loro lavoro, le autrici propongono un percorso che, offrendo sguardi su storia umana, linguaggio, scuola, maternità, violenza, cambiamento del maschile e sfida ai ruoli di genere rappresentata dalle famiglie omogenitoriali, porta a sottolineare quanto i ruoli socialmente attribuiti a donne e uomini siano culturalmente predeterminati e rappresentino delle gabbie che perpetuano il dominio maschile e la subalternità femminile, riproducendo immagini di uomo e di donna rigide e stereotipate. L'obiettivo è contribuire a scrivere un'altra storia, oltre i destini, che dia spazio al libero pensarsi. Come scrive la vicepresidente del Senato Valeria Fedeli, "le autrici hanno saputo affrontare, con rara competenza e completezza, le riflessioni su quelle definizioni del femminile e del maschile ancora vincolate a predeterminati destini, assai limitativi per chi intende osservare i cambiamenti del mondo e desidera interpretarli alla luce di valori non negoziabili come la solidarietà, l'uguaglianza, la libertà".
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La dignità dell'uomo. Luigi Pintor, ragione e passione
editore: Ediesse
pagine: 246
A novant'anni dalla nascita il libro ricorda un protagonista del giornalismo, della politica, della cultura italiana del Novecento. Dal 1925 al 2003 la vita di Luigi Pintor attraversa un secolo segnato da tragedie, speranze, vittorie, sconfitte. La morte del fratello Giaime, 24 anni, in uno dei primi episodi della lotta partigiana, la Resistenza a Roma, la cattura da parte dei fascisti della banda Koch, la tortura, il carcere, la condanna a morte, la militanza comunista, il lavoro giornalistico all'"Unità", la radiazione dal Pci nel 1969, la nascita del "manifesto", su cui scriverà sino a pochi giorni dalla scomparsa. Un'esistenza spesso segnata dal dolore (la morte di entrambi i figli), mai dalla rassegnazione e dalla resa. Si batte fino all'ultimo per la dignità della persona umana, contro ogni forma di sfruttamento, contro la guerra, per una sinistra libera e aperta. La politica per Pintor ha senso solo se non si allontana dall'etica e se è in grado di cambiare i rapporti tra le persone. Maestro di giornalismo, è rimasto famoso per i corsivi e gli editoriali, brevi e fulminanti. Le parole sono preziose, sono fatti di cui assumersi la responsabilità. Lo stile è innanzitutto una questione morale. Ne sono conferma i libri scritti negli ultimi anni della sua vita: Servabo, La signora Kirchgessner, Il nespolo, I luoghi del delitto. Testi brevi, esili autobiografie.
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Stupri di guerra e violenze di genere
editore: Ediesse
pagine: 495
Gli stupri di massa e le violenze sessuali nei conflitti armati sono stati e sono tuttora una potente e strategica arma di guerra per terrorizzare e distruggere il nemico - o l"etnia" considerata 'nemica - violando, umiliando, annientando "le donne del nemico" e la comunità di appartenenza. Le autrici e gli autori del libro affrontano il tema con un approccio interdisciplinare e di genere. Solo dopo le guerre nella ex Jugoslavia e in Rwanda il reato viene definito "crimine contro l'umanità": nel libro si analizzano gli statuti e la giurisprudenza dei tribunali penali internazionali, dei sistemi regionali di tutela dei diritti umani e l'esperienza della Corte penale internazionale. Se ne ripercorre la storia fino alla "terrificante modernità" dell'oggi: dalle dominazioni coloniali al genocidio armeno, alle "marocchinate" e alle "mongolate" nell'Italia della Seconda Guerra Mondiale; e poi la ex Jugoslavia, il Rwanda, la Palestina, la Somalia, la Nigeria, l'India, la Birmania, il Darfur e le terre curde occupate dall'ISIS; l'America Latina. Ed anche gli "stupri di pace" ad opera delle cosiddette forze di peacekeeping. Si considerano le teorie scientifiche e di "senso comune", le conseguenze psico-sociali e sanitarie, le metafore nella storia dell'arte e delle immagini. Le iniziative di riscatto e di denuncia delle donne colpite e dei movimenti femministi. Prefazione di Annamaria Rivera. Introduzione di Isabella Peretti.
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Il danno nel diritto del lavoro. Funzione risarcitoria e dissuasiva
editore: Ediesse
pagine: 180
Il problema della tutela dei diritti, e in particolare della funzione risarcitoria o anche dissuasiva del giudizio di danno nel diritto del lavoro, costituisce uno degli aspetti salienti, a partire dagli anni Ottanta, della pratica processuale. L'orientamento per lungo tempo ha visto prevalere l'affermazione di primazìa della tutela in forma specifica; nelle più recenti evoluzioni normative riemerge invece la tutela per equivalente degli interessi e dei diritti del lavoratore, non per la convinzione che essa sia più effettiva di quella in forma specifica, bensì per i condizionamenti imposti dal contesto di riferimento. Tali condizionamenti sembrano revocare l'assunto della più incisiva effettività della tutela in forma specifica almeno per il danno non patrimoniale e per la violazione delle direttive dell'Unione europea. Il volume offre una rassegna completa delle varie tematiche di più diffusa applicazione, con un approccio pragmatico rivolto a tutti gli operatori del diritto, con particolare attenzione al regime delle prove, anche di carattere presuntivo o automatico. Saggi di: Filippo Aiello, Lisa Amoriello, Amos Andreoni, Giuseppe Ferraro, Fabrizia Garri, Roberto Riverso, Claudio Scognamiglio. Prefazione di Tiziana Orrù.
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