Fazi
Azarel
di Károly Pap
editore: Fazi
pagine: 263
Tra Gyuri e la sua famiglia l'incomprensione è totale
Fuori catalogo
L'età dei libertini. Controstoria della filosofia
di Michel Onfray
editore: Fazi
pagine: 258
Nel terzo volume della sua Controstoria, Michel Onfray affronta la filosofia del Seicento: il Grand Siècle, il secolo di Richelieu e dell'assolutismo, di Luigi IV e di Versailles. Dopo aver tentato di liberare la filosofia antica dall'egemonia platonica e persino quella cristiana da una lettura ascetica, qui Onfray riesce a sottrarre il Seicento all'ipoteca spiritualistica e moderata dei vari Descartes e Pascal, per mettere in luce la natura profondamente sovversiva - anticipatrice delle istanze rivoluzionarie poi realizzate dall'lluminismo e dall'89 - di un gruppo di teorici che del libero pensiero fecero la loro bandiera. Vengono così reinterpretate in una chiave originale non solo figure note alla storiografia ufficiale come Gassendi e Spinoza (ridimensionato il primo, snodo fondamentale della filosofia moderna il secondo), ma soprattutto ci vengono restituiti in tutta la loro grandezza personaggi di eccezionale significato finalmente salvati dalla condanna moralistica o addirittura dall'oblio come Charron, La Mothe Le Vayer, Saint-Evremond, Cyrano de Bergerac. Il lettore sarà sicuramente sorpreso proprio nello scoprire la potenza intellettuale di quest'ultimo: nel personaggio conosciuto per la commedia di Rostand, Onfray ritrova la forza dissacrante e liberatoria del riso, un riso che "apre abissi, spacca il mondo in due, libera una luce di cui si illumina tutto il pensiero progressista degno di questo nome".
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Il Cristanesimo edonista. Controstoria della filosofia
di Michel Onfray
editore: Fazi
pagine: 291
Democrito e Diogene, Aristippo ed Epicuro non sono di solito considerati i "campioni" della filosofia greca. Eppure, nelle "Saggezze antiche", Onfray ha dimostrato che non hanno niente da invidiare a Platone e Aristotele. Ora, in questo secondo volume della "Controstoria della filosofia", Onfray, teorico per eccellenza dell'ateismo, non ha paura di andare a scoprire proprio il lato più nascosto della tradizione medievale: il cristianesimo edonista. In questa rassegna filosofica, pertanto, non si troveranno sant'Agostino né san Tommaso, ma personaggi dei quali non v'è quasi traccia nei manuali ufficiali, come gli gnostici Basilide e Carpocrate, accanto ai più famosi Lorenzo Valla, Marsilio Ficino, Erasmo da Rotterdam. Pensatori molto diversi fra loro, accomunati però dalla lontananza dall'ideale ascetico, da un progetto che rimanda la felicità alla sfera oltremondana; e tenaci propugnatori di un modello di vita che realizzi qui, su questa terra, quella "saggezza felice" che è la vera vocazione di un sapere capace di porsi come arte del "buon vivere". Il cristianesimo edonista si chiude con l'analisi della figura di Michel de Montaigne, al quale sono riservate le ultime cento pagine.
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Amori. Storia del rapporto uomo-donna
editore: Fazi
pagine: 240
Contrariamente alle altre specie animali, che si riproducono senza creare legami stabili, fin dalla notte dei tempi l'uomo ha cercato di formalizzare le sue relazioni amorose, creando così la base del tessuto sociale. In "Amori" Jacques Attali va alla scoperta dell'affascinante storia del rapporto uomo-donna e delle tante sfumature che lo hanno caratterizzato in ogni angolo della terra e nelle diverse epoche: sessuale o sentimentale, passionale o platonico, spontaneo o formale, imposto o volontario, religioso o laico, eterno o fugace, eterosessuale o omoerotico. In questo libro sono raccontati i numerosi e spesso bizzarri esempi di un amore inteso in senso allargato: le donne degli harem dell'Arabia Saudita e le geishe giapponesi, i maestri del kamasutra e i matrimoni di gruppo del Congo, le tribù poliandriche della Cina e i rituali omosessuali della Nuova Guinea, le famiglie borghesi e i triangoli bisessuali. Nella sua ricognizione, l'autore affronta anche i nuovi traguardi della vita di coppia nel nuovo Millennio, giungendo a una conclusione sorprendente: la monogamia ha i giorni contati.
