Fazi
Un incantevole aprile
di Elizabeth Arnim
editore: Fazi
pagine: 287
In un club della Londra anni Venti due signore inglesi scoprono di essere accomunate da una vita amorosa insoddisfacente, molt
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Il boulevard delle ossa
di Léo Malet
editore: Fazi
pagine: 170
È primavera, e all'agenzia d'investigazione Fiat Lux è un gran giorno: Nestor Burina e la sua assistente Hélène hanno appena v
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Notti al circo
di Angela Carter
editore: Fazi
pagine: 430
È una notte londinese del 1899 e il tempo si è fermato
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Giuliano
di Gore Vidal
editore: Fazi
pagine: 585
Pubblicato per la prima volta nel 1964, Giuliano è uno dei romanzi di maggiore successo di Gore Vidal. La fortuna ininterrotta che i lettori gli hanno tributato dalla sua uscita e gli apprezzamenti favorevoli della critica letteraria lo fanno annoverare tra le opere di narrativa più importanti della letteratura americana del Novecento. Il romanzo racconta la vita privata e politica di Giuliano, l'imperatore romano del quarto secolo, nipote di Costantino, che durante i brevi anni del suo regno tentò di soffocare la diffusione del cristianesimo e di restaurare il culto degli dèi, passando per questo motivo alla storia con l'appellativo di "Apostata". Morirà assassinato nel 363, tre anni dopo essere diventato imperatore, avendo completamente fallito la realizzazione del suo progetto. Il racconto di Vidal comincia diciassette anni dopo la morte di Giuliano e prende le mosse dalla corrispondenza tra due potenti e influenti uomini politici del tempo. Senza scrupoli, portati a privilegiare gli intrighi della politica e del potere, non esitano a farcire le loro lettere di osservazioni malevole, pettegolezzi e maliziose digressioni che interpolano al diario scritto dall'imperatore, destinato a essere la sua autobiografia. Nelle pagine di Giuliano troviamo così l'affascinante rappresentazione di un conflitto politico e religioso in cui già si profila il declino dell'Impero Romano; ma troviamo, soprattutto, il sentimento di un'epoca, raffigurato con maestria e con l'inconfondibile stile di Gore Vidal. Nella lotta senza speranza contro il cristianesimo ormai trionfante, nel tentativo - che egli stesso sa essere destinato a fallire - di restaurare una religione che lo spirito del tempo non sente più sua, si nasconde il tormento di un'anima spaventata e smarrita di fronte al futuro. Un sentimento che appartiene a ogni epoca e che fa della tragica parabola dell'imperatore romano una storia attuale anche ai giorni nostri.
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La figlia femmina
di Anna Giurickovic Dato
editore: Fazi
pagine: 220
Ambientato tra Rabat e Roma, il libro racconta una perturbante storia familiare, in cui il rapporto tra Giorgio e sua figlia M
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Il nido
di Winton Tim
editore: Fazi
pagine: 442
Tom Keely, ex avvocato ambientalista molto noto, ha perso tutto
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La corsa di Billy
di Warren Patricia Nell
editore: Fazi
pagine: 332
A metà degli anni Settanta, l'allenatore Harlan Brown viene cacciato dalla prestigiosa Penn State University per sospetta omos
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Al caffè degli esistenzialisti. Libertà, essere e cocktail
di Bakewell Sarah
editore: Fazi
pagine: 470
Siamo a cavallo tra il 1932 e il 1933
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Nebbia sul ponte di Tolbiac
di Malet Léo
editore: Fazi
pagine: 170
Quando Nestor Burma riceve una misteriosa richiesta d'aiuto dall'ospedale della Salpètrière, si precipita sul posto a dare un'
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L'uomo che scrisse il romanzo perfetto. Ritratto di John Williams, autore di «Stoner»
di Charles Shields
editore: Fazi
pagine: 335
