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L'AltraGuida. Vol. 2: Livorno Genova Roma. Le città e le radici di Giorgio Caproni. Un «Genovese di Livorno» a Roma.
Livorno Genova Roma. Le città e le radici di Giorgio Caproni. Un «Genovese di Livorno» a Roma
editore: Ets
pagine: 46
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La città e l'esperienza del moderno
editore: Ets
pagine: 814
Lo spazio urbano rappresenta la dimensione più naturale e caratteristica della modernità. Dalla fine della letteratura di antico regime, i destini dei personaggi letterari e le forme della rappresentazione si definiscono con evidenza sempre maggiore all'interno di ambienti e scenari cittadini, o in relazione ad essi. Una sintonia profonda contraddistingue insomma il rapporto fra la letteratura moderna e la città - o, per dir meglio, le città. Oggi le città si allargano sempre più, il mondo è sempre più urbanizzato, ma l'ampliamento territoriale pare andare di pari passo con l'affievolirsi della spinta all'agglomerazione, da sempre vettore primario dell'urbanizzazione. Di qui metafore come "città diffusa" o "arcipelago metropolitano", che cercano di render conto delle nuove organizzazioni territoriali. I testi raccolti nei tre tomi, legati al convegno della MOD organizzato nel 2010 da tre atenei milanesi (Statale, Cattolica, Bicocca), offrono una ricognizione ad ampio spettro dei rapporti tra città e letteratura dal Settecento ai giorni nostri. Immagini, ritratti, rappresentazioni di città diverse, nella più ampia varietà possibile di prospettive e di forme letterarie: città grandi e piccole, centrali e periferiche, sonnolenti e tumultuose, da un capo all'altro dell'Italia ma anche oltralpe e oltreoceano, ritratte con attenzione minuziosa o viste di scorcio, intuite, patite, godute, vissute.
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Letteratura e civitas
Transizioni dalla repubblica all'impero
editore: Ets
pagine: 456
Il passaggio dalla repubblica all'impero continuamente si ripropone come questione cruciale negli studi su Roma antica, e cont
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La semiotica di Spinoza
di Vinciguerra Lorenzo
editore: Ets
pagine: 204
La storia della semiotica si è dimenticata di Spinoza
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La disabilità che è negli oggetti. Teoria e pratica di integrazione scolastica con le nuove tecnologie
di Giovanni Simoneschi
editore: Ets
pagine: 172
Una "dittatura della maggioranza" ha imposto che gli oggetti abbiano determinate conformazioni, adeguate al funzionamento umano standard. Dall'uso di questi oggetti, che sono praticamente la totalità degli oggetti, le persone senza un funzionamento umano standard sono escluse ed è in questa impossibilità di relazionarsi agli oggetti che prende forma e diventa esperienza esistenziale concreta e quotidiana la disabilità della persona. Perché è solo tramite gli oggetti che l'uomo vive e si realizza. Ma tale questione riguarda anche l'istruzione, i cui oggetti didattici, i libri, con le loro conformazioni fisiche e le loro argomentazioni, o gli oggetti per scrivere, per fare i calcoli, etc., possono rappresentare ostacoli insuperabili per persone senza un funzionamento umano standard. Le nuove tecnologie possono trasformare la conformazione di tali oggetti e renderli pertanto fruibili a tutti. Attraverso una serie di riflessioni pedagogiche e un'analisi critica e concreta delle tecnologie educative per l'integrazione, il volume offre un panorama esaustivo degli hardware e dei software per l'integrazione scolastica, nell'ambito delle diverse tipologie di disabilità, rappresentando una specie di guida per il lavoro con le tecnologie del docente di sostegno, ma anche del docente curricolare, in particolare per quanto concerne i Disturbi Specifici di Apprendimento.
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Contesti. Intertestualità e interdiscorsività nella letteratura italiana del Medioevo
di M. Clotilde Camboni
editore: Ets
pagine: 200
I lavori raccolti in questo libro si misurano con la letteratura medievale in volgare e con le questioni poste a chi la studia non solo dalle notevoli lacune documentarie, ma soprattutto dall'assenza di un contesto letterario stabile e unitario e dalle conseguenti discontinuità della tradizione. Da un lato, il peso di questi fattori è tale da non permettere quasi mai di postulare collegamenti fra gli autori e tra le loro opere senza dimostrarne ogni volta la plausibilità, rendendo difficoltoso ogni tentativo di analisi in questo senso. Dall'altro lato, però, una tradizione per quanto frammentata esiste ed è quindi possibile rintracciare legami tra le opere che ne fanno parte. Confrontando e analizzando diversi testi, dallo Stilnovo a Petrarca e Boccaccio, gli studi qui proposti mettono in evidenza linee di frattura e aree di maggior coesione, fraintendimenti della tradizione e casi di sua quasi incredibile continuità.
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Maschietti e bambine. Tre storie con figure
di Egle Becchi
editore: Ets
pagine: 144
Tre saggi compongono il volume: nel primo si tratta di putti, di loro immagini, di loro funzione educativa, di loro vicende nei secoli. Il secondo parla di bambine, della loro scarsa riconoscibilità nella storia e nella ricerca scientifica e della loro difficile emancipazione. Il tema del terzo è la costruzione dell'idea di infanzia nella teoria freudiana. Tre contributi a una storia dell'età bambina, ancora sulla via di una difficile realizzazione, dove sfide teoriche si intrecciano a interrogativi pedagogici e di metodo di ricerca, in un lavoro su pagine scritte e documenti iconici.
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Generazioni precarie. Formazione e lavoro nella realtà dei call center
di Pietro Maltese
editore: Ets
pagine: 184
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La Crusca nei margini delle postille al «Dittamondo» di Giulio Perticari e Vincenzo Monti
editore: Ets
pagine: 192
Dopo due isolate edizioni tra Quattro e Cinquecento, il Dittamondo di Fazio degli Uberti conosce una certa fortuna agli inizi del XIX secolo, con tre stampe nell'arco ridotto di una quindicina d'anni, dal 1820 al 1835. Resta invece inedito, affidato a sei voluminosi manoscritti autografi conservati presso la Biblioteca Oliveriana di Pesaro, il tentativo di edizione procurato da Giulio Perticari, prematuramente scomparso nell'estate del 1822. Tali materiali costituiscono un caso editoriale meritevole di indagine non solo perché documentano la stretta collaborazione tra il Perticari e suo suocero, Vincenzo Monti, ma soprattutto perché sono corredati di un cospicuo apparato di postille, tra le quali spiccano oltre settecento note relative al Vocabolario della Crusca. Di queste il volume fornisce l'edizione critica, accompagnata da un'introduzione volta a illustrare le vicende editoriali del poema e da un'appendice che mostra la relazione tra gli inediti del Perticari e la successiva stampa del Dittamondo uscita a Milano nel 1826, sotto l'egida del Monti. Oltre a mettere in luce il modo di procedere dei due letterati nella ricostruzione del testo, le postille, poi parzialmente confluite nella Proposta montiana, dimostrano che, negli intenti di Perticari e Monti, l'edizione del poema avrebbe dovuto presentarsi come un momento di forte polemica nei confronti dell'Accademia della Crusca.
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Le insidie dell'ovvio. Tecnologie educative e critica della retorica tecnocentrica
di Maria Ranieri
editore: Ets
pagine: 240
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Disabilità e pedagogia della famiglia
Madri e padri di figli speciali
di Bichi Lisa
editore: Ets
pagine: 340
Lo sguardo di indagine sulle famiglie con disabilità è andato modificandosi nel tempo in quanto, se nei primi studi di Farber
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