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Il comportamento della luce
di Nic Kelman
editore: Fazi
pagine: 350
La storia d'amore tra Alexander e Laetitia è finita. La sola via d'uscita per non perdersi, per non impazzire, è per lui ricordare, ricostruire, rivivere ossessivamente i momenti trascorsi insieme. Dal fondo del precipizio che è diventata la sua esistenza nulla gli sfugge, non un dettaglio, un'espressione, un frammento: la memoria di Alexander è come una pellicola su cui riposano, come traiettorie luminose, le sequenze di ogni istante condiviso. Un reticolato d'ombra e luce che gli serve da sostegno, al pari di un ponte di corde su un burrone: lo sguardo di Laetitia, le sue mani, il suo respiro. E insieme l'andamento, la direzione, la velocità del loro amore, che per lui è ora l'oggetto di un'indagine scientifica sul comportamento della luce e, per estensione, di Laetitia. Sono dunque grafici e immagini sulla fisica delle particelle laetitiane, la dinamica del suo ciclo vitale, dei suoi moti dell'animo, delle sue pene. Prima che lei scivolasse lungo un inesorabile crinale di depressione. Prima che perdesse ogni contatto con la realtà.
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La pietra che parla
di Peter Adolphsen
editore: Fazi
pagine: 78
Come raccontare un secolo intero, rivoluzioni sociali e artistiche, due guerre mondiali, cadute e rinascite di un continente attraverso le vite di individui del tutto marginali agli eventi? Incarnando la storia nell'oggetto più insignificante, una pietra estratta dalle viscere della terra e perciò in grado di "conoscere", meglio di chiunque, il cammino dell'umanità. Nel 1907 il geologo Josef Siedler, affascinato dalle teorie su un misterioso popolo da cui avrebbe avuto origine la nostra civiltà, compie un viaggio tra cunicoli e caverne alla ricerca delle tracce della sua esistenza. Quando s'imbatte in una roccia che emette strani suoni, echi di una lingua che gli esseri umani non sanno più riconoscere, è convinto di aver trovato il confine di quel mondo e ne stacca un frammento che porta con sé in superficie. Le vicende di quella scheggia di un mondo perduto - la pietra, ereditata da un nipote di Josef e smarrita durante la seconda guerra mondiale, negli anni Sessanta viene dichiarata opera d'arte e chiusa in un museo - sono una metafora dell'Europa del ventesimo secolo, l'arco di tempo in cui la pietra continua a vibrare e a "parlare".
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Cattiva finanza. Come uscire dalla crisi: un nuovo paradigma per i mercati
di George Soros
editore: Fazi
pagine: 162
George Soros - uomo d'affari di fama mondiale, la cui esperienza in campo finanziario è senza pari - analizza origini e implicazioni future dell'attuale congiuntura, esaminando le modalità con cui istituzioni, aziende, cittadini affrontano le fasi di crescita e di crisi e le conseguenti ripercussioni sulle attività economiche globali. Ma per capire come si è arrivati al crack e per uscirne, è necessario ripensare il presupposto di base del modello dell'economia classica: l'idea che i mercati siano in grado di risolvere gli squilibri tra domanda e offerta fino ad arrivare a un punto di equilibrio. Secondo la nota teoria della "riflessività" di Soros, invece, in economia non vince l'ordine, ma il suo contrario, perché le scelte operate ad alto livello sui mercati internazionali sono pur sempre il frutto di interessi (e di errori) di singoli individui. L'economia viene influenzata (quindi subisce un riflesso) dalle condizioni sociali vigenti, che raramente sono di stabilità; molto più spesso sono di panico, paura, euforia. Condizioni che, se portate alle estreme conseguenze, possono sfociare in situazioni d'emergenza quali la bolla immobiliare e il crollo delle borse. Non è soltanto un saggio che unisce suggerimenti pratici ad approfondimenti filosofici; è soprattutto un contributo alla comprensione della grande crisi americana e dei suoi effetti su scala mondiale.