A oltre vent'anni dalla morte di John Williams, i suoi romanzi sono amati da milioni di persone nel mondo e considerati fra i migliori esemplari di narrativa americana del ventesimo secolo, tanto che i lettori iniziano a chiedersi: che storia si nasconde dietro a "Stoner"? Chi è l'uomo che scrisse questo romanzo perfetto? «A volte basta guardare una persona per sapere quanto sia stata interessante la sua vita», osserva Anne Marie Candido, la curatrice delle carte di John Williams. E con il tempo il volto dello scrittore si era riempito di rughe, segni inequivocabili di una vita piena e sofferta e di una quotidiana ed estenuante lotta per essere riconosciuto come romanziere. Probabilmente con "Stoner" Williams ha voluto esorcizzare la sua paura di morire nell'anonimato, come accade al protagonista del suo capolavoro: un ragazzo di campagna del Missouri che diventa professore, si accontenta di una vita senza scossoni e mantiene un atteggiamento di passiva e serena accettazione per tutto ciò che accade. Williams invece è il contrario: anch'egli di estrazione contadina, procede ostinatamente in salita e non demorde. Il romanziere e il suo doppio sono entrambi infelici ma, se "Stoner" è un tipo accomodante e comprensivo, Williams ha invece un carattere impossibile ed è ossessionato da un unico pensiero: essere preso sul serio come artista. Il paradosso che gli si para davanti è che, proprio quando la strada si spiana e il suo talento pare trovare il pubblico riconoscimento, lui non ha più molto da dare e da dire: ha già speso le sue energie migliori e si richiude in una spirale di autodistruzione, tra alcol, fumo e risentimento nei confronti del mondo letterario e di quello accademico. Attraverso una biografia meticolosa, coinvolgente e ben scritta, possiamo finalmente scoprire chi è l'uomo che sta dietro a un'opera straordinaria come Stoner, ma anche ad altri tre ottimi romanzi, "Nulla, solo la notte", "Butcher's Crossing" e "Augustus", con il rimpianto di avergli riconosciuto la gloria troppo tardi ma con la consapevolezza di aver scoperto un piccolo e discreto eroe dei nostri giorni.
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Via dalla pazza folla
di Thomas Hardy
editore: Fazi
pagine: 472
"Via dalla pazza folla" narra le appassionanti vicende di Gabriel Oak, un giovane la cui vita viene sconvolta dall'inatteso arrivo dell'affascinante Bathsheba, bellezza orgogliosa e nullatenente di cui s'innamora. Quando le chiede di sposarlo lei lo rifiuta, ma i loro destini tornano a incrociarsi: mentre lei eredita una fattoria dallo zio, lui perde tutti i suoi averi in una notte di tempesta. Si ritrova cosi costretto a lavorare per Bathsheba e a contendersi le sue attenzioni con altri due uomini. Se un romanzo può essere completamente intriso d'amore, ebbene questo lo è. Un amore per tutto, e non solo per le cose vive: per le melodie polifoniche del vento e per il linguaggio delle stelle, per le piante e per i colori, per il tempo che passa da un sorriso a una minaccia, per la fragilità della vita o per l'incanto di un gioco di luci. E, soprattutto, per la misteriosa algebra dei sentimenti umani. In questo scenario in cui tutto ha un'anima, o sembra proprio averla, si muovono i personaggi di un ambiente rurale, quello tanto amato da Hardy; e ci accorgiamo che proprio in quell'ambiente è forse possibile scoprire meglio il vero funzionamento, quello più riposto, della condizione umana. Perché è nella natura, dentro la natura e, appunto, via dalla pazza folla, che l'essere umano riesce a mettere a nudo la sua vera anima. I personaggi possono essere contadini o mercanti, ricchi agricoltori o servette, ubriaconi o bigotti, donnine impaurite o tipacci arroganti, amanti folli o fedeli innamorati, ma fra tutti emerge maestosa l'eroina del romanzo: donna sensibile, bella, intelligente, ma pur sempre donna, con tutte le contraddizioni della sua gelosia e dei suoi pudori, della vanità e dei capricci, degli scrupoli, della passione, e quindi infine del suo amore: è una donna di cui non si può fare a meno di innamorarsi candidamente, per non dimenticarla mai più.
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