Il Mulino
L'impolitico. Thomas Mann tra arte e guerra
di Elena Alessiato
editore: Il Mulino
pagine: 350
Fra tutte le opere di Thomas Mann le "Considerazioni di un impolitico" sono una delle più affascinanti e controverse. Con esse Mann consegna la "mappa concettuale" della cultura politica tedesca di inizio secolo. Ma mostra anche come non abbia mai rinunciato a essere un artista pur ragionando di guerra e politica. Partendo da questi assunti il libro ricostruisce il contesto storico-intellettuale in cui Mann operò e le questioni con le quali dovette confrontarsi: la guerra, lo scontro Kultur-Zivilisation, l'avanzata della democrazia, la società dei consumi di massa, il conservatorismo, la forma dello Stato, il rapporto fra politica e cultura. Nel mettere in luce il contributo di originalità che Mann fornì alla comprensione del suo tempo, l'autrice mostra quanto la concezione estetica dello scrittore influenzò la sua personale rielaborazione della realtà storico-politica. Ne risulta così da un lato un avvio critico per rispondere alla domanda: "chi è l'impolitico?", dall'altro un'analisi articolata delle inquietudini e contraddizioni con cui non solo Thomas Mann ma insieme con lui molti intellettuali tedeschi affrontarono le sfide concettuali e politiche di uno dei periodi più tragici e intensi del XX secolo.
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L'evoluzione attuale del regime rappresentativo. Cinque risposte a un'inchiesta dell'Union Interparlementaire
editore: Il Mulino
pagine: 151
Il 1928, anno della pubblicazione di questi scritti, è un punto di non ritorno per la storia della vecchia Europa: i regimi bolscevico e fascista proiettano ombre sinistre sul suo sistema politico proprio quando una crisi economica di proporzioni inimmaginabili incombe all'orizzonte. Del baratro che si sta aprendo, i cinque autori non hanno piena consapevolezza, né avrebbero potuto averla, ma emerge già qualche illuminato sentore. Gaetano Mosca si chiede "se vi sia una crisi del regime parlamentare, quali siano i sintomi di questa crisi, quali ne siano le cause e quali finalmente i rimedi". La crisi dello Stato "moderno" implosa con la Grande Guerra; la sua riorganizzazione economica, amministrativa e, soprattutto, politica: i dilemmi della rappresentanza; il ruolo delle classi medie e il problema delle competenze nelle moderne società di massa. Sono alcune delle questioni con cui la classe politica occidentale degli anni Venti è chiamata con urgenza a confrontarsi. L'Union interparlementaire raccolse quella sfida e si rivolse a cinque studiosi di diritto pubblico e costituzionale. Se ne ripropone qui, per la prima volta in lingua italiana, il prezioso contributo.
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Quel che resta di un bene. Breve storia della raccolta differenziata e del riciclaggio di carta e cartone
editore: Il Mulino
pagine: 192
Dal riuso dei materiali di scarto nell'economia preindustriale alla formazione dell'odierna "coscienza ecologica", il volume propone una ricostruzione della storia della raccolta differenziata in Italia, che gli autori, con un particolare approfondimento sui materiali cellulosici, conducono anche attraverso un'analisi del cambiamento delle abitudini e degli stili di vita. In questo percorso si indagano i fattori storici, economici e culturali che accompagnano il passaggio dalle occasionali e rudimentali forme di raccolta del primo dopoguerra ai sistemi organizzati dei giorni nostri. Partendo dalle origini del recupero e riciclo dei materiali in un paese tradizionalmente povero di materie prime come l'Italia si arriva, in epoca moderna, a una stretta compenetrazione tra le "ragioni" ambientali e quelle dei settori industriali di impiego dei materiali di recupero. Nel caso del settore cartario e cartotecnico questa compenetrazione mostra un livello ottimale di sintesi: il rapido diffondersi delle raccolte urbane di carta e cartone ha reso i comuni italiani delle "foreste urbane" capaci di approvvigionare il comparto produttivo nazionale, svincolandolo dalla storica dipendenza dall'estero per il soddisfacimento del proprio fabbisogno di materia prima. Il volume si conclude con un capitolo dedicato al quadro normativo di riferimento curato da Claudio Busca.
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Diversità sociale e sostenibilità. Una prospettiva storica. Società, città, impremditorialità immigrata
editore: Il Mulino
pagine: 350
Quali forme ha assunto storicamente la diversità sociale? E per quali tra di esse si è posto un problema di sostenibilità? In quali casi, da elemento di conflitto, può trasformarsi in fattore di arricchimento del tessuto sociale e di crescita, anche economica? Frutto della quinquennale partecipazione ad un network di ricerca europeo, il volume riunisce una serie di interventi che tentano di dare alcune prime risposte a simili, non semplici interrogativi Nella prima parte si affronta la questione della diversità (sociale in quanta distinta da quella biologica, la biodiversilà) in una prospettiva storica di lungo periodo, tra medioevo ed età contemporanea; mentre la seconda parte si concentra sulla dimensione urbana, focalizzando vari casi in cui la diversità e la sua gestione si sono manifestate nel tessuto sociale, insediativo e architettonico di città italiane ed europee nella prima età moderna e durante il processo di industrializzazione. Due saggi sono dedicati al fenomeno della imprenditorialità dei migranti nell'attuale quadro dell'economia italiana, analizzando uno degli aspetti per cui i processi migratori - la principale manifestazione del "diverso" nelle società europee - sono più concretamente in bilico tra conflitto e integrazione. Una molteplicità di approcci disciplinari, che dalla storia economica e sociale e da quella dell'architettura spaziano fino all'analisi sociologica e statistico-economica.