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Venditori di fumo. Le regole basilari della demagogia efficace
di Jean-Luc Porquet
editore: Fazi
pagine: 189
La politica dei nostri tempi ha riscoperto in modo decisivo una figura. Quella del demagogo che fa direttamente appello al popolo: lo blandisce o lo incita, proiettandolo - apparentemente - al centro della scena pubblica. A raccontare questa trasformazione è una delle penne de "Le Canard enchaîné", rivista francese di satira sociale, politica e di costume. Partendo dal presidente francese Nicolas Sarkozy, descrive il modello demagogico e la deriva delle nostre società. Sarkozy - il "piccolo demagogo" - infatti non è che l'ultimo esemplare di una lunga tradizione di leader demagogici: da Savonarola a Cleone, da Milosevic a Eva Peron e i suoi "descamisados", fino a Le Pen e Silvio Berlusconi, il "teleimbonitore". E le ricette per ingannare i cittadini sono eterne: dalla capacità di puntare tutto sulla comunicazione alla semplificazione senza ritegno di ogni cosa, dal suscitare la paura alla promessa dell'ordine. Come evidenziano i casi di Sarkozy, che assicura ogni cosa e il suo contrario, e di Berlusconi, che promette tanto e mantiene poco, la demagogia ricorda la fragilità della democrazia e i rischi crescenti cui è esposta.
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Michelangelo. La grande ombra
di Filippo Tuena
editore: Fazi
pagine: 312
Perché Michelangelo, ormai anziano e malato, declinò i continui inviti di Cosimo de' Medici a fare rientro a Firenze? Era trat
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Chiamami Brooklyn
di Eduardo Lago
editore: Fazi
pagine: 407
Nestor, un giornalista del "New York Post", viene a sapere che il suo mentore e migliore amico, Gal Ackerman, è morto. Figlio di un volontario italiano delle brigate internazionali e adottato da una coppia di americani durante la guerra civile spagnola, Gal lascia dietro di sé un romanzo incompiuto, cui lavorava da tutta la vita, centinaia di pagine disseminate di appunti, annotazioni, ricordi di cui ha riempito i suoi quaderni, i suoi diari. Un'officina creativa dissestata e frammentaria con la quale, per tener fede a un tacito patto, Nestor è costretto a confrontarsi; e che, per uno strano gioco del destino, lo costringerà a rintracciare le orme dell'amico lungo un frastagliato crinale geografico che da New York lo condurrà a Coney Island, alle fumerie d'oppio di Chinatown, a Madrid, alla Toscana.
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La bella economia. Storie, idee e protagonisti che possono cambiare la «scienza triste»
di Francesco Maggio
editore: Fazi
pagine: 108
L'economia italiana non gode affatto di buona salute. Urge una radicale inversione di rotta e recuperare sobrietà. Ma l'economia sarà in grado di ritrovare una dimensione etica e, in senso allargato, la sua originaria bellezza? E cosa si intende quando si parla di bellezza applicata all'economia? E evidente che non ci si riferisce soltanto a settori produttivi quali moda, design, turismo, quanto piuttosto alla valorizzazione del lato umano della disciplina: operazione possibile solo se si esce, finalmente, dagli schemi chiusi dell'homo oeconomicus grezzo ed egoista in cui l'hanno relegata tanti manager, imprenditori, banchieri, giornalisti approssimativi. Quegli stessi meccanismi che hanno finito col rendere l'economia una "scienza triste", secondo la definizione del filosofo scozzese Thomas Carlyle. Solo così i suoi protagonisti ritroveranno il gusto di interrogarsi, senza dogmatismi e con specchiata onestà intellettuale, su nuovi orizzonti di senso dell'economia. Come auspica anche Confindustria, infatti, si dovrebbe ripensare alla "necessità di un cambio di mentalità e di nuove politiche culturali per le imprese, di nuove "parole chiave" da sviluppare". E proprio in questa direzione che Francesco Maggio, economista esperto di nonprofit e di finanza etica, concentra la sua riflessione, delineando quale nuovo e decisivo ruolo spetti oggi alle imprese italiane.
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