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Ideas of Europe in national political discourse
editore: Il Mulino
pagine: 361
L'analisi dell'immagine dell'Europa nei contesti politici nazionali è parte del progetto della rete tematica di ricerca sugli
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Dal dire al fare. Modelli, metodi, strumenti per la gestione del cambiamento organizzativo negli atenei
editore: Il Mulino
pagine: 273
Sono ormai quasi cinque anni che un gruppo di atenei ha iniziato un percorso di analisi e studio del proprio modello organizzativo e di applicazione di metodologie e strumenti condivisi per migliorare i sistemi di governance nell'ambito dello sviluppo organizzativo. Questo volume non solo sintetizza il lavoro svolto, mostrando in un percorso strutturato e rigoroso come sia possibile, anche all'interno di strutture pubbliche, applicare metodologie complesse per sviluppare e gestire le proprie risorse con una visione evoluta, ma pone, insieme, le basi per una proposta di soluzione di sistema. Codau - il Convegno permanente dei Direttori Amministrativi e dirigenti delle Università italiane - si fa promotore del processo di cambiamento del sistema Università e questa pubblicazione mostra la traduzione in concreto di quanto si afferma nel titolo, "Dal dire al fare".
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Scienza, religione e politica
di Robert K. Merton
editore: Il Mulino
pagine: 351
Robert K. Merton è unanimemente riconosciuto come il fondatore della sociologia della scienza. A lui si debbono le prime riflessioni sulla scienza come istituzione e i suoi rapporti con altre sfere quali politica e religione, nonché le prime ricerche empiriche sulla produzione scientifica. Dei suoi saggi sulla scienza, classico riferimento a livello internazionale e da tempo non più disponibili in italiano, si propone qui una selezione che espunge quelli più legati a polemiche d'epoca o ad analisi molto dettagliate di dinamiche contingenti. Ciò consente di far emergere con maggiore forza temi che nel tempo hanno dimostrato, se possibile, un'attualità crescente, come lo spazio della fede religiosa e dei valori nell'attività di ricerca o il ruolo della scienza nelle società democratiche.
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Diritto dei contratti di lavoro
di Giuseppe Ferraro
editore: Il Mulino
pagine: 350
A 40 anni dallo Statuto dei lavoratori che rimane l'ossatura e la base di molte previsioni ordinamentali in materia di diritto
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Il gusto di lavorare. Soddisfazione, felicità e lavoro
editore: Il Mulino
pagine: 121
Mostrando che non è affatto fuori luogo, come potrebbe sembrare, parlare di gioia, felicità o soddisfazione a proposito del lavoro, questo volume evidenzia le dimensioni positive dell'esperienza lavorativa quotidiana. Gli autori mettono in risalto i fattori situazionali e individuali in grado di potenziare la capacità delle persone di progettare e realizzare una vita lavorativa orientata al benessere, rafforzandone la resilienza, valorizzando il ruolo delle esperienze positive e delle interazioni sociali costruttive. Un tema assai rilevante non solo per i lavoratori ma anche per le organizzazioni e per il sistema sociale nel suo complesso.
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La mente finanziaria. Economia e psicologia al servizio dell'investitore
editore: Il Mulino
pagine: 310
Prospetti informativi, benchmark, performance dei titoli, grafici di trend dei prodotti finanziari sembrano strumenti razionali per scelte razionali. Ma l'investitore è veramente così freddo e razionale? Sappiamo valutare il rischio, abbiamo preferenze stabili e ci comportiamo in modo coerente? La psicologia ci insegna che nella realtà l'investitore non è un lucido calcolatore ma un "soggetto emotivo" che non può comportarsi come quello "razionale" perché dotato di razionalità limitata: non può restare concentrato a lungo, non è in grado di utilizzare grandi quantità d'informazioni, la memoria non ha capacità infinite e i ricordi sono spesso distorti e colorati da euforia o rimpianto. Dunque è essenziale per gli investitori allargare le conoscenze finanziarie ai processi cognitivi. Una educazione finanziaria insufficiente produce gravi rischi personali e sistemici, come abbiamo purtroppo sperimentato nella crisi partita dai subprime e precipitata a cascata sul sistema economico globale.
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La costruzione del ceto medio. Immagini sulla stampa e in politica
editore: Il Mulino
pagine: 368
"Ceti medi: soli, vulnerabili, lontani dalla politica"; "Il ceto medio a rischio povertà"; "Ceto medio
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Argentina
di Marzia Rosti
editore: Il Mulino
pagine: 179
Dopo l'acuta crisi economica del 2001 l'Argentina si è stabilizzata e, forte di un nuovo periodo di crescita, è oggi una delle nazioni più sviluppate dell'America Latina. Attualmente repubblica democratica federale con circa 40 milioni di abitanti, è stata teatro di vicende politiche che hanno avuto rilievo ed eco internazionali. Terra di forte immigrazione, dal 1946 al 1955 ha visto l'affermarsi del movimento peronista, singolare al punto da divenire una variante di scuola dei modelli autoritari. Vent'anni di tensioni politiche condussero poi nel 1974 al golpe del generale Videla. Sotto la dittatura, durata fino al 1983, anno della sconfitta nella guerra per le Falkland, le opposizioni vennero represse con metodi che la storia chiamerà "Guerra sporca": circa 30.000 furono le persone torturate, uccise o disperse nell'Oceano. Sono i desaparecidos, una ferita profonda ancora viva. L'Argentina, a differenza del Cile e del Sudafrica, non ha percorso infatti la strada del perdono e dell'amnistia e molti processi sono ancora in corso.
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